Test sulle intolleranze alimentari

test intolleranze alimentari Test sulle intolleranze alimentari

Se sei interessato o pensi di soffrire di intolleranze alimentari visita il nostro programma sulle intolleranze alimentari.

Dopo aver inquadrato le intolleranze alimentari è giunto il momento di parlare dei test che le diagnosticano. Questi test ormai sono diffusissimi, si trovano anche nelle farmacie e vengono sempre più proposti ad un pubblico di creduloni. Sapete quali basi scientifiche e quali approvazioni dal mondo della scienza hanno avuto questi test? Nessuna. Non sono io ad affermarlo, ma è il mondo della scienza a farlo. Per prima cosa invito vivamente tutti a leggere questo articolo pubblicato del corriere della sera intitolato: “I test per le intolleranze alimentari?
Li fanno tutti, ma sono una truffa.”
In questo articolo emerge chiaramente la posizione presa dalla scienza a riguardo, tramite l’intervista di non uno, ma vari medici. Dall’intervista si è evidenziato che i test sulle intolleranze alimentari non hanno alcun fondamento scientifico e cosa ancora più grave non sono ripetibili e oltretutto danno sempre risultati diversi. Se non siete ancora convinti ecco un altro bell’articolo. Un esempio eclatante che può far aprire gli occhi a molti è comunque questo servizio di Moreno Morello, andato in onda sustriscia la notizia giovedì 29/11/2007 e che riguardava ilBiotricotest, un notissimo test sulle intolleranze alimentari, eseguito da un gran numero di Italiani. Ora ogni persona che ha fatto il test ed ha buttato inutilmente un bel po’ di soldi (infatti molti nutrizionisti ad esempio abbinano il test alla dieta ed il conto è veramente salato!), non faceva meglio ad andare da un professionista serio, anche se costava un po’ di più? Ci avrebbe di sicuro guadagnato, sia economicamente che in salute. La domanda ora sorge spontanea: ma perché questi test, se non hanno alcun fondamento scientifico, vengono proposti da medici, farmacisti, dietologi, dietisti e nutrizionisti?
Non c’è una risposta universale. Molte persone eseguono questi test per ignoranza e ci credono ciecamente, forviati dalle voci di corridoio e dai corsi che frequentano. Altri pur riconoscendo che non valgono nulla propongono ai loro pazienti i test sulle intolleranze alimentari per guadagnare soldi, e si fanno pagare pure profumatamente. Bisogna stare sempre attenti alle persone che si occupano della nostra salute, di professionisti validi ce ne sono, ma spesso prendono il sopravvento quelli che seguono le mode e riescono ad imbambolare il paziente con i discorsi. Per chiarire ancora un pò di dubbi è bene rispondere ad alcune domande.

F.A.Q. sulle intolleranze alimentari.

Quali sono i test sulle intolleranze alimentari?
Analisi sui capelli
Il principio di funzionamento è il seguente: l’intolleranza dovrebbe causare uno squilibrio riscontrabile tramite l’analisi del capello.Questa tipologia di test è stata duramente criticata da un articolo pubblicato su Lancet nel 1987, nel quale si afferma l’irriproducibilità del test e la metodologia, la quale non è in grado di distinguere soggetti sani da quelli intolleranti.
Dosaggio delle IgG.
Questo test si basa sul concetto che la presenza di IgG nel sangue è sinonimo di intolleranze. Molti studi lo criticano, e soprattutto IgG specifiche per certe sostanze presenti negli alimenti si possono tranquillamente ritrovare anche in soggetti sani.
Test citotossico.
Questo tipo di test si basa sul concetto che i globuli bianchi del soggetto intollerante, quando vengono messi a contatto con gli alimenti che causano l’intolleranza, modificano la loro forma o subiscono una rottura. Anche in questo caso le critiche sono moltissime e molto dure. Un’altra metodica che come fondamenti ha poco di scientifico.
Vega Test
Anche in questo caso il procedimento varia completamente dagli altri. Il principio di funzionamento è il seguente: il contatto con gli alimenti incriminati, provoca nel paziente intollerante una variazione bioelettrica dell’organismo. Anche qui le critiche non mancano, in prove effettuate, il test non è stato in grado di distinguere i soggetti sani dai malati.
Iridologia.
L’iridologia è un test che si basa sull’analisi dell’iride. In questo test l’occhio viene preso come lo specchio dell’anima. Anche qui di studi che smentiscono la validità di questo specifico test sulle intolleranze alimentari ce ne sono parecchi.
DRIA test.
Questa volta il principio è più bizzarro degli altri. Si presuppone che l’alimento a cui si è intolleranti, provochi una diminuzione della forza muscolare. Ha soltanto una caratteristica positiva: fa guadagnare tanti bei soldini a coloro che lo effettuano. Le critiche anche in questo caso non mancano: una delle prime critiche è stata pubblicata nel 1998 dal “British Medical Journal“ e dimostrava la “casualità” del metodo. Successivamente c’è stato un susseguirsi di lavori che criticavano questa metodica. N.B. navigando in internet ho trovato un sito che tratta soltanto di intolleranze alimentari, e in molti articoli criticano tutti i test esistenti in commercio e loro invece propongono il DRIA test e lo fanno sembrare come l’unico scientificamente valido. Forse perchè permette di guadagnarci molti più soldi? Meditate!

