Nuove frontiere per la diagnosi e gestione della celiachia


celiachia Nuove frontiere per la diagnosi e gestione della celiachia

Dal primo Febbraio 2008 ha preso vita il CD-MEDICS IP poject (“Coeliac disease management monitoring diagnosis using biosensors and integrated chip systems”). Il progetto riunisce 21 università, ospedali e centri tecnologici in 10 Paesi europei ed è stato finanziato dall’EU per 9,5 Milioni di EURO nell’ambito del tema “Salute” del settimo Programma quadro (7°PQ).

La celiachia è una malattia autoimmune causata dall’intolleranza permanente al glutine, più in dettaglio ad alcuni aminoacidi contenuti nella gliadina. Il glutine è una proteina che si trova nel frumento, nell’orzo e nella segale; mentre gli alimenti liberi dal glutine sono riso, mais e amido. Quando le persone affette da celiachia ingeriscono cibi contenenti glutine, in essi si assiste ad un danneggiamento della mucosa intestinale, che impedisce la normale digestione e assimilazione del cibo.

I sintomi tipici di questa malattia sono: diarrea, stanchezza, calo ponderale, ulcerazioni alla bocca, anemia e moltissimi altri sintomi sia specifici che più aspecifici. Data la vasta varietà dei sintomi è molto difficile diagnosticare in tempo questa malattia, anche perché i sintomi variano molto anche per quanto riguarda l’intensità da individuo ad individuo.

Si stima che un europeo su 100 sia affetto da celiachia. Tuttavia, una recente indagine ha rivelato che solo il 12,5% di coloro che sono affetti dalla malattia sono stati diagnosticati in modo corretto e che il tempo medio intercorso tra la comparsa dei sintomi e la diagnosi è superiore ai dieci anni.
Se non diagnosticata in tempo la celiachia può portare ad osteoporosi, gravi forme anemiche, infertilità ed alcuni tipi di cancro intestinale.

Quindi potete capire qual è l’importanza di una diagnosi precoce ed esatta, in quanto molto spesso al posto della celiachia vengono erroneamente diagnosticate altre patologie, che sono a volte curate inutilmente con costosi farmaci e che provocano soltanto un lungo calvario alla persona affetta da celiachia.

L’innovazione di questo progetto sta nella diagnosi e nella gestione del paziente celiaco. Infatti al centro del progetto c’è la cosiddetta tecnologia ‘lab on a chip’. All’utente basta semplicemente mettere una goccia di sangue su uno dispositivo delle dimensioni di una carta di credito, che viene poi inserito in un apparecchio che esegue i test in modo automatico. Un sistema di biosensori sarà in grado di rilevare i geni che rendono alcuni soggetti più predisposti a sviluppare la celiachia e gli anticorpi che possono indicare se si ha la malattia o, nel caso di pazienti a cui sia stata già diagnosticata, se rispettano o meno la loro dieta priva di glutine.

Questa a mio avviso è un’ottima notizia per tutti i celiaci, i quali potranno vedersi diagnosticare la malattia in modo più rapido e potranno essere gestiti in modo molto più accurato, soprattutto nella fase iniziale appena successiva alla diagnosi, che è quella più difficile da gestire.

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