Grassi Polinsaturi (PUFA)

 Grassi Polinsaturi (PUFA)
L’apporto calorico giornaliero in acidi grassi polinsaturi deve rappresentare circa il 7% delle calorie totali, e si deve mantenere un rapporto omega-6/omega-3 di 5:1. I più importanti acidi grassi polinsaturi di interesse alimentare sono senza dubbio quelli che comunemente vengono chiamati acidi grassi essenziali omega-3 ed omega-6. I capostipiti di queste 2 classi di acidi grassi sono:

  • Acido α-linolenico (18:3 ω-3)
  • Acido linoleico (18:2 ω-6)

Si chiamano acidi grassi essenziali perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, e devono essere assunti con la dieta.

I livelli di assunzione raccomandati in omega-3 ed omega-6 per gli uomini sono:


  • 1-2% delle calorie sotto forma di acido linoleico (circa 6 grammi)

  • 0,2-0,5% come acidi grassi poliinsaturi della serie omega-3 (circa 1,5 grammi).

I livelli di assunzione raccomandati in omega-3 ed omega-6  per le donne sono:

  • 2% delle calorie sotto forma di acido linoleico (circa 4,5 grammi)
  • 0,5% come acidi grassi poliinsaturi della serie omega-3 (circa 1 grammo).

I livelli di assunzione raccomandati in omega-3 ed omega-6  per le gestanti sono:

  • 2% delle calorie sotto forma di acido linoleico (circa 5 grammi)
  • 0,5% come acidi grassi poliinsaturi della serie omega-3 (circa 1 grammo).

I livelli di assunzione raccomandati in omega-3 ed omega-6  per le nutrici sono:

  • 2% delle calorie sotto forma di acido linoleico (circa 5,5 grammi)
  • 0,5% come acidi grassi poliinsaturi della serie omega-3 (circa 1 grammo).

L’apporto minimo consentito è dello 0,5% delle calorie totali per gli omega-6 e lo 0,1% delle calorie totali per gli omega-3.

Dal metabolismo degli acidi grassi omega-6 ed omega-3 attraverso reazioni catalizzate dagli enzimi ciclossigenasi e lipossigenasi, otteniamo:

  • Prostaglandine
  • Trombossani
  • Leucotrieni

Funzioni degli acidi grassi polinsaturi (PUFA)

Sono i precursori di molecole segnale (eicosanoidi, endocannabinoidi).

Hanno anche un’azione diretta sull’espressione genica tramite l’attivazione di:

  • Peroxisome Proliferator-Activated Receptor (PPAR)
  • Sterol Responsive Element- Binding Protein (SREBP)

Gli acidi grassi omega-3 hanno un’attività antiaterogena, antinfiammatoria, antitrombotica, ed aumento le HDL.

L’acido acido docosaesaenoico o DHA e l’Acido Arachidonico (ARA) sono importanti componenti strutturali dei lipidi di membrana, molto diffusi nel sistema nervoso centrale. Infatti il 50% del peso secco del cervello è rappresentato da lipidi, soprattutto fosfolipidi contenenti acido Arachidonico (ARA).

L’acido docosaesaenoico (DHA), svolge anche una funzione di rilievo nella retina, infatti l’80% dei PUFA delle sue membrane sono costituite dall’acido docosaesaenoico (DHA), che permette a queste membrane la rapida trasmissione della luce.

L’acido eicosapentaenoico o EPA  e l’acido docosaesaenoico (DHA)  svolgono anche un’azione protettiva nei confronti dell’aterosclerosi e proteggono dall’insorgenza di malattie cardio-vascolari.

L’acido eicosapentaenoico (EPA) è il principale precursore delle prostaglandine della serie 3, che svolgono un’attività antiaggregante piastrinica.

L’acido α-linolenico (omega 3) inoltre, in numerosi studi si è dimostrato utile alla riduzione della mortalità cardio-vascolare.

Un’integrazione in acidi grassi omega 3 può essere utile nelle situazioni infiammatorie. Può essere consigliata un integrazione dietetica a tutti coloro che hanno processi infimmatori intensi, funzione immunitaria compromessa e possono aiutare a tenere in remissione il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa.

Carenza acidi grassi essenziali

Una carenza in acidi grassi omega-6 porta a:

  • lesioni cutanee
  • anemia
  • aumento dell’aggregazione piastrinica
  • trombocitopenia
  • danni epatici
  • ritardata cicatrizzazione delle ferite
  • aumentata suscettibilità alle infezioni
  • diarrea
  • ritardo di crescita nell’età evolutiva
  • Diminuzione della fertilità

Una carenza di acidi grassi omega-3 invece è caratterizzata da:

  • sintomi neurologici
  • ridotta funzionalità visiva
  • lesioni cutanee
  • ritardi di crescita
  • alterazioni delle capacità cognitive
  • alterazioni nel metabolismo dei neurotrasmettitori monoaminergici

Acidi Linoleici coniugati (CLA)

Gli Acidi Linoleici coniugati (CLA) derivano dall’acido linoleico (un acido grasso essenziale) e le principali fonti alimentari di Acidi Linoleici coniugati (CLA), sono gli alimenti di provenienti dai ruminanti; infatti in parte la loro biosintesi avviene nel rumine (dove c’è una bioidrogenazione dei PUFA). Quindi gli alimenti più ricchi in Acidi Linoleici coniugati (CLA) sono latte e derivati e grasso dei ruminanti.

Funzioni degli acidi linoleici coniugati

  • Prevenzione dal cancro (inibiscono la carcinogenesi)

Da alcuni studi è emerso che sono efficaci nel prevenire il cancro della mammella, della pelle, del fegato e del colon.

  • Migliorano la risposta immunitaria.
  • Protezione dall’arteriosclerosi
  • Diabete

Normalizzano il metabolismo glucidico.

  • Provocano un aumento di massa magra e una diminuzione di quella grassa.

Comunque sono necessari ulteriori studi per confermare l’attendibilità nell’uomo di questi effetti benefici.

Classificazione degli acidi grassi polinsaturi

Atomi di Carbonio: Doppi legami

Posizione doppio legame

Nome comune

Nome IUPAC

Fonti alimentari

18:2

9, 12

acido linoleico

acido 9,12-ottadecadienoico

Olio di girasole

18:3

9, 12, 15

acido  alfa-linolenico

acido  9,12,15-ottadecatrienoico

Salmone, sgombro, sardine, olio di lino

18:4

6, 9, 12, 15

acido  stearidonico

acido 6,9,12,15-ottadecatetraenoico

20:4

5, 8, 11, 14

acido  arachidonico

acido 5,8,11,14-eicosatetraenoico

grassi animali, oli di pesce

20:5

4, 8, 12, 15, 18

acido timnodonico

acido 4,8,12,15,18-eicosapentaenoico

Oli di pesce

22:5

4, 8, 12, 15, 19

acido clupanodonico

acido 4,8,12,15,19-docosapentaenoico

Oli di pesce

22:6

4, 7, 10, 13, 16, 19

acido cervonico

acido 4,7,10,13,16,19-docosaesaenoico

Oli di pesce

Risorse web:

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