Proprio pochissimi giorni fa ricevo un’email da una mia paziente che era allarmata riguardo il consumo del pesce pangasio. Una trasmissione televisiva, alcuni giornali e sempre più siti in internet hanno preso di punta il povero pangasio, ed ora tutti ce l’hanno con lui.
Ho fatto anch’io le dovute ricerche e non ho mai letto una frase come quella che ho inserito nel titolo del post: “Pangasio: 50 persone intossicate in una mensa.”
Consiglio a tutti di leggere questo articolo, con cui vorrei invitarvi a riflettere e mi vorrei rivolgere soprattutto a chi di nutrizione se ne intende e mi auguro che chi ha motivazioni documentate commenti questo post e magari mi faccia una bella critica se ho commesso qualche errore grossolano.
A chi non fosse al corrente della storia che il pangasio sta vivendo in questo periodo, consiglio di fare una bella ricerca su internet, si accorgerà che molti dicono la stessa cosa, ma che pochi sanno quello che stanno dicendo.
Ma veniamo al dunque e passiamo direttamente al sodo. Le critiche che sono state mosse contro questo pesce sono le seguenti:
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Ha scarso valore nutrizionale
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Ha un contenuto di acqua elevato
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Contiene E451
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Ha molto sodio
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Ha una scarsa quota proteica
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E’ ricco di acidi grassi saturi e provoca malattie cardiovascolari
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E’ sconsigliato dai nutrizionisti.
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E’ pieno di inquinanti ed è pericoloso il suo consumo.
Ho riportato le accuse principali, le altre non le ho messe, tanto sono tutte simili tra loro e ricollegabili. Ora inizierò ad analizzare uno per uno i punti e mi domando da do ve derivi tanta ignoranza.
Punto 1: Ha scarso valore nutrizionale.
E’ un pesce che ha un valore energetico che oscilla tra le 62 e le 90 kcal, con una media di 71kcal ogni 100g. Una quota calorica bassissima, anche in confronto a tutti gli altri pesci. E’ un alimento che contiene pochissimi grassi e po’ essere tranquillamente consumato in qualsiasi tipo di dieta.
Punto 2: Ha un contenuto di acqua elevato
Trovatemi un alimento ipocalorico che abbia un basso contenuto in acqua (e che sia composto da proteine e grassi) e penso che vincereste il nobel. Il motivo per ci c’è molta acqua è dovuto al fatto che di solito quando viene commercializzato al pangasio viene aggiunto un additivo: l’E451, che contiene sodio e che quindi trattiene acqua.
Punto 3: Contiene E451
Questo a mio avviso è l’unico difetto degno di nota del pangasio. L’E451 è un emulsionante che contiene fosfati e sodio. Deriva dagli additivi alimentari a base di fosfati. Normalmente viene utilizzato dall’industria alimentare per rendere più voluminosi gli alimenti, infatti molto spesso si trova nei formaggini, ma è contenuto anche in insaccati e altri formaggi e prodotti inscatolati. Questo è l’unico punto a suo sfavore, comunque mangiare formaggini, o insaccati non è meglio che consumare pangasio, inoltre questi a differenza del pangasio sono molto più nocivi per la nostra salute, in quanto contengono elevate quantità di acidi grassi saturi.
Punto 4: Contiene molto sodio
Il non bassissimo contenuto di sodio di questo pesce è dovuto principalmente al conservante: l’E451, che contiene sodio; lo stesso sodio che provoca la ritenzione di acqua e rende questo pesce così tenero. Il pangasio ha un contenuto di sodio che va da un minimo di 297 mg/100g ad un massimo di 595 mg/100g.
Il comune tonno sott’olio che tutti consumano troppo spesso a mio avviso (il tonno se andiamo avanti così tra poco si estingue) ha un contenuto di sodio medio di 700 mg/100g per il pinna gialla al naturale, mentre il tonno rosso sott’olio ne contiene ben 1670 mg/100g.
In quanto a sodio il pangasio batte di gran lunga il tonno e ci tengo a precisare che il pangasio non è a rischio estinzione e si può allevare, il tonno no.
