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	<title>Nutrizione dieta e alimentazione dal tuo nutrizionista</title>
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	<description>Nutrizione e dieta dal tuo nutrizionista</description>
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		<title>Il grano OGM potrebbe salvarti la vita.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 14:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra tutte le foto in bianco e nero che trovate sparse nei negozi e forse anche a casa vostra, quali sono le più frequenti? Io penso proprio quelle che ritraggono la mietitura del grano. In un passato non molto remoto, quando il termine computer nemmeno esisteva e la tv in bianco e nero doveva ancora... <a href="http://nutritionvalley.it/nutrizione/alimenti/il-grano-ogm-potrebbe-salvarti-la-vita.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/12/grano_celiaci.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1918 alignleft" title="grano_celiaci" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/12/grano_celiaci-150x150.jpg" alt="grano celiaci 150x150 Il grano OGM potrebbe salvarti la vita." width="150" height="150" /></a>Tra tutte le foto in bianco e nero che trovate sparse nei negozi e forse anche a casa vostra, quali sono le più frequenti?<br />
Io penso proprio quelle che ritraggono la mietitura del grano. In un passato non molto remoto, quando il termine computer nemmeno esisteva e la tv in bianco e nero doveva ancora arrivare, il maggior impiego degli italiani era l’agricoltura, ed<strong> il cereale più coltivato nelle nostre campagne era il grano.</strong><br />
Se ci pensate anche Mussolini si dedicava alla raccolta del grano e la Sardegna nell’epoca della Repubblica Romana è stata soprannominata “il granaio di Roma”. In età romana anche l’Algeria con i Numidi si avvalse dell’appellativo “il granaio di Roma”.<br />
Chissà come mai questo bellissimo cereale che ha accompagnato la nostra storia si sia trasformato in un insidioso nemico per la nostra salute.<br />
Iniziamo a ricostruire un po’ la storia.<br />
Il grano è una pianta che condensa tutta l’energia che ricava dal sole attraverso la fotosintesi nel suo carboidrato di riserva che è l’amido. E’ una pianta molto ricca in amido, che rappresenta infatti circa il 70%, mentre ad esempio nelle leguminose rappresenta all’incirca il 20%.<br />
Questo amido combinato con un po’ di azoto serve alle piante per produrre proteine, un compito che riesce molto bene alle leguminose, ed un po’ meno ai cereali, soprattutto al grano. Così il grano fin dall’antichità non è mai stata una pianta ricca in proteine, però è sempre stato usato per produrre il pane, il simbolo della nostra alimentazione.<br />
Poi un bel giorno ci siamo accorti che un grano contenente più proteine aveva 2 vantaggi: da un lato aumentava la resa e dall’altro meglio si addiceva agli utilizzi industriali.<br />
Di conseguenza abbiamo iniziato a selezionare le piante che offrivano un <strong>rendimento proteico maggiore</strong>, così facendo abbiamo privilegiato le piante ricche in glutine.<br />
<strong>Il glutine è una proteina contenuta nel grano e in molti altri cereali,</strong> composta da gliadine (responsabili della celiachia) e glutenine; ed è il responsabile del morbo celiaco, ed inoltre è mal digerito da molti ed è il principale imputato ogni qualvolta mangiando del pane o della pasta ci sentiamo gonfiare la pancia. Il glutine non è una proteina fissa, ma è un mix di gliadine e glutenine, quindi non tutto il glutine è nocivo e soprattutto ci sono particolari combinazioni di gliadine e glutenine che sono molto pericolose per molti di noi. Per esempio anche il granturco possiede gliadine e glutenine, ma queste non sono pericolose e sono perfettaemnte tollerate dai celiaci.<br />
Vediamo un po’ l&#8217;<strong>evoluzione del grano.</strong><br />
Un tempo era una pianta molto alta, e superava abbondantemente il metro di altezza e come ho detto prima era più povera in proteine.<br />
Ora invece sono molto più basse ed hanno un contenuto proteico più elevato. Il glutine rappresenta circa l’80% delle proteine presenti nella cariosside, e soprattutto si sono selezionate piante ricche in gliadine.<br />
Il fatto dell’altezza invece è ben spiegabile: utilizzando meglio l’azoto ed aumentando la produzione, le piante crescevano di più ed incappavano in un problema: l’allettamento.<br />
Avete presente quando il vento sbatte letteralmente le piante a terra?<br />
Ecco, questo è l’allettamento.<br />
Quindi rispetto al passato ci troviamo con un grano che riesce ad utilizzare in maniera molto efficiente l’azoto fornitogli nelle concimazioni e produce una cariosside ricca in glutine (soprattutto più ricca in gliadine).<br />
Come siamo arrivati a questo punto? Inizialmente incrociando diverse varietà cercando di ottenere piante con rendimenti sempre maggiori.<br />
Poi la scienza evolve anche in agricoltura e si si sono iniziate ad usare le radiazione e a<strong> modificare</strong> <strong> il DNA.</strong><br />
Come avviene questo? In maniera molto semplice: si prendono gli embrioni, si bombardano di radiazioni e poi si selezionano quelle piante che hanno le caratteristiche che desideriamo. Questa io la considero una selezione genetica fatta a casaccio, ma è quella che ufficialmente viene utilizzata e nessuno ha mai protestato.<br />
E le piante che abbiamo generato non sono geneticamente modificate? Non dovrebbero chiamarsi OGM? No miei cari, questa è la moderna agricoltura, quella che produce le piante di cui vi cibate ogni giorno è quella che accettiamo tutti come una cosa sicura ed efficace.<br />
Questo metodo di selezione modifica profondamente il DNA ma a casaccio, quindi per una caratteristica positiva che può prendere una pianta se ne possono associare 10 negative.<br />
Invece negli OGM in genere i geni che vengono modificati non sono moltissimi, a volte anche soltanto uno; ma l’opinione pubblica vuole che dobbiamo continuare a sorbirci OGM creati a casaccio, mentre disprezziamo gli OGM creati con un po’ di studio dietro.<br />
Tornando al nostro benamato glutine ci sono delle cose molto importanti sulle quali vorrei porre l’attenzione:</p>
<ul>
<li>la celiachia è una malattia sempre più diffusa, ed i malati che si conoscono sono sola la punta di un iceberg, infatti si pensa che la malattia abbia una portata molto più grande di quella che attualmente si conosce.</li>
<li>Il numero dei celiaci è sempre in aumento, questo da una parte è imputabile a cause genetiche e ambientali, dall’altra è dovuto all’affinamento delle tecniche di diagnosi sempre più precise e meno invasive.</li>
<li>Molti celiaci non sanno di esserlo e magari lo vengono a scoprire in tarda età, oppure non lo scoprono mai nella loro vita.</li>
<li>Se un celiaco consuma glutine “cattivo”, diminuisce di molto la sua speranza di vita e soprattutto peggiora la qualità della stessa (es. osteoporosi precoce, cancro, ferro basso, ecc&#8230;)</li>
<li>Seguendo una dieta priva di glutine la maggior parte delle persone trarrà molti benefici a livello di salute e qualità della vita. Quante volte le persone mi vengono a dire che non mangiano pasta e pane perchè altrimenti si sentono gonfie e questo limita molto la loro qualità della vita. A tal proposito vorrei dire a chi non lo sapesse che il glutine contenuto nel pane è molto più “cattivo” rispetto a quello della pasta.</li>
<li>il glutine è una proteina importantissima, infatti è quella che determina la qualità delle farine. In base alla sua capacità di assorbire acqua può far classificare le varie farine e ne influenza la qualità.</li>
</ul>
<p>Ora però vorrei porre la vostra attenzione su un punto in particolare: la gliadina è una proteina. L’equazione: un gene = una proteina è abbastanza corretta.<br />
Quindi con l’ingegneria genetica (ossia OGM) potremmo creare una nuova proteina, in una diversa conformazione, in modo tale da evitare la risposta immunitaria in persone allergiche e che non crei più i soliti disturbi all’intestino. Inoltre si potrebbe ottenere una proteina lo stesso utilizzabile nei processi di panificazione.<br />
Pensate un po’ che bello che sarebbe se un celiaco potesse mangiare i cibi che tutti noi mangiamo, ma soprattutto la celiachia diventerebbe una di quelle malattie che verrebbe studiata nei libri della storia della medicina. Inoltre anche per i non celiaci, ma sensibili al glutine, mangiare un piatto di pasta o un pezzo di pane e non vedersi gonfiare la pancia penso che sarebbe una gran bella soddisfazione.<br />
Uno degli scopi iniziali di questo sito al tempo in cui lo fondai era quello di spiegare cosa fossero e cosa facessero gli OGM. Purtroppo per mancanza di tempo e volontà non ho mai approfondito questo interessantissimo argomento, ma altri come <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank">Bressanini </a>o quelli di <a href="http://www.salmone.org/">salmone.org</a> per fortuna lo fanno in modo impeccabile, quindi vi consiglio di visitare questi siti.<br />
A questo punto vi lascio con con alcune domande:<br />
<strong>Ma sono così pericolosi questi OGM?</strong><br />
Se realmente possono migliorare la qualità della vita delle persone perchè non prendiamo in considerazione il fatto che possono essere realmente utili?<br />
<strong>Vi spaventa di più una selezione genetica fatta a casaccio, oppure una mirata?</strong><br />
Non vi fate abbindolare dalle interviste fatte in tv a chissacchì, dai servizi dei giornalisti (che sono giornalisti e non scienziati), dalle cose catastrofiche che leggete in internet o nelle riviste. Io vi invito ad usare sempre il cervello e a valutare il problema, ascoltando sempre i pareri forniti da ambo le parti e vedrete che questa paura sugli OGM svanirà, oppure sarà sempre minore.</p>
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		<title>Pasta e pane senza glutine, qualche perplessità.</title>
