Il mio approccio alla nutrizione animale


Alimentazione nel cane e nel gatto

A Maggio 2013 mentre andavo a comprare il formaggio in un’azienda mi proposero di prendere una gattina. La madre non la allattava e probabilmente sarebbe morta o sotto le ruote di una macchina o mangiata da una volpe.

A rivedere le foto di quando l’ho presa era bruttina e malaticcia, ma è diventata una stupenda gatta che oltretutto sforna gattini meravigliosi. La gattina della foto nello slider in home page è una sua cucciola.

Lory è il nome che le diedi. Quando la vidi mangiava controvoglia della pasta in un piattino. Erano le 19, a casa non avevo nulla da darle e io non sapevo nemmeno cosa dare da mangiare ad un gattino di poco più di un mese.

Comprai al volo del latte e delle crocchette. Le crocchette vedevo che erano dure e le misi nel latte per ammorbidirle (povera Lory).

La piccolina non aveva deciso lei di venire con me, quindi mi sentivo in dovere in quanto suo “tutore” di garantirle le migliori condizioni di salute possibili.

Così mi misi a studiare la nutrizione felina, poi dopo richiesta di alcuni pazienti anche quella del cane che è molto simile.

La cosa che subito mi è saltata all’occhio e di cui più passa il tempo e più me ne rendo consapevole è il grande business che c’è dietro all’alimentazione per agli animali domestici e di quanta ignoranza regni anche in questo settore.

Fino ad allora avevo letto l’alimentazione negli animali dello zoo ed è molto affascinante perchè ora mi rendo conto che è l’unica “scienza della nutrizione” non contaminata da interessi commerciali e strane credenze.

Basta andare in uno studio veterinario e ci si rende conto di quanto è vero ciò che ho appena detto. Guardate le marche pubblicizzate: trovare tra i prodotti di quelle aziende cibi adatti a cani e gatti è impresa ardua. Non voglio nominare nessuna azienda, ma i rappresentanti di certe aziende io non li riceverei di sicuro e soprattutto mai metterei dei loro poster nel mio studio.

Esistono aziende serie che producono prodotti con buoni criteri, ma raramente vengono pubblicizzate da veterinari o non si trovano nei supermercati e a volte nemmeno nei negozi specialzzati.

Tenete presente ad esempio che le crocchette più costose e pubblicizzate in produzione costano meno di 1€ al kg quindi capite bene l’interesse che c’è nel pubblicizzarle e nel trovare sempre prodotti più specifici per ogni razza. Anche se non sono un gran cibo, non faccio la guerra alle crocchette, ma i prodotti di qualità non sono quelli pubblicizzati purtroppo.

Tuti questi argomenti sulla nutrizione animale li tratterò in articoli dedicati, quindi non mi dilungo più di tanto.

Nutrizione animali da reddito (bovini)

Premessa: sono un perito agrario. Un’infarinatura sull’alimentazione degli animali da reddito ce l’ho dai tempi della scuola.

Premessa numero 2: gli unici animali da reddito che in genere hanno un’alimentazione e un sistema di allevamento consoni alle loro caratteristiche fiosologiche sono le api.

Tutti gli animali da reddito hanno avuto una deriva nella loro alimentazione dovuta alla ricerca del massimo profitto. Le logiche economiche funzionano in ogni settore, e quello alimentare non fa eccezione, non dimenticatevelo.

Tra gli animali da reddito, quelli che mi interessano di più dal punto di vista della nutrizione sono bovini, ovini e caprini. Su ovini e caprini negli ultimi anni si sta rovinando molto la loro alimentazione (ma ancora per fortuna non è complicatissimo trovare buoni allevamenti), mentre per i bovini siamo andati alla deriva qualche decennio fa. Tenete presente che questi animali oltre a fornirci la carne ci forniscono anche latte che poi è utilizzato per i formaggi, quindi sono gli animali che giocano uno dei ruoli più importanti per la nostra alimentazione.