Punto 5: Ha una scarsa quota proteica
Il contenuto proteico medio del pangasio è di 13,6g/100g di parte edibile. Un valore di tutto rispetto tenendo conto del modestissimo apporto calorico che possiede questo pesce. Il baccalà ne ha 15g/100g di parte edibile, altri pesci ne contengono molte di più: il tonno maggiore di 20g, però il tonno sott’olio ad esempio ha un valore energetico triplo rispetto a quello del pangasio. Per quanto riguarda il discorso proteico quindi il pangasio è un ottima scelta alimentare.
Punto 6: E’ ricco di acidi grassi saturi e provoca malattie cardiovascolari
Ci vuole coraggio ad affermare frasi del genere. Il contenuto medio dei lipidi è di 1,84g/100g, questo equivale a dire che ha un contenuto in grassi come quello del latte parzialmente scremato. Il contenuto in acidi grassi saturi è del 41-48% degli acidi grassi totali, cioè meno di 0,8g/100g. Per quanto riguarda il discorso omega-3, non tutti i pesci ne sono ricchi, anzi quelli che ne sono ricchi sono una piccola percentuale. Inoltre tutti i pesci di allevamento hanno un contenuto maggiore in acidi grassi totali e saturi, quindi è un fatto assolutamente normale. Il caciocavallo ad esempio ha 24,6g/100g di acidi grassi saturi (il bel paese e la groviera tra i 18 e i 20!), il che significa che servono 3kg di pangasio per raggiungere l’apporto in grassi saturi derivato dal consumo di 100g di caciocavallo. Invidio il coraggio di chi afferma che consumare pangasio provochi problemi cardiovascolari.
Punto 7: E’ sconsigliato dai nutrizionisti:
Io personalmente lo consiglierei; però di solito a tutti i miei pazienti faccio evitare cibi inscatolati o conservati e faccio prediligere cibi freschi, quindi dato che questo alimento contiene conservanti, lo consiglierei con una frequenza massima di 1 volta ogni 7-10 giorni (solo perchè è bona abitudine ruotare la scelta delgi alimenti, e questo è valido per tutti i cibi).
Ci ono moltissimi nutrizionisti che vogliono togliere il pangasio dai menù delle mense, però ci lascaino le patatine fritte. Ora facciamo un paragone.
Pangasio.
Effetti indesiderati presupposti:
Parecchi, ma senza nessun riscontro scentifico e la maggior parte sono campati in aria.
Efftti indesiderati effettivi e docmentati:
Nessuno.
Effetti benefici:
E’ un pesce molto magro che apporta soprattutto proteine ed ha un bassissimo contenuto calorico.
Patatine fritte
Effetti indesiderati presupposti:
Una marea.
Efftti indesiderati effettivi e docmentati:
Contengono sostanze cancerogene, alzano la pressione (perchè loro si che sono ricche di sodio, non il pangasio!), il colesterolo, i trigliceridi, sono pericolose per il cuore e chi più ne ha, più ne metta.
Effetti benefici:
Nessuno.
La gente si mangerebbe un piatto di patatine a pasto, ma non il pangasio…
Punto 8: E’ pieno di inquinanti:
Per rispondere a questo è utile enunciare un concetto: il pangasio, importata attraverso i canali legali, viene sottoposto ai controlli ufficiali da parte degli U.V.A.C. (ufficio Veterinari Adempimenti Comunitari) e del P.I.F. (Posto Ispezione Frontaliero) del Ministero della salute e successivamente viene regolarmente commercializzato sul territorio nazionale.
L’Inran (Istituto Nazionale per la Ricerca su Alimenti e Nutrizione) ha effettuato un ampio monitoraggio sugli aspetti alimentari di filetti di pangasio venduti decongelati al banco del fresco o congelati presso differenti supermercati della grande distribuzione e presso negozi di prodotti congelati e surgelati. Da analisi effettuate dall’INRAN per quanto riguarda la sicurezza d’uso, sia livelli di mercurio che quelli di pesticidi organoclorurati e policloribifenili (PcB) riscontrati nei campioni fino ad ora esaminati erano molto bassi.
Tutte le altre affermazioni trovate su internet sono prive di dati oggettivi e sono puri pareri personali di chi di analisi non ne ha effettuata nemmeno una.
Per concludere penso che il discorso del “pericolo pangasio” sia più un discorso economico che nutrizionale, infatti questo pesce ha un ottimo sapore ed è venduto a prezzi stracciati in molti supermercati, il che può ledere l’economia di alcuni prodotti locali, questa è l’unica soluzione logica che ho trovato di fronte a tutto questo scalpore.