		<link>http://nutritionvalley.it/chiedilo-al-nutrizionista/pasta-e-pane-senza-glutine-qualche-perplessita.html</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 09:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo al nutrizionista]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco scrive Salve, mi chiamo Francesco e sono un ragazzo celiaco. Di recente ho effettuato un calcolo confrontando i valori nutrizionali di alcune marche di pasta e pane che dispongo, senza e con glutine. In seguito ho elaborato rapporti riguardanti le medie aritmetiche dei rispettivi valori e ho potuto constatare (nei limiti di un certo... <a href="http://nutritionvalley.it/chiedilo-al-nutrizionista/pasta-e-pane-senza-glutine-qualche-perplessita.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/10/cereali-celiachia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1909" title="cereali e celiaci" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/10/cereali-celiachia-300x202.jpg" alt="cereali celiachia 300x202 Pasta e pane senza glutine, qualche perplessità." width="300" height="202" /></a><strong>Francesco scrive</strong><br />
Salve,<br />
mi chiamo Francesco e sono un ragazzo celiaco. Di recente ho effettuato un calcolo confrontando i valori nutrizionali di alcune marche di pasta e pane che dispongo, senza e con glutine. In seguito ho elaborato rapporti riguardanti le medie aritmetiche dei rispettivi valori e ho potuto constatare (nei limiti di un certo grado di approssimazione) che:<br />
La pasta senza glutine presenta:<br />
- quasi il doppio dei grassi della pasta con glutine;<br />
- contiene una quantità di sodio 20 volte superiore;<br />
- presenta circa la metà delle proteine e un quarto degli zuccheri<br />
e gli altri valori sono quasi uguali.</p>
<p>Il pane senza glutine invece presenta:<br />
- fibra in quantità tripla rispetto a quella presente nel pane cosiddetto comune<br />
- una quantità di grassi circa 40 volte superiore;<br />
- contiene circa la metà delle proteine e dei carboidrati e gli altri valori invece sono praticamente uguali.<br />
La mia domanda è la seguente: tali dati numerici, scientificamente cosa ci possono dire?</p>
<p>Distinti saluti.</p>
<p><strong>Risposta</strong></p>
<p>Salve Francesco, mi fa piacere ricevere email da acuti osservatori.<br />
“La mia domanda è la seguente: tali dati numerici, scientificamente cosa ci possono dire?”<br />
Rispondo immediatamente con un esempio.<br />
Tre settimane fa sono stato a Bologna, ho mangiato tantissimo tutto il giorno e anche a cena, poi verso le 23 ero ad una festa e c’erano moltissimi chioschetti che preparavano piadine, ma ho fatto un opera di bene per la mia salute e non l’ho presa. Però la voglia mi è rimasta, l’essere stato a Bologna e il non aver mangiato la piadina non mi è andato prorpio giù.<br />
Così venerdì scorso a pranzo mi trovavo a Perugia e molte persone mi hanno sempre detto “assagggia la piadina in questo posto che la fanno buonissima”.<br />
Data la voglia che mi portavo dietro da settimane ho colto l’occasione per andarla a prendere.<br />
Nella carta del vassoio c’era riportata una dicitura che più o meno recita così: una piadina contiene il 34% di grassi, il 10% di proteine ed il 56% di carboidrati e questo  rende la piadina un pasto QUANTITATIVAMENTE bilanciato. Vorrei far notare la parola quantitativamente: mi ha fatto molto riflettere, appena letto si capisce benissimo che quella frase non era stata scritta da una persona qualsiasi, ma da uno che se ne intende, perchè è inattaccabile.<br />
Andiamo al dopo pranzo: a parte il sapore che non aveva nulla a che vedere con una vera piadina romagnola, c’era talmente tanto sale che mi ha lessato la lingua (nel pomeriggio ho bevuto più di 2 litri di acqua), ma soprattutto mi sono sentito sazio (ma non in senso positivo, del tipo sazio ma mezzo intossicato per intenderci) per tutto il pomeriggio.<br />
Perchè ho riportato la storia della piadina?<br />
E’ per rispondere alla domanda: a livello quantitativo quei numeri vanno bene, ma è la qualità del cibo che mi preoccupa.<br />
A me personalmente la farina dà problemi e sono 3 anni che praticamente seguo una dieta senza glutine (tranne quest&#8217;ultimo periodo) e con pochi latticini. Lungi da me l’idea di acquistare alimenti per celiaci (anche perchè per fortuna non sono malato, e soprattutto ultimamente pasta o pane ogni tanto li consumo).<br />
Io sono dell’idea che 5 ingredienti in un cibo siano già troppi, quindi consiglio sempre a tutti un’alimentazione il più possibile sana e naturale.<br />
Se uno si prende un qualsiasi prodotto per celiaci trova una lista di ingredienti infinita e soprattutto c’è dentro di tutto.<br />
Per fortuna negli ultimi anni dato il crescente numero delle persone celiache le aziende stanno lavorando molto sulla qualità dei loro prodotti, ma io personalmente molti di questi prodotti non li mangerei.<br />
La cosa che mi sono sempre chiesto e sembra che non si chieda nessuno all’OMS è: dato che i celiaci consumano in proporzione molto più mais rispetto alla popolazione generale, non dovrebbero essere una popolazione a rischio per quanto riguarda le micotossine, soprattutto le aflatossine?<br />
Queste micotossine sono spesso contenute nel mais. Dato che è un buon investigatore si faccia una bella ricerca approfondita, ne troverà delle belle.<br />
Tutto questo per dire una cosa: chi è celiaco può consumare benissimo tutti gli alimenti non contenenti glutine e quindi non vedo il motivo di orientarsi su questi artefatti industriali.<br />
L’unico alimento che io personalmente mangerei se fossi celiaco sarebbe la pasta, che oltretutto non ha nulla da invidiare alla normale pasta con il glutine.<br />
Con le farine si possono fare i dolci e poi per il resto si può seguire un’alimentazione sanissima e senza tanti problemi.<br />
L’unica cosa a cui farei attenzione è il non esagerare troppo con i prodotti a base di mais.<br />
Per concludere la scienza dice che quei numeri sono giusti, io invece dico che a livello nutrizionale, ma soprattutto di qualità della vita quei numeri non mi piacciono per niente.<br />
Ricordiamoci sempre che noi siamo ciò che mangiamo.<br />
Per salutarci riporto gli ingredienti di una baguette per celiaci, la prima che ho trovato su google e a fianco a qualche ingrediente un piccolissimo commento:</p>
<ul>
<li>acqua,</li>
<li>amido di mais,</li>
<li>pasta acida (farina di riso, acqua),</li>
<li>farina di riso,</li>
<li>fibra di mela,</li>
<li>sciroppo di riso <strong>(qual&#8217;è la sua utilità? lo trovo completamente inutile)</strong></li>
<li>amido di riso,</li>
<li>olio vegetale <strong>(non c&#8217;è scritto nient&#8217;altro. Rischio presenza grassi idrogenati)</strong></li>
<li>lievito,</li>
<li>proteine di soia,</li>
<li>zucchero <strong>(oltre a tutto questo bel po&#8217; di roba lo zuccero a che serve?)</strong></li>
<li>addensante: idrossipropilmetilcellulosa,</li>
<li>sale.</li>
<li>SENZA LATTOSIO (Lattosio &lt; 0,007g / 100g).</li>
</ul>
<p>Quale qualità a livello nutrizionale? A me farebbe senso ingerire una cosa del genere.<br />
Il pane in genere ha questi 4 ingredienti: Farina &#8220;0&#8243;, acqua, lievito di birra e sale; invece quello per celiaci più di 10. In questo caso i numeri delle calorie e soprattutto le quantità dei nutrienti contano poco. Sono tutti zuccheri ad alto indice glicemico e grassi di dubbia qualità.</p>
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		<title>Gli integratori proteici sono indispensabili per la crescita muscolare?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 06:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo al nutrizionista]]></category>

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		<description><![CDATA[Dario scrive: gentile dottore, mi preme chiederle un consiglio su un argomento poco trattato e forse troppo sottovalutato. L&#8217;uso di integratori alimentari, nella fattispecie integratori proteici, sono indispensabili prima o poi, per l&#8217;incremento della massa muscolare? Mi spiego: da circa quattro anni pratico diciamo regolarmente ( 3 volte a settimana) attività fisica di tipo anaerobico... <a href="http://nutritionvalley.it/chiedilo-al-nutrizionista/gli-integratori-proteici-sono-indispensabili-per-la-crescita-muscolare.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/10/muscoli-proteine.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1900" title="Integratori proteici e muscoli" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/10/muscoli-proteine-233x300.jpg" alt="muscoli proteine 233x300 Gli integratori proteici sono indispensabili per la crescita muscolare?" width="233" height="300" /></a>Dario scrive:</strong><br />
gentile dottore,<br />
mi preme chiederle un consiglio su un argomento poco trattato e forse troppo sottovalutato. L&#8217;uso di integratori alimentari, nella fattispecie integratori proteici, sono indispensabili prima o poi, per l&#8217;incremento della massa muscolare? Mi spiego: da circa quattro anni pratico diciamo regolarmente ( 3 volte a settimana) attività fisica di tipo anaerobico ( palestra= pesi). L&#8217;apporto proteico da me fornito all&#8217;organismo, senza mai aver usato integratori, si aggira, sommando le protein1 date dal latte, dalla carne, dalla pasta, dai legumi ecc, sui 90 gr ( e a volte anche più) x 70 kg di peso corporeo su un&#8217;altezzza di 1,78 cm. Per raggiungere risultati migliori, raggiungere diciamo i 74/ 75 kg, dovrei per forza aggiungere alla mia dieta un apporto di integratori proteici, o rischierei di sovraccaricare fegato e reni, cosa della quale ho il timore, e per la quale credo già di essere sulla &#8221; buona strada&#8221;. Ho letto e ascoltato piu volte i consigli sull&#8217;apporto giornaliero di proteine: si dice 1 gr per kg corporeo. Il fascino del cambiamento a livello estetico dettato dall&#8217;ipertrofia muscolare, e la paura di perdere tono o non incrementare ulteriormente la massa mi ha sempre spinto ad andare oltre il gr x kg corporeo consigliato. Quale consiglio può darmi? Diminuisco l&#8217;apporto proteico ( andando incontro a un calo ipertrofico), mantengo questa linea, o aggiungo integratori al mio fabbisogno per arrivare a incrementare ulteriormente la massa? Questo incremento da me desiderato può essere ottenuto senza l&#8217;apporto di integratori e senza affaticare fegato e reni con un&#8217;ingestione maggiore di protine animali e vegetali?<br />