Anche in questo ambito il consumatore ed in primis l’allevatore non hanno la più pallida idea di cosa sia la qualità.

Chiedete ad un bambino cosa mangia una mucca. Poi domandate ad un allevatore cosa gli da a mangiare. A quel punto qualche domanda dovrebbe sorgervi spontanea.

Se vi dico che noi siamo quello che mangiamo, penso in pochi avranno da obiettare. Se dico che l’animale è quello che mangia penso che qui nessuno obietterà. E allora quando consumiamo prodotti animali la qualità deriverà dall’alimentazione e da come è stato allevato l’animale. Noi siamo quello che ha mangiato l’animale. E’ proprio questo il punto cardine che mi ha spinto ad approfondire questi temi.

Questo purtoppo è un discorso immenso, che riguarda alimentazione, razze, territorio, ma vorrei comunque dare qualche piccolo spunto. In futuro approfondirò in parte l’argomento con articoli specifici.

Latte e derivati: è un settore molto importante dove le logiche commerciali hanno portato ad un completo travisamento della qualità.

Un latte di alta qualità è definito per legge ed ha delle caratteristiche chimico fisiche peculiari, ma la qualità è un’altra cosa. Per chi volesse approfondire l’argomento per fortuna in Italia da alcuni anni è nato un progetto, si chiama latte nobile. Leggendo il loro sito e il loro progetto capirete come si produce un latte di quelità partendo dall’alimentazione della vacca.

Hanno un disciplinare e le aziede aderenti devono seguire questo disciplinare. Ecco, questo è quello che fa la differenza quando si parla di qualità: la presenza di un disciplinare, dove il consumatore sa esattamente con quale filosofia e con quali parametri è stato prodotto quel cibo. Arrivare al risultato finale è semplice. Lo capite bene con l’olio di oliva. Tutti sono olio extravergine di oliva, ma pochi sono di qualità. Non è importante il valore proteico o di grassi, ma è importante come è stato prodotto questo latte.

Nel caso siate professionisti dell’arte bianca penso conosciate la farina PETRA. Anche in questo caso leggete come viene prodotta e capirete cosa intendo per qualità.

Invece per il discorso carne, c’è sempre tanta confusione come per il latte. Anche qui, quando leggete: carni biologiche o carni italiane, sappiate che questi due termini non sono sinonimo di qualità, significano soltanto che l’animale è stato allevato in Italia o è stato allevato con alimenti biologici e con certe regole. La qualità anche in questo caso è un’altra cosa e la si ottiene nell’alimentazione che non deve essere biologica, ma consona alla specie animale.

Per chi non avesse mai sentito parlare di queste cose: le mucche si ingrassano con i cereali. Biologici o non, sono un alimento che non dovrebbe essere presente nella loro alimentazione o nel caso fosse presente soltanto in minime quantità e solo in determinati periodi.

La risposta qualitativa esiste anche in questo settore e si chiama grass fed, ma attenzione, non pretendete che una mucca qualsiasi cresca solo ad erba. C’è bisogno di certi spazi, di certo foraggio e soprattutto non tutte le razze sono adatte a questo tipo di allevamento. Purtroppo nel tempo abbiamo selezionato razze più produttive ma più deboli proprio perchè ci facevano comodo così.

L’ultimo animale di cui ho approfondito un po’ alcuni aspetti sull’alimentazione è il cavallo. Mi ero interessato un po’ sulle fonti di carboidrati e soprattutto nell’utilizzo dei grassi in certi ambiti specifici, ma non ho mai trovato persone con le quali affrontare in maniera specifica certi argomenti, e neppure ho avuto modo di fare alcuna prova o ho trovato testimonianze in rete (internet è una cosa meravigliosa, ma quando si cerca qualcosa bisogna mettere tantissimi filtri mentali perchè in rete purtroppo o per fortuna può scrivere chiunque).

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