Come ho detto all’inizio del post, commenti seri sono i ben accetti.
Per chi volesse approfondre i temi trattati nel post consiglio queste letture:
- Valori nutrizionali del pangasio
- Articolo INRAN
- Parma: il pangasio nelle mense.
Non ci sono articoli correlati.

Non metto in discussione le proprietà nutritive del Pangasio. Obietto però che sia coltivato nel delta del fiume Mekong, in Indocina, nella Top Ten dei fiumi più inquinati del mondo; raccogliendo lungo il suo corso gli scarichi di circa 203 aree industriali. Il rapporto dell’INRAN non cita controlli riguardo l’inquinamento da Arsenico, un metallo pesante tossico e cancerogeno, presente nelle acqua del Mekong in percentuali eccezionali (non mi sembra un dettaglio trascurabile).
Le mie fonti provengono da internet, come le sue.
Io non lo acquistarei ma mi guardo dal dissuadere qualcuno dal farlo; lei invece perché lo consiglia ?
Gentile dottore,
la ringrazio per la sua lucida disquisizione.
In molti siti si pone l’accento sulla presenza di arsenico nelle acque fiume Mekong in cui sarebbero presenti la gran parte degli allevamenti di Pangasio.
Vorrei chiederle se è analizzata la concentrazione di questo metallo velenoso assieme a quella del mercurio e dei pesticidi PcB.
Vi ringrazio per i commenti. Io ho evitato di proposito di commentare la parte dell’inquinamento perchè sò già he la discussione sarebbe infinita e senza prove certe a mio avviso non si può discutere.
Io ho riportato semplicemente quello che allo stato attuale si sà di sicuro riguardo a questo pesce, niente di più ninente di meno.
Se qualche ente analizzerà le concentrazioni di arsenico penso che sia giusto aprire la discussione, fino a che non si hanno prove certe di quello che si insinua non penso sia giusto dare giudizi prematri.
Lei mi dice perchè dissuado la gente dal non acquistarlo? Perchè non trovo motivi validi e documentati per non consumarlo.
Penso che qualcuno abbia la possibilità di testare l’arsenico contenuto in questo pesce e se ne trova quantità elevate penso che sarebbe il primo a denunciare il fatto.
Penso che dietro a tutto questo allarmismo ci siano soltanto interessi commerciali, quindi per ora io non vedo il motivo per cui la gente non debba acquistarlo.
Sono mille volte peggio le patatine fritte, oppure le aflatossine, che ttti trascurano, ma sono un grave problema che passa sempre in secondo piano.
Di allarmism negli alimenti ce ne sono a migliaia, e questo è soltanto no dei tant, e finchè non ci saranno dati che attestino l’effettiva pericolosità di questo alimento non c’è alcun motivo per non consumarlo.
Gentile dottore,
non mi meraviglierei se il pangasio fosse stato messo in commercio (e servito in molte mense scolastiche) senza che nessun ente abbia verificato neanche una volta la concentrazione di arsenico, nonostante il risaputo grado di inquinamento dei fiumi di provenienza.
Ma nessun ente si fa venire qualche dubbio?
Meglio prevenire che curare… o no?
Io non mi stupisco più di nulla.
Comunque ho scritto questo articolo in difesa del pangasio perchè ci sono milioni di cose su cui dobbiamo preoccuparci che riguardano ciò che mangiamo, e il fatto del pangasio mi sembra quasi irrilevante e gli si sta dando troppo peso.
Spero e sottolineo SPERO che qualcuno abbia fatto queste analisi.
Vorrei avere la conferma definitiva, così da poter chiudere una volta per tutte questa discussione che alle conoscenze attuali è infondata, ma sto cercando l’email della dottoressa Elena Orban, ma non riesco a trovarla da nessuna parte.
Dato che lei ha effettuato analisi su questo pesce è l’unica che può risolvere questo suo dubbio.
Se riesce a trovare il suo indirizzo email e me lo invia sarò ben lietoo di contattarla e di chiederle notizie in più sulle analisi effettuate.
Come le ho già detto sono ingiustificati gli allarmismi.
Anche il tevere è inquinato da far schifo e nessuno si lamenta, e scommetto che ci sono molte persone che a loro insaputa mangiano del pesce pescato da questo fiume.