Spero di esser stato chiaro e attendo cn ansia una sua risposta<br />
Cordiali Saluti</p>
<p><strong>Risposta</strong></p>
<p>Salve Dario,<br />
i suoi dubbi sono quelli di moltissime persone.<br />
Ci tengo a chiarire un concetto un po’ austico per molti con un paio di esempi.<br />
Anni fa lessi di uno studente di medicina che viveva nella Germania nazista, che non aveva nemmeno i soldi per mangiare e andava avanti facendo ripetizioni ai ragazzini e viveva di ciò che gli dava la gente per questi suoi servizi.<br />
Questo studente aveva una gran passione: i muscoli e si era comprato una panca con la quale si allenava tutti i giorni e i suoi muscoli crescevano.<br />
A qualcuno sembrerà molto strano perchè la gente ha inculcate certe concezioni, specialmente nell’ambiente delle palestre dove regna l’ignoranza più completa ed è pieno di guru che vanno avanti a riso e tonno.<br />
Comunque la spiegazione è molto semplice: l’organismo ha dovuto per forza aumentare la massa muscolare, perchè così facendo ogni volta che lui si allenava consumava meno calorie e si preservava, è un adattamento (questo è il mio modo di spiegare il tutto). Il nostro corpo riesce sempre a stupirci.<br />
Esempio numero 2: su questo ho prove tangibili. Pazienti che seguono VLCD ossia diete a bassissimo livello calorico con appropriati integratori proteici e con un apporto proteico di 1,4g x kg di massa magra mantengono e a volte incrementano la loro massa muscolare. Miracolo? Certo che no, c’è sempre una spiegazione, in questi casi ad esempio si stimola il GH.<br />
A parte questi esempi (ne avrei a centinaia) che li ho riportati solamente a scopo didattico, perchè mi da fastidio sentire sempre le solite storie: più proteine consumo e più muscoli mi vengono. Magari fosse così facile. Vedi il link in fondo alla pagina.<br />
Comunque quanto appena detto è per dire che le proteine sono importantissime, ma non sono il cardine nella crescita muscolare. Non nego ed anzi riporto che più proteine vengono consumate e più aumenta la massa muscolare, fino ad arrivare ad un livello di plateau che è di 2,5g x kg di massa magra; oltre a questo livello non si assiste ad incrementi nella massa muscolare.<br />
Volendo ragionare in termini quantitativi quindi più proteine si consumano e più aumenta la massa muscolare, ma 2,5g x kg mm di proteine non sono pochi e questi quantitativi se protratti a lungo diminuiscono le prospettive di vita, oltre a dare molti altri problemi nel caso non si segua un’alimentazione alcalinizzante.<br />
C’è un altro modo di ragionare, che a me piace di più, le proteine possono essere viste sotto il punto di vista quali-quantitativo e soprattutto andrebbe scelto un buon timing.<br />
Per farla più semplice possibile, le proteine sono importanti al mattino appena svegli, appena l’allenamento (entro 30- -max 60 minuti) e prima di andare a dormire per prevenire il catabolismo notturno.<br />
Quindi ad esempio al mattino vanno bene quasi tutte le fonti proteiche, appena l’allenamento le whey sono l’ideale, prima di andare a dormire caseine (attenzione a chi è intollerante) o proteine dell’uovo o mix.<br />
30g di proteine stimolano la produzione di muscolo, soprattutto se queste proteine sono ricche in leucina.<br />
Detto ciò suddividere i pasti proteici in 3 volte al giorno, mentre il resto della giornata si possono consumare grassi e carboidrati dà degli ottimi risultati.<br />
Detto ciò si può ben intuire che con circa 100g di proteine al giorno si possono ottenere ottimi risultati, restando sempre ben al di sotto di 2g di proteine x kg di mm e non affaticando reni e fegato.<br />
Questo livello può essere raggiunto con alimenti, oppure con degli integratori, a seconda del tipo organizzazione di vita e alimentare che si sceglie.<br />
Quindi per quanto riguarda la domanda posta gli intagratori proteici non sono indispensabili per aumentare la massa muscolare, ma sono un ottimo strumento per organizzare l&#8217;alimentazione. Per concludere io penso che con l&#8217;alimentazione e con l&#8217;integrazione proteica si possono ottenere gli stessi risultati, l&#8217;unico dubbio che ho, è che molto probabilmente con un&#8217;integrazione proteica i risultati possono essere raggiunti più velocemente.<br />
Per salutarci consiglio la visione di<a href="http://www.flickr.com/photos/vegetarians-dominate-meat-eaters-01/with/5057552725/" target="_blank"> questo album fotografico su flickr.</a></p>
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		<item>
		<title>prevenire l&#8217;osteoporosi con l&#8217;alimentazione</title>
		<link>http://nutritionvalley.it/salute/prevenire-losteoporosi-con-lalimentazione.html</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 09:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[magnesio]]></category>
		<category><![CDATA[osteoporosi]]></category>
		<category><![CDATA[Vitamina D]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti perchè le mucche e i cavalli come tutti gli animali d&#8217;altronde benchè non consumino latticini e megadosi di calcio non hanno l&#8217;osteoporosi? E vi siete mai chiesti perchè tante persone pur dopandosi di calcio si ammalino ugualmente di osteoporosi? Forse perchè è proprio l&#8217;approccio alla prevenzione di questa malattia che è... <a href="http://nutritionvalley.it/salute/prevenire-losteoporosi-con-lalimentazione.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/08/osteoporosi_calcio_cura.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1853" title="osteoporosi_calcio_cura" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/08/osteoporosi_calcio_cura-300x225.jpg" alt="osteoporosi calcio cura 300x225 prevenire losteoporosi con lalimentazione" width="300" height="225" /></a><strong>Vi siete mai chiesti perchè le mucche e i cavalli</strong> come tutti gli animali d&#8217;altronde benchè non consumino latticini e megadosi di calcio <strong>non hanno l&#8217;osteoporosi?</strong><br />
E vi siete mai chiesti perchè tante persone pur dopandosi di calcio si ammalino ugualmente di osteoporosi?<br />
Forse perchè è proprio l&#8217;approccio alla prevenzione di questa malattia che è sbagliato.<br />
Scrivo questo articolo perchè troppo spesso in televisione parlano di osteoporosi, e come sempre forniscono i soliti consigli: praticare attività fisica e consumare tanto calcio.<br />
Questi 2 consigli sono giusti?<br />
Giustissimi, però mancano molte altre informazioni, che chissà perchè la maggior parte dei medici che sono intervistati in tv o tanti professionisti che scrivono sulle riviste omettono sempre e io non ne capisco il motivo.<br />
E spesso non è questione di tempo o di spazio, perchè elisir ad esempio fa puntate intere su questo argomento.<br />
Scrivo questo articolo non per dire che quello che dicono non è giusto, anzi tutt&#8217;altro, ma perchè il problema della prevenzione dell&#8217;osteoporosi tramite l&#8217;alimentazione andrebbe affrontato in modo molto più ampio, talmente ampio che quello che scrivo rappresenta solo alcuni consigli di base.<br />
Per inquadrare il problema c&#8217;è da dire che circa <strong>una donna su quattro in post-menopausa sviluppa osteoporosi.</strong><br />
Alcuni fattori sono ritenuti fattori di rischio per lo sviluppo di osteoporosi tra cui la storia familiare, l&#8217;abuso di alcool, ipertiroidismo e iper paratiroidismo, il fumo, lo stress, la sedentarietà, l&#8217;uso prolungato di corticosteroidi e anticonvulsivanti ed anche la razza: bianca o asiatica.<br />
In questo articolo riporterò alcuni dei principali accorgimenti a livello nutrizionale.</p>
<h2>1° consiglio: Dieta alcalinizzante.</h2>
<p>Questo primo punto è il più importante tra tutti i punti che prenderemo in esame.<br />
Consideriamo le nostre ossa come delle rocce che si trovano nel corso di un fiume e dividiamo i cibi in alcalinizzanti e acidificanti che rappresenteranno la velocità dell&#8217;acqua del fiume.<br />
<strong>Cibi alcalinizzanti: velocità più lenta.<br />
Cibi acidificanti: velocità più elevata.</strong><br />
Ora capirete da soli l&#8217;importanza della dieta: i cibi acidificanti danno una maggiore velocità all&#8217;acqua che in questo modo nel tempo porterà con se più sali minerali depauperandoli dalle rocce.<br />
Avete presente quei corsi d&#8217;acqua che nel giro di migliaia di anni formano delle grotte dove prima c&#8217;erano solo rocce?<br />
Diciamo che noi non viviamo migliaia di anni, ma l&#8217;esempio del corso d&#8217;acqua mi sembra appropriato in quanto avere un&#8217;alimentazione prevalentemente acidificante comporta una maggiore perdita di sali minerali dalle ossa e quindi nel corso degli anni può portare ad una demineralizzazione ossea.<br />
L&#8217;organismo deve mantenere rigorosamente il sangue leggermente alcalino. Se noi mangiano molti cibi acidi, il corpo deve utilizzare il calcio dalle ossa per mantenere il sangue ad un livello di Ph costante. Quindi <strong>una dieta sana è fondamentale per la salute delle ossa e la prevenzione dell&#8217;osteoporosi. </strong><br />
Una cosa che non sentite mai in televisione è proprio questa: vi dicono sempre di mangiare più calcio per avere ossa sane, ma potete benissimo mangiare meno calcio avendo cura di ridurre le perdite di quest&#8217;ultimo, otterrete lo stesso risultato come bilancio di calcio, e probabilmente farete anche una migliore prevenzione dell&#8217;osteoporosi.<br />
Vi faccio un piccolo esempio: in un pasto mangiate carne e formaggio come fonte di calcio e bevete un paio di bicchieri di vino e il dolcetto a fine pasto. Bilancio del prasto: molto negativo.<br />
In un pasto mangiate dei legumi, dei cavolfiori, molte altre verdure che condite senza sale e con succo di limone, bevete solo un&#8217;acqua e la scegliete bicarbonato calcica (così vi fa digerire pure meglio) e a fine pasto un pò di frutta fresca.<br />
Tra i 2 pasti il primo è quello con il maggior contenuto di calcio, ma il secondo è di gran lunga migliore perchè è un pasto molto più alcalinizzante che quindi oltre ad apportare calcio (anche se in quantità minore) permette un risparmio dello stesso all&#8217;interno del corpo.<br />