Ma allora queste intolleranze alimentari esistono o no? Ed è possibile rilevare se siamo intolleranti a qualche cibo?
Se avete letto l’articolo sulle intolleranze saprete già rispondere a queste due domande. La prima risposta è che le intolleranze alimentari esistono. La seconda risposta è che non esiste ad oggi alcun test scientificamente valido che riesca a determinare un’intolleranza alimentare. Poi oltretutto è bene che la gente capisca che non si è intolleranti ad un cibo, ma ad una o più sostanze contenute in quell’alimento.

Se i test non sono affidabili, come si fa a capire se siamo intolleranti a qualche sostanza?
Anche in questo caso, come abbiamo già visto nell’articolo sulle intolleranze alimentari, la loro caratteristica peculiare rispetto alle allergie è quella di essere dose dipendente. Quindi il primo consiglio è di non abusare di alcuni cibi. L’unico metodo veramente valido per individuare un’eventuale intolleranza alimentare è quello dell’esclusione e della reinclusione dei cibi. Si effettua in questo modo: per prima cosa si eliminano tutti i cibi che pensiamo ci provochino reazioni di intolleranza, poi piano piano si reintroducono nella dieta uno per volta, fino ad individuare, se c’è, qual’è l’alimento che ci crea problemi.

Perché alcune persone dopo che gli è stata diagnosticata un’intolleranza alimentare, seguendo la dieta stanno meglio?
Questo è dovuto principalmente a due fattori molto importanti e da non sottovalutare. Il primo è il fattore psicologico, per cui il paziente dopo che gli è stata diagnosticata l’intolleranza si sente meglio e crede che ha risolto il problema, quindi si autoconvince di stare meglio. Il secondo fattore è che ci sono alcuni alimenti che creano un po’ di fastidi a molte persone. Per esempio se si eliminano pane, pasta e pizza dalla dieta, circa il 60-70% delle persone dirà di sentirsi meglio, e questo non è dovuto al fatto che sono intolleranti a questi alimenti, è solo che questi cibi ad alcune persone creano qualche disturbo.

Sono pericolosi i test sulle intolleranze alimentari?
Si, sono pericolosissimi, soprattutto le persone che li effettuano, ed il motivo è molto semplice. Fanno credere ai pazienti che sono intolleranti ad alcuni alimenti, a volte tantissimi, e li costringono a diete poco variegate e gli impediscono di intraprendere una dieta variata, senza che ce ne sia un’effettiva motivazione. Nel 400 a.C. Ippocrate affermava: “Lascia che il cibo sia la tua medicina, e la medicina sia il tuo cibo”. Quindi se noi considerassimo il cibo come una medicina, ci renderemmo conto che ogni alimento ha le sue caratteristiche benefiche, per cui sarebbe meglio non farne a meno per mantenere un buono stato di salute sia fisico che psicologico. Inoltre come tutte le medicine, se preso in eccesso può provocare danni alla salute, infatti vi ricordo che le intolleranze alimentari sono dose-dipendente, come i farmaci. La cosa più importante è non abusare del cibo. Quindi lasciate stare i test e iniziate a vivere una vita più sana, e se poi avete dei problemi rivolgetevi a persone valide, che ancora per fortuna ce ne sono!

Se sei interessato o pensi di soffrire di intolleranze alimentari visita il nostroprogramma sulle intolleranze alimentari.

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Commenti

  1. Alberta says:

    Ha perfettamente ragione quando dice che bisogna stare attenti e non lasciarsi “imbambolare” dalle troppe parole, anche dei professionisti.
    Trovo molto interessante questo articolo e ne prenderò atto. Magari ne parlerò con la mia dermatologa, la dottoressa Clara Rigo che riceve per effettuare test sulle intolleranze alimentari.
    Ritengo che bisognerebbe sempre conoscere di colui che si prende cura della propria salute.