Stiamo attenti ai nostri prodotti, per quelli che vengono dall’estero per vie legali, è molto più difficile fare delle truffe.
E soprattutto è facile truffare nei mangimi per gli animali. Io di questo mi preoccuoperei seriamente, non del pangasio. Proprio stasera ho fatto un corso sulla sicurezza alimentare e mi creda che delle muffe bisogna avere paura e parecchia, e nessuno fa dei controlli adeguati. Si preoccupi di questo al posto del pangasio, è un problema molto più grave mi creda.
salve dottore,
veniamo al nocciolo, lei lo mangerebbe?
ciao!
Si, io una volta a settimana o al massimo ogni 2 lo consumo tranquillamente.
Per quanto riguarda quello che mangiamo ci sono cose molto più gravi di cui preoccuparsi, fino a che nessuno dirà che è pericoloso il suo consumo non c’è alcun rischio per la salute.
Se non c’è un vero allarmismo io non vedo perchè mettere in atto il pincipio della precauzione, se la mettiamo su qesto piano nessun cibo è sicuro.
Caro dottore,
in sede di commissione europea sembra siano eseguite analisi di derrate in ingresso sul territorio comunitario. Questo è un esempio:
http://ec.europa.eu/food/food/rapidalert/reports/week5-2008_en.pdf
C’è una riga che riguarda susci di pangasio proveniente dalla tailandia con muffa, un’altra che riguarda dell’arsenico trovato in una partita di tè verde cinese. Si potrebbe ipotizzare che la commissione europea cerchi anche l’arsenico nel pangasio.
Questo articolo riporta proprio quello che intendevo io. Il pangasio è un alimento come un altro. Irregolarità alimentari sono state trovate dappertutto e nei più vari alimenti.
Io mi preoccuperei delle aflatossine e di quel botulino nei fagioli.
Lì si che c’è da avere veramente paura.
Tutti gli alimenti possono presentare pericoli anche gravi per la salute, anche i prodotti biologici, anzi in questo caso io farei molta attenzione: è più redditizia una truffa tra i cibi biologici che tra le altre tipologie.
Quindi quello che voglio dire è che finchè non ci sarano esami che garantiscono che il pangasio è inquinato da arsenico, non vedo motivi per allarmarsi.
Vi ricordo che quelli che fanno le analisi, se lo mangiano pure loro il cibo. E’ nell’interesse di tutti salvaguardare la salute collettiva, specialmente delle istituzioni.
Molte persone intossicate rappresenterebbero un’enorme spesa per il servizio sanitario nazionale.
Non gli conviene nè umanamente, nè economicamente!
In relazione agli attacchi che in questi giorni, sia giornali che televisione, stanno rivolgendo al Pangasio voglio precisare che la nostra indagine effettuata su questo pesce aveva eslusivamente lo scopo di far conoscere soprattutto le sue caratteristiche nutrizionali, oltre che alcuni aspetti della sicurezza d’uso, come del resto facciamo per altre specie ittiche dal momento che da 15 anni, presso l’INRAN, abbiamo creato un’area che si occupa di aspetti alimentari dei prodotti ittici. Il nostro obiettivo era quindi solo divulgativo e non uno strumento per una battaglia contro il Pangasio.
Devo però precisare che, leggendo i commenti da Lei fatti relativi alle critiche elencate contro questa specie ittica, riprese anche dal nostro articolo, soprattutto al punto 6 “E’ ricco di acidi grassi saturi e provoca malattie cardiovascolari”, faccio notare che nessuno ha detto ciò ma é stato semplicemente detto che “gli acidi grassi saturi, se consumati in eccesso, sono correlati con le malattie cardiovascolari”
Voglio far rilevare poi che nelle mense aziendali o scolastiche il consumo di pesce 2 volte la settimana viene inserito per l’apporto di Omega 3 che nel Pangasio, rispetto agli altri pesci che consumiamo abitualmente, sono molto molto più bassi (es: 2.58-6.69% sul totale degli acidi grassi contro 22.5-26.8 delle trote di allevamento, 37.0 del nasello, 40.5 dell’alice etc..)
Questo aspetto è quello che più emerge dalle nostre indagini.