Questa banalissima cosa l&#8217;avessi mai sentita in tv o l&#8217;avessi mai letta su qualche rivista. Tutti dicono sempre e solo la stessa cosa: sembra un copia e incolla.<br />
Vi faccio un altro esempio: potete guadagnare 3000€ al mese, ma se ne spendete 5000€ a fine mese non andate mai in pari. Sarebbe meglio guadagnare 2000€ e spenderne 1000, il bilancio sarebbe molto più positivo.<br />
Riuscite a capire ciò che intendo?<br />
Non è difficile, lo capiscono anche i bambini, ma molti professionisti lo ignorano. Per esempio andate a leggerme molti articoli firmati da nutrizionisti, dietisti, ecc, molto spesso vi dicono soltanto che per prevenire l&#8217;osteoporosi bisogna consumare tanto calcio (ho letto articoli di questo tipo anche su riviste importanti).</p>
<h3>2° Consiglio: il Magnesio</h3>
<p>Durante gli ultimi workshop sull&#8217;osteoporosi del National Institute of Health (NIH), il gruppo di esperti ha raccomandato che 1500 mg è la quantità di calcio che deve essere ingerita quotidianamente dalle donne in post-menopausa per prevenire la perdita ossea dall&#8217;osteoporosi rimaria postmenopausale (PPMO), ribadendo il consiglio già fornito da altri nel 1981.<br />
La perdita di massa ossea che si verifica durante il primo decennio dopo la menopausa è prevalentemente a carico dell&#8217;osso trabecolare con il 50% di perdita, mentre solo il 5% della corticale ossea si perde durante lo stesso intervallo di tempo.<br />
Come prova è stato presentato che supplementi di calcio di 660-3000 mg al giorno non hanno avuto alcun effetto significativo sulla perdita di massa ossea trabecolare nelle donne in postmenopausa, e ha provocato ipercalcemia e ipercalciuria nel 24% delle donne che hanno ricevuto una supplementazione in calcio di 1.000-3.000 mg al giorno.<br />
Nell&#8217;articolo che trovate negli approfondimenti potrete trovare uno studio che riporta dei dati a supporto del concetto che <strong>l&#8217;osteoporosi primaria postmenopausale (PPMO) nella maggioranza dei casi non è causata da carenza di calcio,</strong> e che non è evitabile assumendo megadosing calcio; ma suggerisce che la deficienza di magnesio svolge un ruolo importante nell&#8217;osteoporosi post menopausale e<strong> un&#8217;adeguata assunzione di magnesio può essere il metodo più efficiente, sicuro e conveniente per la prevenzione e la gestione d&#8217;osteoporosi primaria postmenopausale (PPMO).<br />
</strong></p>
<h3>3° consiglio: Vitamina D</h3>
<p>La vitamina del sole. <strong>La vita all&#8217;aria aperta è la migliore prevenzione per l&#8217;osteoporosi.</strong><br />
La vitamina D più che una vitamina possiamo considerarla un vero e proprio ormone, che interagisce moltissimo con il metabolismo e l&#8217;assorbimento del calcio.<br />
Una carenza di vitamina D provoca anche un minore assorbimento del calcio, quindi ritornando al discorso del calcio: oltre a valutare l&#8217;introito e le perdite dobbiamo valutare anche l&#8217;effettivo assorbimento di questo minerale.Vi ricordo che la vitamina D non è importante soltanto per la salute delle ossa ma svolge tantissima altre funzioni, ha anche un effetto anticancerogeno e antinfiammatorio.<br />
Non sottovalutate mai questa vitamina anche se il vostro obiettivo non è quello di prevenire l&#8217;osteoporosi. Qual&#8217;è una grande differenza fra l&#8217;uomo delle società passate fino ad arrivare ad un secolo fa, e l&#8217;uomo moderno?<br />
Che l&#8217;uomo di questo secolo passa molto meno tempo all&#8217;aria aperta e i geni sono sempre gli stessi.<br />
Tradotto in parole povere il nostro organismo prima produceva molta più vitamina D e si è evoluto con tali livelli.<br />
Per convincervi riguardo l&#8217;importanza di questa vitamina vi dico che la maggior parte delle persone che la studiano spesso in inverno ne fanno un&#8217;integrazione, si faranno coinvolgere troppo da ciò che stanno studiando, oppure si rendono conto che stanno facendo la cosa giusta?</p>
<h3>4° consiglio: assumete calcio.</h3>
<p>Il calcio è un elemento indispensabile per la salute delle nostre ossa. Sulla sua importanza vi stressano tutti i giorni i media, quindi non sto qui ad indicarvi i motivi per i quali è importante assumere calcio. Però volevo ricordarvi che le diete ad alto contenuto di sale, proteine e zucchero possono contribuire all&#8217;aumento dell&#8217;escrezione di calcio.</p>
<p><strong>5° consiglio: carenze di alcune vitamine e minerali fondamentali per la salute delle ossa come magnesio, boro, silicio, calcio e vitamina D, vitamina K e vitamina C possono contribuire all&#8217;osteoporosi. </strong><br />
Anche lo stress a lungo termine è un fattore di rischio per l&#8217;osteoporosi in quanto il cortisolo riduce la formazione dell&#8217;osso, favorendo lo sviluppo di osteoporosi. Inoltre il cortisolo riduce l&#8217;assorbimento del calcio da parte dell&#8217;intestino. L&#8217;esercizio fisico è indispensabile per la prevenzione dell&#8217;osteoporosi in quanto innesca la formazione di ossea più forti in risposta alla sollecitazione cui vanno incontro.<br />
Altro saggio consiglio: se lo fate smettete di fumare: il fumo è direttamente correlato all&#8217;osteoporosi.</p>
<h4>Alimenti da limitare o evitare</h4>
<p>Evitare tutte le bevande gassate in quanto contengono elevati livelli di fosforo che è un minerale acidificante. Evitare carboidrati raffinati perchè aumentano l&#8217;escrezione di calcio.<br />
Diminuire il consumo di caffeina,<strong> più di due tazze al giorno di caffè possono aumentare il rischio di frattura dell&#8217;anca del 53%. </strong><br />
Evitare l&#8217;alcol in quanto è una bevanda altamente acidificante. Evitare di aggiungere sale al cibo perchè aumenta aumenta l&#8217;escrezione di calcio, e soprattutto evitate i cibi in scatola e diminuite il consumo di affettati.</p>
<p>Evitare una dieta iperproteica, ossia con livelli eccessivi di proteine, poichè è in genere acidificante.<br />
Non mangiare più di una porzione di carne o pesce a pasto (per la porzione orientatevi sulla grandezza del vostro palmo della mano), ma soprattutto accompagnate sempre le porzioni proteiche ad alimenti alcalinizzanti.<br />
<strong>Ridurre il consumo di prodotti lattiero-caseari: </strong>ironia della sorte i latticini possono essere molto acidificanti, e se non opportunamente bilanciati con cibi alcalinizzanti possono diventare veri e propri sanguisughe di calcio dalle ossa.<br />
<strong>Finalmente ora potete capire perchè le mucche pur non assumendo latticini non soffrono di osteoporosi.</strong></p>
<p><strong>Cibi ad aumentare: </strong></p>
<p>Aumentare l&#8217;assunzione di tutti i tipi di frutta e verdura in quanto sono molto alcalinizzanti.<br />
Cibi ricchi di calcio sono in genere le verdure verdi a foglia larga, come cavoli, spinaci, broccoli, lattuga, sedano e tutte le altre verdure a foglia verde, ed inoltre sono un&#8217;ottima fonte di vitamina K che come detto precedentemente aiuta molto la salute delle ossa.<br />
Come cereali aumentate il consumo di miglio e avena.<br />
Cavolfiore, cipolle, agrumi, fragole, kiwi, patate (dipende da come sono cotte) sono consigliabili perchè ricchi di vitamina C, una vitamina importantissima perchè implicata nella produzione di collagene che costituisce il 90% della matrice ossea.<br />
Il minerale boro che è molto importante per la formazione dell&#8217;osso si trova in mele, pere, uva, pesche, mandorle (ricchissime anche in omega 3 e magnesio) e nocciole.<br />
Aumentate il consumo di prodotti di soia fermentati, come ad esempio tempeh e miso, in quanto questi alimenti contengono fito-estrogeni e possono fornire un effetto estrogeno-simile sul corpo aumentando la produzione di cellule ossee.</p>
<p>Un commento sulla dieta:<br />
Come vedete una dieta per prevenire l&#8217;osteoporosi non privilegia i latticini, ossia questi ultimi sono un&#8217;ottima fonte di calcio ma devono essere estremamente blanciati nella nostra alimentazione da cibi alcalinizzanti, altrimenti possiamo ottenere l&#8217;effetto opposto a quello sperato, ossia ci troveremo ad assumere alimenti ricchi di calcio che al posto di cederlo alle nostre ossa ne aumentano l&#8217;escrezione.</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong><br />
<a href="http://www.mgwater.com/gaosteo.shtml" target="_blank">Osteoporosi post menopausale e Magnesio </a><br />
<strong>Caffeina e osteoporosi</strong>: CAFFEINE AND THE RISK OF HIP FRACTURE: THE FRAMINGHAM STUDY<br />
DOUGLAS P. KIEL1, DAVID T. FELSON2, MARIAN T. HANNAN2, JENNIFER J. ANDERSON2 and PETER W. F. WILSON3<br />
<strong>Calcio, vit. D, caffeina e alcool nell&#8217;osteoporosi:</strong> Pharmacotherapy. 2009 Mar;29(3):305-17.<br />
Osteoporosis risk in premenopausal women.Vondracek SF, Hansen LB, McDermott MT. Department of Clinical Pharmacy, School of Pharmacy, University of Colorado Denver, Anschutz Medical Campus, Aurora, Colorado 80045, USA. sheryl.vondracek@ucdenver.edu<br />
<strong>Fumo ed osteoporosi:</strong> J Bone Miner Metab. 2010 May;28(3):320-7. Epub 2009 Oct 15.<br />
Smoking among premenopausal women is associated with increased risk of low bone status: the JPOS Study. Tamaki J, Iki M, Sato Y, Kajita E, Kagamimori S, Kagawa Y, Yoneshima H. Department of Public Health, Kinki University School of Medicine, Osaka-Sayama, Osaka, Japan.<br />
<strong>Soia e osteoporosi:</strong> J Ren Nutr. 2000 Apr;10(2):63-8. Soyfoods, soybean isoflavones, and bone health: a brief overview. Messina M, Messina V. Department of Nutrition, Loma Linda University, Loma Linda, CA, USA.<br />
<strong>Osteoporosi: prevenzione. Razza, fumo e amenorrea</strong> Osteoporos Int. 2009 Jan;20(1):1-21. Epub 2008 Jun 4. Risk factors for low bone mass in healthy 40-60 year old women: a systematic review of the literature. Waugh EJ, Lam MA, Hawker GA, McGowan J, Papaioannou A, Cheung AM, Hodsman AB, Leslie WD, Siminoski K, Jamal SA; Perimenopause BMD Guidelines Subcommittee of Osteoporosis Canada. Osteoporosis Research Program, Women&#8217;s College Hospital, Toronto, ON, Canada.<br />
<strong>Caffeina e osteoporosi:</strong> JAMA. 1994;271(4):280-283. doi: 10.1001/jama.1994.03510280042030<br />