  2. Alex says:

    Pur essendo d’accordo sul fatto che i test diagnostici per le intolleranze non abbiano dei fondamenti scientifici, ritengo che un articolo come questo si ponga al lettore con le stesse credenziali.
    Viene fatta la lista di tutti i test e come argomentazione per smontarli si ricorre a cose come “Molti studi lo criticano” (quali studi? fonti?), “le critiche sono moltissime e molto dure” (cioè?), “Anche qui di studi che smentiscono la validità” … insomma che senso ha entrare nel dettaglio di ogni singolo test se poi non si portano evidenze scientifiche?
    E poi affermazioni come “circa il 60-70% delle persone dirà di sentirsi meglio, e questo non è dovuto al fatto che sono intolleranti a questi alimenti, è solo che questi cibi ad alcune persone creano qualche disturbo” (perché questi “disturbi” non rientrano nella definizione stessa di “intolleranza”?).
    In definitiva apprezzo l’intenzione di mettere in guardia le persone da chi ci marcia, ma per farlo bisognerebbe porsi su un piano più obiettivo e razionale.

    • Bel commento.
      L’articolo lo scrissi anni fa e ancora non avevo moltissima esperienza nel campo delle intolleranze.
      Ora posso dire che i test continuano ad essere poco attendibili, possono essere utili, ma solo se usati con criterio e solo se si riesce a gestire il paziente in modo adeguato.
      Il grave pericolo dei test sulle intolleranze è che spesso si lasciano le persone con in mano un foglio, mille dubbi e soprattutto si rischia che con il tempo vadano incontro a qualche forma di malnutrizione.
      A volte mi capita che vengano da me persone completamente assuefatte da questi test che non mangiano più quasi nulla e per ragionarci non è cosa facile. E’ molto grave che si portino persone in queste situazioni e molti professionisti e non purtroppo lo fanno.
      Le critiche vengono dalla maggior parte della comunità scientifica. Le fonti ovviamente ci sono, ma attualmente non ho modo di andarle a reperire. Appena lo farò vedrò di inserirle.
      Anche questa parte del commento:
      “E poi affermazioni come “circa il 60-70% delle persone dirà di sentirsi meglio, e questo non è dovuto al fatto che sono intolleranti a questi alimenti, è solo che questi cibi ad alcune persone creano qualche disturbo” (perché questi “disturbi” non rientrano nella definizione stessa di “intolleranza”?).”
      la trovo un’ottima critica e la risposta è: trattasi di intolleranze. Il discorso è un po’ complesso, ma sto organizzandomi per creare delle videoguide per spiegare il tutto.
      La videoguida affronterà proprio il tema delle intolleranze con criterio scientifico.
      Sempre tornando al discorso “alcuni studi affermano che”, c’è da dire che alcuni studi mostrano come test sulle intolleranze migliorino la cura di alcuni problemi dermatologici.
      Insomma c’è molto da dire a riguardo e oltretutto a Marzo inizierò un master proprio sulle intolleranze e i test per determinarle. La mia opinione sui test comunque resta la stessa, mi piace soltanto studiare l’argomento dei test a fondo e soprattutto parlare con chi lo fa tutti i giorni per lavoro.
      Comunque trovo questo un ottimo commento e mi scuso se non replico adeguatamente ma non ho tempo per farlo ora. Comunque quando studio o faccio qualcosa, non lo faccio per sentito dire. Le fonti spesso non le inserisco perchè è un blog, poi mi resta difficile recuperarle.

  3. Antonio says:

    Salve,sono un ragazzo di 29anni, è da diversi mesi che soffro di fastidiosi disturbi che mi rendono la vita abbastanza difficile.Sono ridotto a mangiare pasta o riso in bianco e carne o pollo al forno e insalata.Questo è quello che mangio tutti i giorni perchè appena mangio altro avverto:tosse che mi porta quasi al non respirare,prurito nasale,al palato,agli occhi,starnuti quando faccio bruschi movimenti,pancia gonfia,prurito alla pancia e naso chiuso che gocciola.E di rado anche orecchio chiuso.Prendo Gaviscon e Lucen 40mg,quasti mi aiutano in parte ma non del tutto…Da 3 mesi al oggi ho perso anche 5kg visto tutto ciò….Cosa devo fare?A chi mi devo rivolgere?Grazie in anticipo

    • Salve Antonio, il mio primo consiglio è quello di rivolgersi ad un bravo gastroenterologo e da li poi capire quale sarà la strada giusta da percorrere, però prima di tutto serve una visita del medico che riesca ad inquadrare il problema e fare una buona diagnosi.

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