Mozzarella di bufala campana e diossina


Mozzarella di bufala Mozzarella di bufala campana e diossinaInnauguriamo il blog parlando di un prodotto tipico campano che in questi ultimi giorni è saltato agli onori della cronaca. Tutto è nato dall’allarme diossina nelle mozzarelle di bufala campane lanciato dalla Corea, che oltretutto ne ha bloccato anche l’importazione. Da quel momento in poi le tv come al solito hanno iniziato col dare la notizia, poi si è creato il solito allarmismo e come al solito ha messo in ginocchio l’economia di questo prodotto tipico.

Che cos’è la diossina

La diossina è un composto cancerogeno, che una volta nel nostro organismo attiva un gene protoncogene (cioè in grado di indurre modificazioni al DNA). Il meccanismo di accumulo della diossina è simile a quello del DDT, cioè si accumula nel grasso degli animali e più saliamo di grado nella catena alimentare e più si accumula nei tessuti di questi animali. Tale processo è definito “magnificazione biologica”. L’emivita (cioè il tempo di sopravvivenza) della diossina nel corpo umano varia da 6 ad 11 anni e le variazioni sono molto individuali (variano anche in base alla quantità di grasso del soggetto). Purtroppo le diossine sono normalmente presenti nell’ambiente, poichè si formano dalla combustione di materiale organico (rifiuti) con cloro (presente nel sale da cucina e nel pvc). La brutta notizia è che per formarsi le diossine necessitano temperature di combustione non troppo elevate, proprio quello che è successo in Campania con gli incendi dei rifiuti. Infatti negli impianti nei quali dalla combustione si può originare diossina, i rifiuti vengono bruciati ad alte temperature e poi vengono velocemente raffreddati, senza farli passare per temperature più miti.

La situazione in campania

Purtroppo in questa regione la diossina è presente nell’ambiente probabilmente in concentrazioni molto superiori a quelle che si possono riscontrare in altre zone d’Italia. Tutto questo è dovuto alla cattiva gestione dei rifiuti in questa zona che oltretutto paga le tasse per i rifiuti più elevate che nel resto del paese. Questo inquinamento ha portato come tutti sappiamo ad una maggiore prevalenza di tumori in certe zone. In questo articolo è presente uno studio dell’OMS sull’incidenza dei tumori in Campania. La diossina quindi è presente nell’ambiente da molto tempo e l’allarme lanciato dalla Corea non è una novità. L’unica cosa che a mio parere c’è da dire è che non tutta la Campania è infestata dalla diossina e quindi ci sono molti pascoli e mangimi che non ne contengono o ne contengono quantità irrisorie. Dai dati inviati alla Commissione Europea dal Ministero della Salute sono emersi alcuni risultati positivi alla diossina e questi hanno riguardato 25 caseifici e 83 allevamenti. Però c’è da dire che nessuno di questi è socio del Consorzio di Tutela.

La posizione dell’Italia

Secondo il ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro “non esiste in Campania un caso diossina”, e che quindi si possono tranquillamente consumare mozzarelle di bufala. Il caso della diossina trovata nella mozzarella dai Coreani secondo lui potrebbe essere dovuta ad una imitazione della mozzarella di bufala campana importata dai coreani. Oltre a De Castro a rassicurarci ci ha pensato pure il presidente dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e Nutrizione) Carlo Cannella, che ribadito l’inesistente pericolo per la salute umana rappresentato dai casi scoperti positivi, per i quali si superano di poco, i livelli di contaminazione consentiti di 3 picogrammi (1 picogrammo equivale ad un miliardesimo di milligrammo), ad eccezione di tre punte massime di 8,01; 8,04 e 9,47, per le quali la Regione Campania si è impegnata per nuovi controlli.

“Potremmo mangiare fino a sette chili di mozzarella in un giorno, di quella che non ha superato i controlli per la diossina – ha detto Cannella – e non si raggiungerebbe la soglia di tolleranza stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanita, che è di 4 picogrammi per chilo”. A fargli eco Antonio Malorni dell’Istituto di scienze dell’Alimentazione del Cnr di Avellino che ha monitorato per due anni le mozzarelle di bufala campana, secondo il quale alimenti a diossine zero non esistono e probabilmente non sono mai esistiti”.