Coffee-Associated Osteoporosis Offset by Daily Milk Consumption The Rancho Bernardo Study<br />
Elizabeth Barrett-Connor, MD; Jae Chun Chang; Sharon L. Edelstein, ScM</p>
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		<title>Vitamina C naturale o sintetica?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 07:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nutrienti]]></category>
		<category><![CDATA[Vitamina C]]></category>

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		<description><![CDATA[Diciamocelo: la matematica e la chimica non sarà mai il nostro mestiere, ma qualcuno se ne approfitta di questo. Come dico sempre ormai la cultura e la formazione non la fanno più i libri e la ricerca indipendente, ma le case farmaceutiche e le ricerche pilotate. Scrivo questo articolo perchè in quest&#8217;ultimo mese più di... <a href="http://nutritionvalley.it/nutrizione/nutrienti/vitamina-c-naturale-o-sintetica.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/08/vitamina-c-naturale.jpg"><img title="vitamina-c-naturale" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/08/vitamina-c-naturale-300x199.jpg" alt="vitamina c naturale 300x199 Vitamina C naturale o sintetica?" width="300" height="199" /></a>Diciamocelo: la matematica e la chimica non sarà mai il nostro mestiere, ma qualcuno se ne approfitta di questo.<br />
Come dico sempre ormai la cultura e la formazione non la fanno più i libri e la ricerca indipendente, ma le case farmaceutiche e le ricerche pilotate.<br />
Scrivo questo articolo perchè in quest&#8217;ultimo mese più di una volta mi è capitato di sentire questa affermazione:<em><span style="text-decoration: underline;"> “ma io prendo la vitamina C naturale, non quella sintetica”.</span></em><br />
Prima di iniziare a commentare un po&#8217; questa frase perchè penso che pochi di voi in realtà sappiano di cosa stiamo parlando, dato che il 99% delle persone si prende la vitamina C naturale.<br />
La vitamina C o acido ascorbico deriva dal glucosio; si avete capito bene: dallo zucchero. E&#8217; una molecola semplicissima che la maggior parte degli animali producono ma che la specie umana non può farlo perchè difetta di un&#8217;enzima: L-Gulonolactone Ossidase.<br />
Il gene per produrre l&#8217; L-Gulonolactone Ossidase in realtà ce l&#8217;abbiamo, ma è disattivato, chissà perchè (se cercate una spiegazione in internet troverete motivazioni fantascientifiche da guerre stellari, prima o poi parlerò anche di questo argomento).<br />
La formula del glucosio è la seguente: C<sub>6</sub>H<sub>12</sub>O<sub>6</sub>, quella della vitamina C (acido L-ascorbico) invece è questa: C<sub>6</sub>H<sub>8</sub>O<sub>6</sub>.<br />
Vedete come sono simili le due molecole?<br />
Da questo potete pure capire che<strong> produrre sinteticamente vitamina C è un gioco da ragazzi e i costi di produzione sono irrisori,</strong> ma il 99% delle persone è in grado di pagare una molecola 100 volte di più del suo effettivo valore commerciale solo perchè<em> secondo loro</em> è “naturale”.<br />
Ma andiamo per ordine: per prima cosa mi fa veramente piacere spiegare a chi fosse a digiuno di chimica o chi utilizzasse le fonti sbagliate per incrementare la sua cultura quale differenza c&#8217;è tra 2 molecole di vitamina C o di acqua:<strong> NESSUNA!</strong><br />
Vi faccio l&#8217;esempio dell&#8217;acqua che forse potrà essere meglio compreso: una molecola di acqua che derivi dal ghiaccio del polo sud, oppure da vapore di un vulcano o dall&#8217;acqua del mare o dall&#8217;urina di un criceto o dalla bottiglia sopra il tavolo è identica a qualsiasi altra molecola d&#8217;acqua, sembra strano ma è così.<br />
Un altro esempio per spiegarmi meglio: se io stampo questo articolo con la stampante di casa 2 volte otterrò due stampe simili, ma non identiche (in qualche parola può esserci più o meno inchiostro, i 2 fogli possono avere piccole differenze nella composizione, ecc&#8230;); le differenze ad occhio nudo non si vedono, ma sono tantissime.<br />
Invece ritornando alle molecole:<strong> 2 molecole di acqua sono identiche</strong> (non simili, ma identiche), perchè sono composte sempre da H<sub>2</sub>O, ossia 2 atomi di idrogeno ed uno di ossigeno.<br />
Ovviamente lo stesso discorso vale per la vitamina C e per tutte le altre molecole che esistono: le molecole sono identiche tra di loro e non simili. Pensate se gli acidi nucleici del DNA fossero simili tra di loro, la vita sulla terra sarebbe esistita solo per poche centinaia di anni.<br />
Alcune molecole però possono avere diverse forme e questo è un fattore da non sottovalutare e vediamo perchè.<br />
Torniamo alla nostra amata vitamina C: la sua forma perfetta per l&#8217;assorbimento e l&#8217;utilizzo nel nostro corpo è l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><strong>acido L-Ascorbico</strong></span> e non qualsiasi altra forma. L&#8217;acido L-Ascorbico lo trovate pure in moltissime preparazioni alimentari con la sigla <strong>E300</strong> ed è un conservante importantissimo per evitare l&#8217;ossidazione degli alimenti.<br />
La vitamina C sintetica deriva dal glucosio per azione di un&#8217;enzima: L-Gulonolactone Ossidase ed è una polverina bianca molto economica e soprattutto è rappresentata al 100% da acido L-ascorbico.<br />
<strong>La vitamina C naturale</strong> invece<strong> è estratta da piante o frutti probabilmente con solventi chimici</strong> (non mi verrete a dire che la natura è così gentile da donarci la molecola soffiandoci sopra) magari resta miscelata ad altre sostanze e soprattutto non è pura (a meno che non venga riportato in etichetta).<br />
Morale della favola: le grandi e cattive industrie chimiche producono vitamina C sintetica (ma pura) e le piccole e buone aziende di integratori producono quella “naturale” magari più impura e con mille trattamenti, però è naturale, è presa dalla natura e non sintetizzata.<br />
Ma che vi credete: piante e animali come se la producono questa vitamina C?<br />
Comunque morale della favola come al solito purtroppo tutti i pesci abboccano nella rete.<br />
Spero questo articolo serva ad aprire gli occhi a qualcuno.</p>
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		<title>Latte con omega 3</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 20:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Latte]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto spesso alle visite mi trovo a parlare di omega 3 e la domanda che frequentemente faccio ai miei pazienti è: &#8220;sai in quali alimenti si trovano gli omega3?&#8221; La cosa che più mi sbalordisce è che a volte la risposta è: “si, nel latte”. La risposta più ovvia che mi aspetto e che per... <a href="http://nutritionvalley.it/nutrizione/alimenti/latte-con-omega-3.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1834" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/07/latte-con-omega-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1834" title="latte con omega 3" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/07/latte-con-omega-3-300x225.jpg" alt="latte con omega 3 300x225 Latte con omega 3" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">I latti con gli omega 3 aggiunti</p></div>
<p>Molto spesso alle visite mi trovo a parlare di omega 3 e la domanda che frequentemente faccio ai miei pazienti è:<strong> &#8220;sai in quali alimenti si trovano gli omega3?&#8221;</strong><br />
La cosa che più mi sbalordisce è che a volte la risposta è: <strong>“si, nel latte”.</strong><br />
La risposta più ovvia che mi aspetto e che per fortuna molti riescono a darmi è nel <strong>pesce azzurro</strong>, poi in pochi sanno che si trovano anche nelle <strong>noci e mandorle</strong> e altri invece non sanno nemmeno di cosa stia parlando; poi quando vengono a sapere che altro non sono che olio di pesce domandano se facciano ingrassare.<br />
Comunque queste risposte rientrano nella media e non mi scandalizzano, ma la cosa che mi fa riflettere molto sono le risposte: <em>gli omega 3 si trovano nel latte.</em><br />
Una risposta di questo genere è segno che la pubblicità purtroppo riesce a fare cultura.<br />
Comunque voglio darvi qualche consiglio e vorrei fare la mia valutazione così spero di essere utile a chiunque voglia scegliere questa tipologia di alimenti.<br />
Per prima cosa prendo un elemento comparativo, così rendo più semplici il raffronto e le critiche.<br />
Come standard prendo una compressa di omega 3 da 1g.<br />
Voi vi domanderete: perchè paragonare un integratore con un alimento?<br />
Semplice, perchè chi decide di consumare un latte arricchito di omega 3 probabilmente lo fa o perchè non mangia pesce, oppure perchè li ritiene importanti per la salute del cuore; quindi chi utilizza questo latte lo fa per<strong> integrare</strong> la sua alimentazione con omega 3 (altrimenti consumerebbe il normale latte).<br />
Mi sembra inutile paragonare il latte al pesce quando chi compra il latte arricchito di omega 3 probabilmente lo fa proprio perchè non mangia pesce e forse nemmeno frutta secca.<br />
Comunque come ho detto paragonerò il latte con una compressa di omega 3 da 1g, che comunque ha una quantità di acidi grassi polinsaturi (PUFA) di gran lunga inferiore a 100g di sgombro, quindi il paragone non mi sembra falsato, anzi&#8230;.<br />
Ora veniamo al dunque: prenderò in esamegli unici latti che sono riuscito a ritrovare, ossia <strong>omega 3 plus parmalat</strong>, <strong>latte candia con omega 3</strong> e <strong>latte progetto cuore di mukki</strong>.</p>
<p>Il latte arricchito di omega 3 contiene questi grassi, ma <strong>quale origine hanno?</strong> Non viene dichiarato in confezione da dove derivano (tranne che nel candia), e questo è molto grave. Se derivano dai vegetali, hanno una minore efficacia. Quindi questo è un parametro molto importante ed il nostro caro latte già viene bocciato alla prima prova.<br />
Altro parametro importantissimo: <strong>gli omega 3 sono sensibili alle alte temperature.</strong> Dato che i latti che lo contengono sono UHT, ossia trattati a temperature ultra elevate, <strong>gli omega 3 vengono aggiunti prima o dopo il trattamento termico?</strong> Anche questo non viene specificato, ma s vengono aggiunti prima è inutile metterceli&#8230;<br />