Per quanto riguarda le analisi dei contaminanti fino ad ora abbiamo analizzato solo PCB, pesticidi organoclorurati e mercurio dei quali riportiamo i risultati in breve sull’articolo inviato su Agricoltura online ma sono stati pubblicati dettagliatamente su Food Chemistry vol. 110 (2008). Abbiamo in programma di verificare anche gli altri contaminanti come cadmio, arsenico etc..
io l’ho assaggiato e fa schifo non sa di niente
Concordo perfettamente quello che afferma la dottoressa Elena Orban.
Quello che mi sembra strano non è tanto che possa essere venduto al supermercato o trovato in trattoria .
Ma il motivo che sia inserito nelle mense scolastiche, e scuole materne, è che costa poco?
Nessun ragionamento su preferire la qualità piuttosto che il prezzo?
In fondo non c’è nessun motivo particolare per preferire il Pangasio rispetto ad altri pesci meditterranei.
Poi per uno spirito se vogliamo ecologista, possibile che non sia impressionante dal punto di vista energetico spedire del pesce per via aerea dal Vietnam prima in Olanda e poi con camion fino in italia, e pensare che l’italia è una penisola e che fino a prova contraria è circondata dal mare.
Scegliere alimenti di qualità che non provengano troppo distante da casa nostra, non per patriottismo ma proprio per avere più sicurezza sulla filiera produttiva e sulla qualità del cibo che mangiamo noi e che diamo ai nostri figli, può essere una scelta condivisibile?
Ovvio che per legge non si può bloccare il pangasio , ma è anche una questione di cultura alimentare andare a scoprire e riscoprire i sapori della cucina meditterranea e locale.
Ho avuto un dialogo con la cuoca della scuola materna di mio figlio a proposito del Pangasio, lei dice che è l’unico pesce che i bimbi mangiano , altri pesci come sogliola o Merluzzo sono lasciati nel piatto.
Io credo che sia poco educativo proporre un pesce che non ha gusto di pesce.
Quando questi ragazzi diventeranno grandi cosa mangeranno?
Potranno avvicinarsi a gusti più forti e più saporiti?
Oppure finiranno per mangiare Pangasio , patatine fritte e Coca-Cola ?
Per prima cosa ringrazio la dottoressa Orban per la sua disponibilità.
Per quanto riguarda il commento di Salvatore anche qui concordo e vorrei aggiungere che non ho scritto questo articolo perchè ritengo che il pangasio sia un ottimo pesce ed un’ottima scelta. L’ho scritto soltanto perchè su moltissimi siti e blog è considerato peggio del veleno e ci sono problemi più seri che ignoriamo proprio.
Un piccolo esempio è dato dalla puntata di Report di ieri sera.
Per quanto riguarda le ultime domande:
“Quando questi ragazzi diventeranno grandi cosa mangeranno?
Potranno avvicinarsi a gusti più forti e più saporiti?
Oppure finiranno per mangiare Pangasio , patatine fritte e Coca-Cola ?”
penso che qui la responsabilità più grossa ce l’hanno i genitori e non le scuole.
Che sia giusto variare gli alimenti soprattutto nelle scuole è giustissimo, ma se i bambini mangiano soltanto certi cibi la colpa è dei genitori.
Non prendiamocela con la società se i bambini stanno ingrassando o mangiano male.
Ho visto che in alcune famiglie che mangiano benissimo i bambini mangiano altrettanto bene.
Non penso sia una coincidenza!
Dei tre enti citati, l’INRAN per il momento ha effettuato analisi di altri contaminanti, ma non del contenuto di arsenico e cadmio. Sarebbe interessante verificare se i controlli ufficiali effettuati dagli altri due (UVAC e PIF) comprendono le analisi di As e metalli pesanti. Data la provenienza di queste derrate alimentari, sarebbe veramente sorprendente se tali contaminanti non venissero monitorati.
Mi sembra che non l’abbiano controllato.
Ecco quello che ho trovato:
http://www.ministerosalute.it/alimenti/resources/documenti/sicurezza/annuale2006.pdf
http://www.ministerosalute.it/alimenti/resources/documenti/sicurezza/trimestre_3_anno2005.pdf
Spero che qualcuno dia presto una risposta ufficiale e definitiva.
Mettendo da parte che sia allevato in uno dei fiumi più inquinati al mondo, quello che non si è sottolineato è che questo pesce arriva sulle nostre tavole direttamente via aerea. In un momento come questo di allarme ambientale in cui si cerca di favorire il consumo di prodotti locali, accorciando la filiera, trovo davvero assurdo che nelle nostre mense non si possa consumare pesce del nostro Mar Mediterraneo!