La mia opinione

Molti pensano che dietro a tutte queste conferenze e comunicati stampa di personaggi prestigiosi appartenenti al mondo della sanità ci sia la volontà di oscurci la verità e di farci credere che si può consumare la mozzarella di bufala senza correre alcun pericolo. Io invece vi dico che domani dovreste tutti andare al supermercato e comperare un bel po di mozzarelle di bufala campane. Questo per tre motivi fondamentalmente. Il primo è che non si può mettere in ginocchio un’economia e mettere in crisi molti lavoratori (che campano solo di questo) solo per un allarmismo al momento infondato. Il secondo punto è che in questi giorni i controlli e le analisi si sono moltiplicati e che quindi si andrà a comperare un prodotto al 99% sicuro per la nostra salute. Il terzo motivo è che grazie a questa crisi potrete acquistare un ottimo prodotto ad un prezzo veramente conveniente. Abbiamo già piegato l’industria del pollame una volta solo per una fobia di massa, non commettiamo lo stesso errore, molti lavoratori ce ne saranno grati!

Fonti:

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Commenti

  1. angelo says:

    è del tutto evidente che l’unica preoccupazione di tutti i commentatori del caso “mozzarella alla diossina” è esclusivamente quella di scongiurare la crisi di mercato e dell’occupazione. Nessuno affronterà mai il problema badando alla tutela della salute dei consumatori. Tanto che non si dice apertamente quali siano le zone e i produttori interessati, nè si consente altrimenti al consumatore di capire che mozzarella sta comprando. Questa informazione è stata invece data ai paesi che hanno minacciato lo stop delle importazioni, perchè hanno avuto la forza per pretenderla. Come possiamo fidarci?
    Se tanto stava a cuore la sorte di questo prodotto mazionale, perchè si è cnsentito alla camorra di trasformare una Regione intera in un immondezzaio? E perchè noi dovremmo pensare che questo fenomeno è effettivamente controllato? Dimentichiamo che, sempre in tema di allevamento delle bufale, recentemente si è scoperto in Campania che persino i controlli sanitari erano truccati?
    Angelo Maffia

  2. Ciao Angelo cercherò di rispondere ad alcune tue domande, ma il commento è puramente personale, non lavoro al ministero della sanità e nemmeno sono al dentro di questo fatto, quindi non toccando con mano la situazione posso solo darti la mia opinione. Per quanto riguarda il fatto di scongiurare la crisi di mercato e dell’occupazione credo che sia un obbligo dei mezzi di informazione e soprattutto internet farlo. Non è giusto fare dell’allarmismo quando non ce ne è bisogno. La tutela della salute dei consumatori in Italia c’è e per molte sostanze i limiti di legge sono più bassi di quelli che nel resto d’Europa. Il problema è che c’è sempre qualcuno che fa delle frodi e purtoppo i mezzi di sorveglianza non possono fare campionamenti su tutte le partite alimentari sul mercato. Ma questo è un problema mondiale, nessuno può pretendere che vengano controllati tutti i prodotti, anche perchè sennò raggiungerebbero prezzi esorbitanti per i consumatori. Dobbiamo fidarci dei fornitori, quindi l’unica tutela dei consumatori è rivolgersi a supermercati che facciano un’attenta scrematura dei fornitori. Per quanto riguarda i produttori interessati si sa che ci sono varie aziende e a queste in modo tutelativo è stato proibito di vendere latte nei prossimi mesi, fino a che i livelli di diossina nel latte non torneranno al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge. Alla domanda “Se tanto stava a cuore la sorte di questo prodotto mazionale, perchè si è cnsentito alla camorra di trasformare una Regione intera in un immondezzaio?” ti rispondo dicendo che i soldi, la corruzione e la camorra hanno fatto il loro corso. Pochi uomini accecati dal potere e dai soldi hanno messo in ginocchio un’intera economia locale ed hanno reso la Campania lo zimbello d’Europa. “E perchè noi dovremmo pensare che questo fenomeno è effettivamente controllato?” Perchè penso che ora i controlli saranno molto severi in quanto il prodotto è sotto gli occhi di tutta la comunità europea, quindi non penso che almeno adesso ci sia modo di fare controlli truccati, qualche ente farà sicuramente qualche contro analisi!

  3. Antonio Bottini says:

    Il problema fondamentale è che non si sottoliena come la mozzarella non provenga tutta dalle stesse zone, pensate che la Campania sia un territorio di 50 Kmq? vi sbagliate di grosso, ricordate che la mozzarella è prodotta anche nel salernitano dove l’emergenza rifiuti non esiste dato che i politici hanno svolto un lavoro certamente migliore che altrove. Il salernitano ed in particolare la fascia cilentana dove, si trovano gli allevamenti di bufale, sono assolutamente sicuri e lontani da ogni tipo di rifiuto!!! La mozzarella di Bufala Salernitana NON è quella napoletana o casertana, se proprio volete boicottare il prodotto, se proprio avete timorio riguardo la vostra salute, bhe, allorra chiedete espressamente che la mozzarella provenga da aziende Salernitane che per il 99,99% (periodico) prendono il loro latte da allevamenti lontani mille miglia dall’emergenza rifiuti. MOZZARELLA SALERNITANA SICURA AL 100%

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