In aggiunta dovrebbero riportare nell’etichetta: non bollire o esporre ad alte temperature.<br />
Inoltre gli omega3 sono sensibili all’ossidazione, e una volta aperto il cartone del latte che fine fanno?<br />
Anche qui il latte si prende una bella bocciatura e sono i 2 punti più importanti.<br />
Punto 3: <strong>le quantità totali di omega3.</strong> Per illustrare questo punto illustro una tabella comparativa tra 200ml di latte omega3 plus di parmalat (che è l&#8217;unicoche nel sito li riporta in modo adeguato e corretto) e 1 capsula di omega3.</p>
<table class="aligncenter" style="border-color: #52bfe9; border-width: 1px; background-color: #e1fef4;" width="388" border="1">
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td style="text-align: center;"><strong>PUFA </strong></td>
<td><strong>Omega 3 tot. </strong></td>
<td><strong>EPA </strong></td>
<td><strong>DHA </strong></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000;"><strong>1 capsula di omega 3</strong></span></td>
<td><span style="color: #ff0000;">0,855g </span></td>
<td><span style="color: #ff0000;">750mg </span></td>
<td><span style="color: #ff0000;"> 400mg</span></td>
<td><span style="color: #ff0000;"> 200mg</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #0000ff;"><strong>200 ml di latte</strong></span></td>
<td><span style="color: #0000ff;">0,28g </span></td>
<td><span style="color: #0000ff;"> 160mg</span></td>
<td><span style="color: #0000ff;"> 50mg</span></td>
<td><span style="color: #0000ff;"> 70mg</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Come potete chiaramente vedere dalla tabella non c’è partita.<br />
E’ necessaria quasi una busta di latte per paragonare il suo contenuto in omega3 rispetto ad una capsula, senza considerare tutti gli altri parametri di qualità che ovviamente nel latte non ci sono.<br />
E per quanto riguarda i costi?</p>
<p>Il latte con omega3 aggiunti ha un costo penso di almeno 20 cent. più elevato rispetto alla media (oggi al supermercato pewex a Roma <strong>un litro di latte omega 3 plus di parmalat costava 1,84€</strong>), <strong>una compressa di un buon integratore costa all’incirca 40 cent.</strong><br />
Un altro fattore molto importante: omega 3 plus (come quello mukki e candia) ad esempio ha il cuoricino rosso e riporta la dicitura: <em>“sono omega 3 plus, il latte messo a punto dai ricercatori Parmalat che unisce a un buon sapore di latte un prezioso contenuto di Omega3, gli acidi grassi polinsaturi che aiutano a proteggere la salute del cuore”.</em><br />
Questa dicitura è vera, ciò che secondo me dovrebbero riportare anche la la scritta: ad oggi non c’è nessuno studio che attesti che il latte arricchito in omega 3 sia salutare per il cuore.<br />
Quindi cari amici fate attenzione quando al supermercato trovate tutti questi prodotti benessere che promettono chissà quali grandi doti salutari e che poi invece si rilevano spesso solo un inutile spreco di denaro.<br />
Se non mangiate pesce e volete comunque assumere omega 3 fatelo attraverso qualche noce o mandorla che potrete consumare negli spuntini, la trovo una soluzione molto migliore.</p>
<p>E se infine volete proteggere il vostro cuore assumendo costantemente tutti i giorni omega 3 fatelo attraverso un buon integratore (la sua efficacia è comprovata) e non fatelo con del latte, ha poco senso.</p>
<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;size=medium&amp;count=true" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;size=medium&amp;count=true" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="http://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;counturl=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;count=horizontal&amp;text=Latte%20con%20omega%203" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:130px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="http://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;counturl=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;count=horizontal&amp;text=Latte%20con%20omega%203" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:130px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fnutritionvalley.it%2Fnutrizione%2Falimenti%2Flatte-con-omega-3.html&amp;title=Latte%20con%20omega%203" id="wpa2a_12">Condividi con chi vuoi</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ma gli antiossidanti servono davvero?</title>
		<link>http://nutritionvalley.it/nutrizione/antiossidanti/ma-gli-antiossidanti-servono-davvero.html</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[Radicali Liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[Bella domanda eh&#8230; Spesso mi sento dire dalle persone: ma che ci vuole a fare una dieta? Basta mangiare un pò di meno ed è fatta. &#8230; Poi: basta imparare un pò le basi della nutrizione ed è fatta. In totale all&#8217;università avrò sostenuto una ventina di esami sulla nutrizione, e pensate un pò: al... <a href="http://nutritionvalley.it/nutrizione/antiossidanti/ma-gli-antiossidanti-servono-davvero.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/07/antiossidanti.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1829" title="antiossidanti" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/07/antiossidanti-300x200.jpg" alt="antiossidanti 300x200 Ma gli antiossidanti servono davvero?" width="300" height="200" /></a>Bella domanda eh&#8230;</p>
<p>Spesso mi sento dire dalle persone: ma che ci vuole a fare una dieta? Basta mangiare un pò di meno ed è fatta.<br />
&#8230; Poi: basta imparare un pò le basi della nutrizione ed è fatta.</p>
<p>In totale all&#8217;università avrò sostenuto una ventina di esami sulla nutrizione, e pensate un pò: al primo credevo di sapere quasi tutto sulla nutrizione, mi sembrava un mondo semplice, era facile; poi invece più facevo esami e più venivano in mente i dubbi.</p>
<p>Ma l&#8217;università è un mondo un pò ovattato, ha un inizio e una fine, un pò come un libro e non è che ti mette in testa tanti dubbi, è per questo che a me fanno ridere le persone che dicono &#8220;ho preso 110 e lode&#8221; e si credono chissacchì e chissà cosa, sono ignoranti quanto uno che ha preso 70, forse anche di più (non parlo per invidia, ho preso 110 anch&#8217;io).</p>
<p>E&#8217; da quando ho iniziato a lavorare che mi credo un grande ignorante in materia, e più vado avanti e più mi rendo conto di quanto grande sia questa ignoranza. Quello che mi rassicura è che a volte incontro persone di grandissima esperienza, cultura e fama che dicono questa stessa frase, e questo mi fa molto piacere, non sono il solo ad avere tanti dubbi.</p>
<p>Comunque il tema dell&#8217;invecchiamento mi ha sempre affascinato, seguo le <strong>sirtuine </strong>dai primissimi esperimenti (me ne ero reso conto che erano un cavallo vincente) e gli <strong>antiossidanti</strong> mi hanno sempre interessato.</p>
<p>Finisci l&#8217;università e<strong> credi che gli antiossidanti siano un&#8217;arma potentissima per contrastare l&#8217;invecchiamento e varie patologie </strong>(ed infatti è vero), poi in un convegno senti una relazione che ti fa riflettere molto e inizi a ragionare sulla loro utilità e come dovrebbero essere utilizzati e ti accorgi che su questo argomento c&#8217;è grande ignoranza e confusione e nel caos è difficile districarsi un pò per tutti.</p>
<p>Vi faccio un esempio.<br />
Chiedete a chiunque: medici, nutrizionisti, personal trainer, naturopati o chiunque vogliate se l&#8217;attività fisica moderata aumenta lo stress ossidativo.</p>
<p>Scommetto che quasi tutti vi hanno risposto di si, invece io vi dico di no, anzi è vero l&#8217;inverso, ossia l&#8217;attività fisica moderata e costante nell&#8217;immediato produce radicali liberi, ma come risultato finale provoca un aumento del potere antiossidante del corpo. Sembra un controsenso ma invece non lo è.</p>
<p>Questo è un tipico esempio di quanta ignoranza c&#8217;è in nutrizione.</p>
<p>La spiegazione non è così complicata come potreste pensare, e tutti voi potete capirlo.</p>
<p>Vi faccio un esempio in modo che sia chiaro a chiunque il concetto.</p>
<p>Se una persona segue una dieta ad esempio di 1500 kcal perderà peso ma non in eterno, ad un certo punto raggiungrà un equilibrio e bisogna cambiare dieta.</p>
<p>Il concetto è lo stesso per l&#8217;attività fisica: <strong>aumentano i radicali liberi, l&#8217;organismo di contro deve aumentare la capacità antiossidante per far fronte a questo aumentato stress ossidativo e ad un certo punto si raggiunge un equilibrio, e qual&#8217;è questo equilibrio?</strong><br />
<strong> Un maggiore potere antiossidante da parte del siero.</strong></p>
<p>Semplice la risposta, vero?<br />
Eppure come tante cose devono fartelo notare per arrivarci.<br />
Se avete capito l&#8217;esempio che vi ho fatto vi renderete conto che<strong> è meglio fare una corsetta che prendersi una capsula di antiossidanti.</strong></p>
<p>Ecco, da quando mi sono posto questa domanda vedo gli antiossidanti in modo diverso, e di studi che avvalorano questa tesi e che lavorano in questa direzione ce ne sono moltissimi.</p>
<p>Un&#8217;altra domanda che spesso mi pongo è: ma i polifenoli hanno veramente questo grande potere antiossidante?</p>
<p>Riconosco che i polifenoli a livello di salute siano importantissimi e utilissimi, ma il potere antiossidante della frutta ad esempio è dato solo da loro, oppure magari da un aumento di acido urico dovuto al fruttosio?</p>
<p>Io la risposta non la so e farei molta attenzione prima di esprimere un giudizio, il tempo potrebbe darmi torto.</p>
<p>Scrivo questo articolo perchè il tema degli antiossidanti mi sta molto a cuore, ma non trovo molti interlocutori, perchè secondo me la maggior parte delle persone affronta nel modo sbagliato l&#8217;argomento.</p>
<p>Sempre ritornando all&#8217;esempio che avevo fatto prima, se il corpo raggiunge sempre un equilibrio chi mi garantisce che fornendo più antiossidanti esso non diminuisca la produzione endogena di questi ultimi?</p>