Su questo concordo in pieno
Finalmente si parla di questo pesce in modo moderato, senza dire assurdità!
Non si è sottolineato un aspetto che mi permetto di far notare, questo Pangasio arriva in italia ad un costo all’ingrosso che varia da 0,75-1 Euro/Kg.
Considerato che arriva già in filetti, congelati pronti per essere cotti, senza nemmeno una spina, questo è un prezzo bassissimo per esempio i filetti di altri pesci “economici” variano da minimo 10-20 Euro/kg.
Questo giustifica l’ingresso dirompente che questo prodotto ha esercitato rispetto i prodotti tradizionali.
Da sottolineare che questo costo cosi basso poi non va propriamente a vantaggio dei consumatori che lo trovano al supermercato al prezzo di 7,5 euro/kg, quindi con un rincaro del 1000/100.
Ma anche questo, non è una novità, anche in quasi tutti i prodotti agricoli come frutta e verdura la differenza tra prezzo ingrosso e prezzo al consumatore è enorme .
La novità sta che oltre ad apparire nei menu di mense e catering, logico visto il bassissimo costo di acquisto, spesso viene proposto anche sotto altri nomi anche su trattorie e ristoranti. Infatti comprano filetti di Pangasio e grazie al fatto che non ha un particolare gusto forte poi viene cotto e servito come platessa, filetto di merluzzo, ecc…
Vedi notizie dei giornali di queste ultime settimane, controlli effettuati dai NAS.
Parliamo quindi di truffa bella e buona quindi, pazienza anche questo, si può sempre affermare che sono casi singoli, i furbi ci sono sempre.
Ma chi ci assicura che per esempio non troviamo questo pesce anche in altri preparati, una zuppa di pesce o nella finta polpa di granchio o altri composti a base pesce?
Rischiamo volendo o non volendo una (scusate la parolaccia) “Pangasizzazione” della nostra dieta ?
Non so se sbaglio ma credo che molto di quello che si è detto a proposito e a sproposito di questo pesce, dipende anche da questo fatto, ovvero il consumatore medio si sente preso per i fondelli, ed è forse questa la molla che fa sì che molti dibattano su questo pesce e si chiedano se questo è un pesce “buono” o “cattivo”.
Fino ad arrivare ad una “Pangasio Fobia Colettiva”.
Io comunque sono dell’idea che promuovere i prodotti locali e regionali fa bene sia al nostro palato sia se vogliamo anche all’economia agricola locale, e visto i tempi che corrono anche uno spirito “nazional-alimentare” non mi sembra da scoraggiare.
Ciao a tutti date una sbirciata su questo sito http://www.pangasio.com
Appena oggi ho mangiato questo pesce che ha preparato mia moglie. Non è male per la verità ma non avendolo mai sentito nominare prima mi sono informato un pò. Non voglio assolutamente entrare nel merito tecnico riguardo a valori nutrizionali o percentuali di inquinamento ma siccome ne ho scoperto la provenienza e, dato che per lavoro ho frequentato parecchio la thailandia ( fiume Chao praia ) e il Vietnam,non credo che ripeterò l’esperienza. In quei luoghi non ho mai mangiato pesce (perchè così mi è stato consigliato)e comunque basta farsi una passeggiata sulle rive del Chao praia o del Mekong per rendersi conto del colore (! ) dell’acqua e di quello che ci galleggia sopra… Mi dispiace ma preferisco evitare..
Buongiorno,
A perte il discorso di inquinamento, mi interessa perché certi mercanti vendono questo pesce come “fresco” quando in realità è scongelato? Cosa puo secedere se lo congelo per la seconda volta?
Come puoi aver ben capito, il pesce non arriva fresco è sempre decongelato.
Se ti dicono che è fresco ti ingannano.
Il problema che ti si potrebbe verificare è il seguente:
Quando surgeli, le molecole di acqua contenute negli alimenti si congelano ed aumentano di volume e così rompe le membrane delle cellule.
Al momento dello scongelamento, i processi di decomposizione o l’aumento di carica batterica dell’alimento sono molto più veloci, per cui come puoi intuire ricongelando l’alimento hai una perdita considerevole di nutrienti e puoi congelare un alimento pieno di batteri e tossine, che non muoiono e quando decongeli la seconda volta avresti un alimento in cui la carca batterica sarebbe molto elevata e quindi ci sarebbe il pericolo di tossinfezioni.
