Chi sono


Ero al secondo anno di università, venni bocciato all’esame di chimica organica. Venni bocciato per colpa del libro di testo che era zeppo di errori. Dopo le mie proteste il professore mi diede un insegnamento che mi porto dietro da quel giorno e mai dimenticherò. Mi disse: “il libro non è il vangelo, devi sempre provare se è vero ciò che hai letto”. Questa filosofia me la sono portata dietro praticamente sempre. Sono stato un eccellente studente, fondamentalmente perchè quando ti piace una cosa rimane semplice portarla avanti e la fatica non esiste, è solo una gioia. Una cosa però ho sempre fatto: non ho mai creduto ciecamente in ciò che mi dicevano e in ciò che leggevo e sono andato sempre alla ricerca della verità. Se ti fai delle domande prima o poi la risposta la trovi. Nel tempo ho dovuto ritrattare alcune mie posizioni e molti concetti che sono spesso erroneamente dati per scontati da gran parte della comunità scientifica mi sono reso conto che sono senza senso. Purtroppo quella della nutrizione è una scienza che porta profitto a chiunque: al contadino, all’industria alimentare, al medico e all’industria farmaceutica, quindi più si disorienta il consumatore e più ci guadagnano tutti. Credetemi che in tutto questo marasma di disinformazione è dura orientarsi anche per un professionista del settore. In teoria io dovrei andarmene in giro a parlare con vecchiette e contadini per imparare la nutrizione da loro, invece accade esattamente il contrario: anche coloro che racchiudono tutto il nostro patrimonio alimentare non sanno più come e cosa mangiare. Nel tempo credo di aver raggiunto una buona consapevolezza e posso affermare che le cose logiche e semplici sono quelle più giuste e il bello è che questa legge me la ritrovo in tantissimi altri ambiti, quindi anche se fate un altro lavoro vi dovreste ritrovare in queste parole. Se studiate e approfondite la nutrizione vi rendete conto che è come un puzzle e più informazioni avete e più l’immagine riesce ad essere nitida, ma quando riuscite a mettere insieme tutte le tessere del puzzle vi rendete conto che è tutto molto logico e semplice, come è giusto che sia.

Nel mio lavoro educo sulla qualità del cibo, ma soprattutto sulla consapevolezza di ciò che si sta mangiando, e soprattutto cerco di rendere il paziente in grado di gestirsi da solo in tutte le situazioni e libero da influenze esterne.

Il mio risultato più bello lo ottengo quando i pazienti comprendono ciò che è bene o che è male per loro, senza essere influenzati dai mass media o dal primo guru della nutrizione. Purtroppo non è alta la percentuale dei pazienti che arriva a questo livello, ma alcuni ci riescono e questa è la mia più grande soddisfazione professionale. Un animale sa per istinto cosa mangiare, noi abbiamo anche un’altra arma che è la cultura. Nel tempo e con questa società del consumismo siamo riusciti a perdere entrambe queste doti. Riusciamo a mangiare cose che fanno schifo perchè crediamo che siano salutari e non mangiamo le cose buone perchè crediamo siano dannose alla nostra salute.