Dieta diverticoli

La dieta è il fattore principale di prevenzione per la diverticolosi e di conseguenza la diverticolite. Nella dieta delle persone affette da diverticolosi il ruolo sovrano deve essere svolto dalla fibra. In primo luogo alimenti ricchi in fibra dovrebbero essere consumati da tutta la popolazione, e non soltanto dai soggetti affetti da diverticolosi, in quanto la fibra è fattore preventivo in moltissime patologie intestinali. Bisognerebbe consumare un quantitativo di fibre che vada dai 30 ai 35 grammi ogni giorno. Per fare questo bisogna attenersi alle più elementari regole che ogni giorno ci consigliano di seguire anche in tv: consumare almeno 2 porzioni di frutta e 3 porzioni di verdura ogni giorno. Per la frutta bisogna avere l’accortezza di mangiarla con la buccia se possibile (come ad esempio la mela). Quando c’è la malattia diverticolare (diverticolite) e c’è infiammazione, le fibre irritano e peggiorano l’infiammazione. Quindi nei casi di diverticolite è sconsigliato assumere fibra, poiché peggiorerebbe le cose. Molti medici in caso di diverticolosi sconsigliano l’uso nella dieta di vegetali contenenti semi, come ad esempio kiwi, fragole, lamponi, more, pomodori, ecc…, poiché si crede che i semi ristagnino nei diverticoli causando infiammazione (diverticolite), ma nessun lavoro attendibile ha mai dimostrato ciò. Comunque in molti anche senza solide evidenze scientifiche sconsigliano l’uso di questi vegetali nella dieta di pazienti con diverticolosi. Un consiglio nel consumo dei vegetali nella dieta di pazienti con diverticolosi può essere quello di assumere vegetali cotti. Atro fattore importantissimo è il consumo diacqua. E’ inutile consumare elevate quantità di fibre, se poi non si devono almeno 2 litri di acqua, anzi in questo caso si avrebbero effetti indesiderati. La fibra ha bisogno di essere idratata per dar volume alle feci e questa idratazione è data dal consumo di acqua. Senza un abbondante consumo di acqua le feci restano più secche e dure ed hanno un volume minore, e il tutto si traduce in un peggioramento del quadro clinico.

Risorse web:

  • AIGO ( Associazione Italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri)
  • Gastro.org (Associazione Americana di Gastroenterologia)
  • Omge.org (Organizzazione mondiale di gastroenterologia)

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