Visita questa sezione: http://www.nutritionvalley.it/malattie_alimentari/tossinfezioni-intossicazioni.html
per farti un pò un’idea di quali e cosa sono le tossinfezioni alimentari.
buonasera, finalmente trovo qualcuno a favore del pesce pangasio.. io lavoro in un negozio di surgelati e credetimi che io non mangio nessun tipo di pesce se non questo.. ed è uno dei prodotti più venduti ve lo assicuro!!
buonasera,da ca 1 anno consumo il pangasio ca 1volta al mese e devo dire che piace anche a mia figlia che solitamente non gradisce molto il pesce.Mi sorprendeva sempre il prezzo relativamente contenuto del prodotto,tanto che oggi mi sono messo al P.C.per informarmi su questo alimento che sinceramente non sapevo neppure da dove provenisse.Bene sono contento di avere letto le vostre informazioni interessanti a riguardo e vi ringrazio
Buonasera…. Ma che pensate che il salmone, il tonno e il pesce spada sono pesci più sicuri del Pangasio solo perchè lo peschiamo nei nostri mari? Chi parla male del Pangasio è perchè ha interssi economici/commerciali di farlo e non gliene frega un cavolo della salute della gente, ma gli importa solo del suo mancato guadagno, magari di far pagare un etto di tonno fresco anche 10 euro, imbottito di piombo e mercurio!!!Scusate lo sfogo!
Anch’io come altri ho avuto la mia prima “esperienza” con questo pesce a causa del suo prezzo davvero economico rispetto ad altre specie e quando all’iper vedi l’uno accanto all’altro prodotti di prezzi così differenti, ovviamente qualche sospetto nasce ma mai potevo pensare quello che poi ho letto facendo un pò di ricerche. Effettivamente molte delle cose che stanno circolando su questo pesce possono essere esagerate, ma considerata la provenienza e considerato che dopo tutto nessuno ci obbliga a comprarlo, nel dubbio io personalmente preferisco evitarlo e così ho consigliato a tutte le persone che mi sono care.
Non dimentichiamoci che nel nome del “dubbio” sono stati anche abbattuti, ai tempi, migliaia di capi di bestiame a causa della “mucca pazza” sebbene tutti ci dicevano che in Italia non c’era pericolo. Perchè allora la stessa cautela non dovrebbe riguardare questo pesce? Chi teme il suo danno economico potrebbe magari anche pensare di allevarlo in Italia mantenendo lo stesso ordine di prezzo, non è che in Italia non ci siano fiumi e preferisco 100 volte più mangiare un pesce, chessò del Po (che pure non è tutta questa limpidezza) piuttosto che del Mekong.
il pangasio è il mio piatto forte che sembra sia gradito in famiglia…ho appreso oggi, per caso della bufera abbattutasi su questo pesce. Io, ignoravo anche che fosse d’acqua dolce. Allarmata sì, ma mi sembra che le sue argomentazioni a discolpa di questo prodotto ittico siano sensate e logiche e sono fiduciosa sulla competenza…più del servizio che ho visto in tv oggi….Anche ieri, ne ho preparato un sette porzioni, acquistato decongelato in giornata e l’ho cotto bene sempre in giornata, quindi raffreddato e congelato senza aggiunta di sale. Vorrei da lei un’opinione quanto alla sicurezza di genuinità, scelgo sempre con attenzione massima e cuocio e procedo con massima igiene..se poi c’è anche il problema arsenico, allora!!!….grazie e saluti Baruzzi Renata Imola
Ciao Renata, per quanto riguarda la bufera che si è abbattuta su questo pesce penso che sia una cosa veramente esagerata. Per questo motivo ho scritto questo articolo.
Il mio consiglio è questo:
Il pangasio non è uno dei migliori pesci che si può mangiare, quindi ti consiglio di usarlo in rotazione insieme ad altri pesci, e questo non riguarda solo questo pesce ma tutti gli alimenti.
Per quanto riguarda la sicurezza, basta accedere un pò la tv. Ogni giorno la guardia di finanza scopre truffe alimentari, a Napoli c’è la diossina, e via dicendo. Qindi problemi e pericoli ci sono consumando qualsiasi cibo, quindi ribadisco il concetto: variare, variare e variare.