<p>Anche qui secondo me la risposta non è tanto ovvia ed è un quesito che chi lavora con la salute della gente dovrebbe porsi (ma purtroppo non noto quasi mai questo atteggiamento). Odo spesso gente lamentarsi che i dosaggi massimi di vitamine consentiti in Europa sono troppo bassi rispetto alle altre parti del mondo e che questo è un grave danno per la salute, perchè gli integratori non possono essere assunti ai dosaggi adeguati.</p>
<p>La cosa che in generale mi da più fastidio è quando consigliano le vitamine come fossero nocciline (vedi farmacie), ci sono fior fiori di studi che indicano che sovradosaggi di vitamine sono dannosi e pericolosi (c&#8217;è pure un libro che si intitola &#8220;anche le vitamine uccidono&#8221;), ma i farmacisti in genere (non tutti per fortuna) continuano a venderle a chiunque come fossero una bottiglietta d&#8217;acqua.</p>
<p>Mi è venuta voglia di mettermi a scrivere questo articolo perchè pochi giorni fa mi arriva une bella news letter di una <a href="http://www.sciencemag.org/content/332/6036/1443.abstract" target="_blank">pubblicazione su Science</a>.<br />
Lo studio prende in esame una sirtuina: <strong>SIRT6</strong>,  che è in grado di riparare la rottura della doppia elica di DNA.<br />
<strong>SIRT6 attiva la riparazione del DNA anche in assenza di stress ossidativo, ma l&#8217;effetto è amplificato in presenza di uno stress ossidativo anche piccolo.</strong> L&#8217;attivazione delle SIRT6 inoltre mobilità e rende utilizzabili più rapidamente tutti gli enzimi dedicati alla riparazione del DNA.<br />
Tenete presente che quella delle sirtuine è la famiglia dei geni legata alla longevità.<br />
SIRT1 e SIRT2 sono 2 geni in grado di aumentare la durata della vita. Queste sirtuine sono stimolate dalla restrizione calorica e dall&#8217;attività fisica costante (che guardacaso sulla carta è pro ossidante).</p>
<p>Per concludere ci tengo a precisare che <strong>lo stress ossidativo a livelli non troppo elevati è tutt&#8217;altro che dannoso</strong>, anzi è utile come molti studi come questo ad esempio ci mostrano.<br />
Gli antiossidanti invece diventano importanti quando lo stress ossidativo è elevato, ma il vero problema è che spesso non sappiamo come gestirli.<br />
Il succo del discorso è questo: gli antiossidanti, soprattutto quelli assunti con integratori possono essere utili, ma deve essere valutata la reale necessità, il giusto dosaggio e la durata dell&#8217;integrazione. Sono tutti parametri di non facile interpretazione, nemmeno per gli esperti del settore, quindi prestate molta attenzione a questo tema, potreste assumere un prodotto per migliorare la vostra salute e invece otterrete l&#8217;effetto opposto.</p>
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		<title>Dieta oloproteica</title>
		<link>http://nutritionvalley.it/nutrizione/dieta/dieta-oloproteica.html</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 14:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta oloproteica]]></category>

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		<description><![CDATA[La dieta oloproteica è un protocollo dimagrante che si rifà ai protocolli ideati dal professor Blackburn (università di Harvard) nel 1971 – 1975, poi evoluti e perfezionati. Il trattamento generalmente proposto rispetto al classico Blackbur contiene maggiori quantità di potassio, che mitigano l&#8217;acidosi e gli effetti negativi dei corpi chetonici. Attualmente è la dieta più... <a href="http://nutritionvalley.it/nutrizione/dieta/dieta-oloproteica.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/05/dieta-oloproteica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1766" title="Dieta oloproteica" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/05/dieta-oloproteica-300x200.jpg" alt="dieta oloproteica 300x200 Dieta oloproteica" width="300" height="200" /></a>La dieta oloproteica è un protocollo dimagrante che si rifà ai protocolli ideati dal professor Blackburn (università di Harvard) nel 1971 – 1975, poi evoluti e perfezionati. Il trattamento  generalmente proposto rispetto al classico Blackbur contiene maggiori quantità di potassio, che mitigano l&#8217;acidosi e gli effetti negativi dei corpi chetonici.<br />
Attualmente è la dieta più efficace e sicura per perdere velocemente massa grassa e soprattutto per il trattamento delle adiposità localizzate.</p>
<p>Di seguito una serie di domande e risposte per illustrarvi bene questo metodo:</p>
<h2>In cosa consiste la dieta oloproteica?</h2>
<p>La dieta oloproteica è un metodo sicuro ed efficace per trattare le obesità generalizzate e localizzate, che riesce in poco tempo a rimodellare la vostra silhouette.<br />
La dieta si basa sul consumo quasi esclusivo di proteine. Non è una dieta iperproteica, in quanto il quantitativo di proteine è calcolato in 1,2 – 1,4g per kg di massa magra, in linea con le raccomandazioni dietetiche istituzionali.<br />
Il quantitativo proteico viene determinato in base alla massa magra evidenziata tramite analisi bioimpedenziometrica, con la quale oltretutto verranno monitorati tutti i progressi in questo tipo di trattamento.<br />
La quasi totale assenza di carboidrati innesca nel nostro corpo la produzione di corpi chetonici, in pratica mentre normalmente per far fronte alle nostre richieste metaboliche il nostro organismo brucia principalmente carboidrati, in stato di chetosi consuma esclusivamente grassi, per questo motivo gli americani chiamano questa tipologie di diete “fat burn machine” (la macchina brucia grassi).</p>
<p><strong>Si sente molta fame?</strong><br />
I corpi chetonici hanno un effetto anoressizzante ed euforizzante, quindi la sensazione di fame percepita è più che sostenibile da chiunque. In genere i pazienti come sensazione di fame in una scala da 1 a 10 riportano il valore di 6.</p>
<p><strong>Si usano farmaci?</strong><br />
E&#8217; una dieta che non prevede l&#8217;assunzione di alcun tipo di farmaco.<br />
Si utilizzano degli integratori proteici per garantire la salvaguardia della massa magra e del tono dei tessuti, dei sali minerali per tamponare l&#8217;acidità provocata dai corpi chetonici ed un drenante / rimineralizzante che permette l&#8217;allontanamento delle scorie dall&#8217;organismo.<br />
<strong><br />
Perchè si usano integratori?</strong><br />
Gli integratori vengono usati per praticità e soprattutto per sicurezza.<br />
Utilizzando soltanto alimenti è molto più difficile elaborare uno schema alimentare adeguato, ma soprattutto molto spesso si assiste a vari problemi ed effetti collaterali.<br />
La speciale formulazione in aminoacidi degli integratori è in grado di stimolare il GH, ottenere la stessa combinazione aminoacidica con gli alimenti è quasi impossibile.<br />
Gli integratori che in genere utilizzo sono i migliori sia dal punto di vista della formulazione, che nella qualità dei costituenti.</p>
<p><strong>Quali sono i risultati?</strong><br />
La dieta oloproteica non fa altro che permettere la perdita di massa grassa a discapito di quella magra.<br />
La perdita in massa grassa in generale è di 3 – 4 kg in 21 giorni, mentre la perdita totale di peso può variare dai 3 ai 9 kg.<br />
Il quantitativo proteico fornito nella dieta è in grado di salvaguardare la massa e il tono muscolare e soprattutto di proteggere la pelle, quindi non si assiste a cedimenti e perdite di tono.<br />
La speciale formulazione degli integratori proteici fa si che venga stimolato il GH (ormone della crescita), quindi molto spesso si assiste anche ad un aumento della massa muscolare, inoltre riesce ad inibire la trascriptasi per l’adipogenesi stimolata dagli estrogeni, quindi si assiste ad una  diminuzione del grasso dalle zone ormonodipendenti.<br />
Altro beneficio che si può ottenere da questa dieta è rappresentato da una diminuzione della ritenzione idrica / cellulite.<br />
Nel giro di un mese si può assistere ad un vero e proprio rimodellamento di tutto il corpo.</p>
<p><strong>Quanto dura la dieta?</strong><br />
La dieta ha una durata di 21 giorni.<br />
Dopo questi 21 giorni in genere c&#8217;è un secondo protocollo della durata di 42 giorni.<br />
In genere ogni centro che tratta questa metodica dietetica adotta esclusivamente il protocollo standard, invece generalmente trascorsi i 21 giorni in base ad i risultati ottenuti e alle esigenze personali del paziente modello le fasi successive alla dieta in base alle singole esigenze.</p>
<p>Vi ricordo che questa dieta necessita di analisi del sangue preliminari e richiede il controllo medico.</p>
<p>Per maggiori informazioni potete<a title="Contattami" href="http://nutritionvalley.it/contattaci-2"> contattarmi</a>. Vi ricordo che potete usufruire del servizio negli studi di<a title="Nutrizionista a Roma" href="http://nutritionvalley.it/prenota-visita/nutrizionista-a-roma"> Roma</a> e <a title="Nutrizionista a Perugia" href="http://nutritionvalley.it/prenota-visita/nutrizionista-a-perugia">Perugia</a>.</p>
<p>Special thanks to &#8220;Alan Cleaver&#8221; for the photo.</p>
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		<title>La dieta anticancro che non ti aspetteresti</title>
		<link>http://nutritionvalley.it/news/la-dieta-anticancro-che-non-ti-aspetteresti.html</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 12:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamane leggendo l&#8217;email mi arriva questa bella news che mi sono andato a leggere: &#8220;le diete proteiche rallentano l&#8217;insorgenza e la crescita dei tumori&#8221;. Lo studio condotto da Krystal e colleghi è stato effettuato impiantando in alcuni ceppi di topi di laboratorio cellule tumorali umane o murine, assegnando poi gli animali a due tipi diversi... <a href="http://nutritionvalley.it/news/la-dieta-anticancro-che-non-ti-aspetteresti.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/06/dieta-cancro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1811" title="dieta-cancro" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/06/dieta-cancro-300x239.jpg" alt="dieta cancro 300x239 La dieta anticancro che non ti aspetteresti" width="300" height="239" /></a><br />
Stamane leggendo l&#8217;email mi arriva <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1348294" target="_blank">questa bella news</a> che mi sono andato a leggere: <strong>&#8220;le diete proteiche rallentano l&#8217;insorgenza e la crescita dei tumori&#8221;.</strong><br />
