Alimentazione e dieta nell'allattamento al seno.

alimentazione allattamento seno Alimentazione e dieta nell'allattamento al seno.

Dopo il periodo della gravidanza arriva per le neo mamme il momento di allattare il loro bambino. Sotto il profilo strettamente nutrizionale, l’allattamento ha indubbi vantaggi sia per la madre che per il bambino.
Per quanto riguarda la madre, nella produzione del latte, consuma energie, e soprattutto cede i grassi al latte, così facendo grazie all’allattamento le mamme possono ritrovare più facilmente il peso forma che avevano prima della gravidanza. Comunque da non dimenticare è il ruolo protettivo che esplica l’allattamento nei confronti dei tumori, specialmente quello della mammella. Oltretutto allattare al seno il bambino significa risparmiare nell’acquisto di latte ed inoltre sotto il profilo igienico è molto più sicuro il latte del seno materno, infatti il latte artificiale, se non correttamente preparato può essere contaminato dal temutissimo Enterobacter sakazaki.
Per quanto riguarda il neonato invece il latte materno rappresenta il migliore alimento naturale che possa assumere. Il latte materno contiene infatti sia qualitativamente che quantitativamente tutti i nutrienti che il neonato necessita per i primi 6 mesi di vita, senza dimenticarci il ruolo dell’immunità che viene trasferita dal latte al bambino.
Importantissimo per la madre è iniziare ad allattare il neonato sin dai primi momenti della nascita, infatti per i primi giorni dopo il parto si produce un latte speciale chiamato colostro, seguito poi dalla produzione di latte transitorio e successivamente del latte definitivo. Il colostro ha una colorazione giallognola, e questo è dovuto alla presenza di caroteni, e presenta inoltre una densità maggiore rispetto al latte secreto nelle fasi successive di allattamento. Il colostro è inoltre più ricco in proteine, anticorpi (tra le immunoglobuline è ricco di IgA), sali minerali (soprattutto zinco). Il colostro contiene inoltre sostanze che aumentano la peristalsi intestinale, così da favorire l’eliminazione del meconio (prime feci) prevenendo il sopraggiungere di ittero.
Come detto all’inizio l’allattamento comporta una notevole perdita di principi nutritivi e di energia, e la dieta deve far fronte a queste aumentate richieste.
Comunque la qualità e la quantità del latte prodotto variano a seconda di vari parametri. Infatti i parametri principali per la determinazione della quantità/qualità del latte sono:

  1. Assetto genetico della madre (la quantità di latte prodotta varia da persona a persona);
  2. Età della madre;
  3. Numero di parti precedenti;
  4. Ingrandimento della ghiandola mammaria;
  5. E soprattutto stato nutrizionale della mamma.

Quest’ultimo punto è molto importante perché la qualità del latte è correlata allo stato nutrizionale della madre, infatti nessuna donna può fornire nel latte nutrienti che non possiede.
Il fabbisogno calorico supplementare durante l’allattamento va dalle 450 kcal in più al giorno rispetto al normale fabbisogno energetico nel primo mese, alle 500 kcal in più ogni giorno negli ultimi mesi di allattamento, con un massimo di richiesta energetica nel 2°, 3° mese intorno alle 570 kcal/die. Da quanto detto risulta chiaro che il consumo energetico durante l’allattamento è maggiore di quello che si verifica durante la gravidanza. Quindi la dieta deve rispondere efficacemente a queste nuove esigenze.
Per quanto riguarda la quota proteica, l’aumento è di 17 g al giorno durante il periodo dell’allattamento.

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