Occhio ai grassi


Come primo articolo sull’alimentazione animale voglio partire con qualcosa di tecnico. Cercherò di renderlo comprensibile a tutti o almeno lo spero. Parlerò dill’argomento che mi appassiona di più in assoluto sulla nutrizione: i grassi.
Questo articolo come gli altri che pubblicherò è volto a farvi comprendere gli ingredienti adatti ad un animale, così da poter piano piano padroneggiare i concetti e comprendere le etichette, almeno vi renderete conto da soli che la maggior parte dei prodotti per gli animali sono solo degni della pattumiera, non di essere consumati dai nostri amici a quattro zampe.
La qualità esiste solo nella pubblicità che ne fanno, non c’è nel prodotto che formulano. Però se sapete cosa controllare riuscite anche a valutare il prodotto senza influenze sterne.
Per ogni cosa cosa che acquisto leggo l’etichetta, e il cibo per animali non fa distinzione.
Ho sempre cercato di scegliere prodotti di qualità per i miei gatti ed un bel giorno ordino delle crocchette di un’ottima marca senza leggere l’etichetta in maniera minuziosa come faccio di solito (mi fidavo).
Purtroppo in alcuni siti è anche difficile leggere le etichette (ma non è una scusante, è stata una svista).
Arrivato il pacco a casa lo apro, leggo subito l’etichetta e mi ritrovo olio di canola per fornire grassi polinsaturi.
C’è da precisare che quelle crocchette pur contenedo un ingrediente non consono erano di un livello non paragonabile a quelle che di solito si trovano in commercio o vengono pubblicizzate, comunque ci sono rimasto male.
Il gatto è un carnivoro stretto e il suo metabolismo dei grassi è diverso rispetto a quello degli erbivori e degli onnivori ho sempre pensato e mi è sembrato strano di trovare questo tipo di ingrediente in certi prodotti.
Il bello è che sono anche convinti di questo ingrediente, infatti scrivono nel loro sito:
Canola oil: “Provides a blend of omega fatty acids for optimal skin and coat health. Contains alpha-linolenic acid, an omega-3 fatty acid. Also a source of vitamin E”.

Per chi non conoscesse la biochimica riporto un grafico che illustra schematicamente il metabolismo degli omega 3 e degli omega 6.

Gli oli vegetali contengono acido linoleico e alfa linolenico. Sarebbero i primi 2, in cima alla tabella.

Nei grassi animali invece troviamo AA, EPA e DHA in genere. Sono quelli dalla quarta riga a scendere.

Ad ogni step ci sono degli enzimi che devono lavorare per passare allo step successivo (sono quelli che leggete al centro).

Questa è la biochimica e sono nozioni base, quindi la prima cosa che sono andato a fare è stato controllare la presenza di delta 6 desaturasi nei gatti.

Secondo me doveva funzionare in maniera molto limitata o addirittura essere assente. Infatti avevo ragione e anche se ad oggi non sono molto studiati i vari grassi nell’alimentazione dei gatti, ho trovato un articolo del 1979 che già spiegava questo.

L’articolo scrive chiaramente: “These results show that there is no significant delta 6 desaturase activity in the cat, whereas chain elongation and delta 5 desaturase enzymes are operative.” Vi dice che il metabolismo dei gatti sui grassi è attivo dal secondo step in poi. Tra poco lo vedremo.

Lo studio mi piace tantissimo perchè utilizzano un grasso a me molto caro: l’ETRA. Purtroppo non ve ne parlerò qui e non so se scriverò mai nel sito a tal proposito, perchè è un discorso lungo e complesso. Una volta ne parlai ad un convegno. Se riesco magari faccio un video così è più semplice spiegarlo. Comunque per il nostro discorso il metabolismo dell’ETRA non è indispensabile e risulta marginale e non inerente.

Oggi che volevo scrivere questo articolo sono andato a pescare qualcos altro per la bibliografia ed ho trovato questo studio.

I punti salienti dello studio sono:

  • La delta 5 desaturasi (la trovate al terzo step) che abbiamo già detto che è attiva nei gatti, nello studio è stata trovata attiva nell’utero, ma non nel tessuto ovarico.
  • Che bisogna aumentare la quantita di acido gamma linolenico (secondo step a destra) per mantenere i requisiti di acido arachidonico (AA) necessari per la riproduzione nei gatti in assenza di acido arachidonico derivante da fonti animali.

Questo secondo punto è una conferma di quanto si evince nello studio del 1979.

Sbilanciare i grassi e soprattutto fornire agli animali dei grassi “alieni” per il loro metabolismo può creare diversi problemi, anche a livello riproduttivo.

Dovresti sempre curare l’alimentazione del tuo gatto, ma se ha problemi riproduttivi, controlla quali grassi stai usando per alimentarlo.

Qual’è il messaggio da portare a casa?

Nelle crocchette o nell’umido cercate solo prodotti che contengono grassi animali e non oli vegetali, questi ultimi non riescono a metabolizzarli correttamente come avete visto. Se volete allevare il vostro gatto in maniera semi vegana (purtroppo esistono anche di questi padroni) fornisci al tuo gatto l’acido diomo gamma linolenico. Forse la fonte migliore è l’olio di canapa.

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