Lo studio condotto da Krystal e colleghi è stato effettuato impiantando in alcuni ceppi di topi di laboratorio cellule tumorali umane o murine, assegnando poi gli animali a due tipi diversi di dieta.</p>
<ol>
<li>La prima dieta conteneva il 55% di carboidrati, il 23% di proteine e il 22%.</li>
<li>La seconda dieta il 15% di carboidrati, il 58% di proteine e il 26% di grassi.</li>
</ol>
<p>Analizzando i dati è emerso che<strong> le cellule tumorali crescevano in modo più lento nel gruppo che seguiva la seconda tipologia di dieta.</strong><br />
Inoltre, topi geneticamente ingegnerizzati per sviluppare un tumore della mammella e sottoposti alle stesse diete, hanno sviluppato, nel 50 per cento dei casi un cancro nel primo anno di vita, ma solo se avevano seguito la dieta ricca di carboidrati e povera di proteine. Nel secondo gruppo, per contro, non sono emersi casi di tumore.<br />
Infine, tra i topi sottoposti alla <strong>dieta ricca di carboidrati</strong>, solo uno è arrivato al termine normale della vita (di circa due anni) mentre<strong> il 70% degli animali è morto di cancro.</strong> Nel secondo gruppo sottoposto a<strong> dieta proteica</strong>, invece, solo il 30% dei topi ha sviluppato un cancro, e <strong>solo metà di essi è morto prima dei due anni.</strong><br />
Questi fondamentalmente sono i risultati emersi dallo studio.</p>
<p><strong>Commento allo studio:</strong><br />
Questo è uno dei tanti studi che piacciono tanto ai giornalisti o ai mass media in generale, perchè hanno titoli altosonanti, che attirano molto l&#8217;attenzione, poi se si va a stringere dicono tutto e niente, ma soprattutto inducono una gran confusione in chi li legge.<br />
Per anni ci hanno detto che la dieta mediterranea previene il cancro, che le carni rosse sono cancerogene e ora uno studio afferma il contrario.<br />
Allora onde evitare le solite confusioni: chi ha ragione?<br />
Tutti e nessuno, come accade sempre in nutrizione, nel senso che la vera dieta mediterranea non è quella che tutti intendiamo con le solite percentuali che si leggono nei libri o nelle riviste.<br />
La dieta mediterranea è improntata su alimenti inusuali nella nostra alimentazione come<strong> legumi, cereali integrali, tanto pesce e pochi grassi saturi o idrogenati,</strong> inoltre prevede <strong>attività fisica costante</strong> e all&#8217;aperto, che stimola la sintesi endogena di vitamina D (anticancerogena) e oltretutto ha un ottimo apporto di fibre che tra i vari benefici come ad esempio con la loro fermentazione producono l&#8217;acido butirrico (anticancerogeno). Per non parlare poi dei cereali integrali e legumi ricchi di sali minerali e oligoelementi che sono persi nelle farine bianche e nei prodotti industriali. La dieta mediterranea intesa oggi dalla gente ha si le stesse proporzioni di macronutrienti, ma è fatta con gli special K o i fitness alla mattina a colazione e un piatto di pasta con 3 verdurine come contorno a pranzo e zero attività fisica e soprattutto viene svolta in palestra.<br />
Comunque tornando al discorso della dieta anti cancro c&#8217;è da dire che una dieta ricca in carboidrati stimola molto l&#8217;insulina ed è molto infiammatoria, quindi non mi stupiscono per niente i risultati dello studio. Comunque scommetto (con chiunque) che segundo una <strong>dieta a basso indice glicemico</strong> e con alimenti veri e non le preparazioni industriali che ci propinano ogni giorno, si oterrebbero gli stessi benefici e oltretutto si potrebbero ottenere risultati identici anche utilizzando diete ad elevato contenuto di grassi al posto delle proteine.<br />
Quindi in conclusione lo studio in se è carino perchè spinge molte persone a riflettere e ad altri da conferme, però purtroppo se sparato come titolo sul giornale può indurre molta confusione in chi lo legge e la confusione domina in questo campo.<br />
Quindi un consiglio anti cancro?<br />
Tanta verdura, non esagerare con la frutta, evitare come il veleno lo zucchero e le farine bianche, pochi formaggi, aumentare il consumo di legumi e cereali in chicco e aumentare il consumo di frutta secca e pesce.<br />
Poi le percentuali di ripartizione dei macronutrienti non hanno particolare importanza, dipende molto dallo stile di vita che si fa: uno sportivo ha bisogno di percentuali maggiori di carboidrati, un impiegato dovrebbe aumentare più i grassi e diminuire i carboidrati, un vecchietto di più le proteine, e poi va stabilito caso per caso&#8230;.</p>
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		<title>Il paradosso genetico</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 12:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Gentili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi ultimi anni la nutrigenomica sta prendendo sempre più piede e ogni giorno nascono nuovi test per individuare geni responsabili dell&#8217;obesità, della resistenza all&#8217;insulina, del cancro, ecc&#8230; Non volendo entrare in merito all&#8217;utilità di questi test (a volte lo sono, altre sono completamente inutili), perchè in questo caso sarebbe necessario scrivere un intero libro... <a href="http://nutritionvalley.it/nutrizione/il-paradosso-genetico.html"> [Continua a leggere]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/05/Nutrigenomica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1773" title="Nutrigenomica" src="http://nutritionvalley.it/wp-content/uploads/2011/05/Nutrigenomica-298x300.jpg" alt="Nutrigenomica 298x300 Il paradosso genetico" width="298" height="300" /></a><br />
In questi ultimi anni la <strong>nutrigenomica </strong>sta prendendo sempre più piede e ogni giorno nascono nuovi test per individuare geni responsabili dell&#8217;obesità, della resistenza all&#8217;insulina, del cancro, ecc&#8230;<br />
Non volendo entrare in merito all&#8217;utilità di questi test (a volte lo sono, altre sono completamente inutili), perchè in questo caso sarebbe necessario scrivere un intero libro vorrei porre l&#8217;attenzione su un fatto molto importante e un articolo da poco letto mi da lo spunto per presentarlo.<br />
Premesso che i<strong> geni interagiscono con l&#8217;ambiente</strong> e che quindi il profilo genetico è si importante, ma anche il contesto sociale e lo stile di vita lo sono altrettanto; vorrei porre l&#8217;attenzione sul fatto che se un individuo possiede un determinato corredo genetico, magari legato alla probabilità di contrarre tumori o diabete, esso ci dice soltanto che ci sono maggiori probabilità rispetto alla media della popolazione di ammalarsi di cancro o di diabete, mentre ciò che fa la differenza è sostanzialmente l&#8217;ambiente. Quindi in parole povere se uno ha dei polimorfismi legati al diabete, ma conduce uno stile di vita sano, nel 99% dei casi non si ammalerà mai di diabete, mentre un soggetto che non ha particolari predisposizioni genetiche al diabete se condurrà uno stile di vita sedentario e accumulerà grasso viscerale (a livello della pancia) probabilmente in età avanzata manifesterà sindrome metabolica e diabete. Come esempio di tutto ciò posso riportare i <strong>Pima Indians.</strong> Questi sono una tribù nativa di indiani d&#8217;America che appena hanno preso contatto con la civiltà occidentale sono diventati obesi e diabetici, prima non lo erano. Infatti essi possiedono geni che nel loro ambiente erano vantaggiosissimi, mentre nello stile di vita &#8220;occidentale&#8221; portano solo guai!<br />
Quindi prima di addentrarci nel paradosso genetico vorrei ricordare che:</p>
<ol>
<li> i geni contano al 50%</li>
<li>la nutrigenomica è una scienza utilissima, ma molto giovane e che richiederà molti anni di messa a punto, e non dovrete stupirvi se un gene che oggi vi dicono che causa il diabete domani scopriranno che protegge dal cancro.</li>
</ol>
<p>Il primo punto penso di averlo spiegato, ma quello che mi preme è trattare il secondo punto. Pochi giorni fa su galileo leggo un <a href="http://www.galileonet.it/articles/4db6dd0072b7ab591e000059" target="_blank">articolo</a> riguardo un gene dell&#8217;obesità che amplifica gli effetti benefici degli <strong>omega 3.</strong><br />
Quello dei geni dell&#8217;obesità è un bel business, perchè <strong>le persone grasse amano dare la colpa della loro situazione a qualcosa o qualcuno: </strong>spesso è la tiroide, altre volte una pseudo intolleranza alimentare (e spendono fior di quattrini inutilmente), ultimamente la colpa si sta dando anche alla flora batterica intestinale e ai geni.<br />
Non c&#8217;è che dire, il profilo genetico influisce moltissimo sulla capacità del corpo di immagazzinare energia sottoforma di grasso e sulla mobilitazione di questi depositi, però come già detto lo stile di vita è la vera arma segreta.<br />
I nostri geni non possiamo modificarli, ma con il nostro stile di vita possiamo modularli, è quì il segreto.<br />
Comunque come già detto le persone grasse amano dare la colpa della loro situazione a qualcosa o qualcuno e molto spesso la ricerca trova nuovi geni legati all&#8217;obesità.<br />
Il gene di cui parla l&#8217;articolo è il <strong>PLIN4</strong>,<br />
Vorrei porre la vostra attenzione su questo studio perchè riporta benissimo il “paradosso genetico”, ossia come un gene apparentemente inutile e dannoso può rivelarsi invece un&#8217;ottimo alleato della nostra salute.<br />
Il gene in questione con la sua variante &#8220;A&#8221; è stato trovato soprattutto in persone con un BMI maggiore rispetto a quelli che avevano la variante &#8220;G&#8221;.<br />
La mia opinione personale è che bisogna comunque approfondire con altri studi se e quanto effettivamente questo gene sia legato all&#8217;obesità, magari il suo contributo sarà dell&#8217;ordine del 2% (è una mia interpretazione personale).<br />
A parte questo il fatto interessante che è emerso da questo studio è che questa particolare variante genetica <strong>PLIN4 &#8220;A&#8221;</strong> legata all&#8217;obesità, amplifica gli effetti benefici degli<strong> omega3, </strong>un be paradosso, non trovate?<strong><br />
</strong></p>
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