Dieta nella stitichezza

Il trattamento della stipsi (stitichezza) viene effettuato soprattutto sotto il profilo dietetico, poiché sovente le forme lievi di stipsi (stitichezza) si risolvono tranquillamente con la dieta. L’unico rimedio veramente efficace nel combattere la stitichezza è quindi la dieta. Di solito le persone affette da stipsi (stitichezza), hanno anche un errato stile di vita (errate abitudini alimentari e poca o nulla attività fisica). Per prima cosa si deve aumentare il quantitativo di fibre ingerito ogni giorno e portarlo intorno ai 30-35 grammi. Questo quantitativo può essere raggiunto consumando almeno 2 porzioni di frutta e 3 di verdura ogni giorno. Inoltre è importantissimo bere almeno 2 litri di acqua al giorno, in quanto se non si beve, l’effetto delle fibre è nullo. La fibra infatti agisce aumentando il volume fecale, proprio perché assorbe acqua. Inoltre la fibra viene fermentata dai batteri del tratto intestinale, e ciò causa il loro aumento. Un aumento dell’attività fermentativa e del numero dei batteri, favorisce lo stimolo defecatorio. Altro consiglio per chi soffre di stipsi (stitichezza) è l’attività fisica costante. Infatti oltre ai benefici apportati al sistema cardio-circolatorio, l’attività fisica provoca uno stato di tonicità muscolare, e la tonicità addominale aiuta molto nell’atto defecatorio. Un ultimo consiglio può essere quello di regolarizzare la frequenza dell’alvo ed effettuarlo ogni giorno alla stessa ora, anche se non è presente lo stimolo. Il ruolo della dieta nel trattamento della stipsi (stitichezza), impiega settimane, quindi non bisogna scoraggiarsi se inizialmente non si vedono i risultati sperati. Il trattamento farmacologico è sempre da evitare, a meno che non si abbiano casi molto severi. Se si assumono dei lassativi, è meglio utilizzare lassativi formanti massa, come la crusca o lo psillo. Comunque il loro uso deve essere diminuito nel tempo fino a scomparire e compensare la quantità di fibre con la dieta.
Altri tipi di lassativi sono gli osmotici, composti da zuccheri non asorbibili, come lattulosio, lattitolo, sorbitolo e mannitolo. Questi zuccheri vengono però fermentati dalla flora batterica intestinale ed hanno quindi un’azione pari a quella della fibra. Quando questi zuccheri sono presenti ad alte dosi non possono essere completamente fermentati e hanno carattere osmotico, cioè richiamano acqua e aumentano il volume fecale.
Un’altra classe di lassativi è formata dai lassativi irritanti, che hanno la caratterstica di aumentare la motilità intestinale.

Risorse web:

  • AIGO ( Associazione Italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri)
  • Gastro.org (Associazione Americana di Gastroenterologia)
  • Omge.org (Organizzazione mondiale di gastroenterologia)

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