E’ questa la ricetta per mangiare bene!
finalmente qualcuno che parla bene di questo pesce!stavo cercando recensioni positive ma non ne trovavo allora per la par condicio ne ho letto una incredula del fatto che il pesce che mangio spesso potesse aver provocato quei danni!
io ho 23 anni e lo mangio anche perchè credo e spero che sia controllato(come cmq diceva anche lei)!mi fido dei controlli insomma!
lo trovo buonissimo e molto leggero e dopo aver letto questo post sono contenta che non sia tossico!
io adirittura lo mangio senza sale quindi senza volerlo ho fatto una giusta cosa dato che lui ne contiene già molto!
quindi continuerò a mangiarlo sicura che non mi farà male!
e poi se si va a vedere anche i nostri mari sono inquinati e anche nei nostri mari c’è il mercurio quindi o si mangia tutto e ci si fida o non si mangi nulla!
L’altra giorno,senza alcuna informazione sul tipo di pesce,ho comprato del Pangasio in quanto attirato dal prezzo basso!L’ho cucinato in umido con una passata di pomodoro fresco,fave e cipolle………..era eccezionale e tutti gli invitati mi hanno complimentato!Poi Paolo,il festeggiato,se ne è venuto fuori con la storia del pesce inquinato dopo aver visto una trasmissione in tv,consigliandomi,di non comprarlo più!Ora che ho letto qualcosa in merito sono del parere che o ci si fida dei controlli o non si mangia più niente:pollo(aviaria),manzo(mucca pazza),Formaggi(chi mi dice che il terreno dove le mucche brucano non sia inquinato?),pesce(il nostro mare siamo sicuri non sia inquinato?)
Potrei andar avanti per giorni ma alla fine me ne sbatto e mangio un pò di tutto!!!
Grazie per la serietà dell’articolo e dell’interessante discussione che ne è seguita.
Ho scoperto il Pangasio da un servizio al telegiornale che ne parlava con allarme. Da qualche tempo lo trovo tra le proposte della mensa aziendale e ieri ho deciso di assaggiarlo: buonissimo!
A parte questo, devo dire che sono seriamente preoccupata per gli inquinanti contenuti in questo pesce, non meno di tanti altri pesci o cibi (ex. la mozzarella di bufala campana la evito accuratamente).
Condivido il consiglio di variare sull’alimentazione e aggiungerei: mangiare meno! Fa bene alla salute e in ogni caso riduce il rischio di intossicazione di qualsiasi genere.
Nel frattempo sono stato invitato all’ambasciata Vietnamita ed abbiamo parlato del problema. Il caso mi puzza un pò. C’è un documento ufficiale che il ministero della salute (o un altro ministero italiano, non ricordo bene) ha inviato all’ambasciata vietnamita e che dice testualmente che dalle analisi da loro effettuate non risultano pericoli per la salute, ma il veterinario che ha firmato il documento non vuole che venga pubblicato.
Poi in tutto il mondo hanno problemi di commercio solo con l’Italia che è uno degli importatori minori.
L’unica altra nazione con cui hanno problemi è l’America, ma lì soltanto per motivi di prezzo del pesce.
Inoltre ho guardato le classifiche (quelle vere) dei 10 fiumi più inquinati al mondo e non compare il Mekong.
Mi sono imbattuto in questo pesce diverse volte mangiandolo anche perchè spacciato per altre specie di pesce sull’etichetta come filetto di pesce persico. Adesso voglio chiedere quale tipo di denuncia posso fare riguardo all’ etichetta ingannevole del alimento
Se dobbiamo dire che la patatine fritte sono meno sane del pangasio, ho trovato una notizia sconvolgente su internet: anche il petrolio è più nocivo del pangasio.
Bravi. Continuate a mangiare pesce allevato nel Mekong (uno dei fiumi più inquinati del globo) in cui scaricano oltre 1000 industrie senza alcuna depurazione dell’acqua di scarico. La popolazione Vietnamita in quelle zone ha una vita media bassa anche perché l’acqua “potabile” arriva da quel fiume che contiene mercurio e arsenico.
Fate come volete, ma io pesce allevato in quell’acqua non lo mangio. E comunque, anche nella’articolo qui sopra è chiaramente scritto che continene inquinanti (anche se non in proporzioni elevate).
Meglio mangiare meno carne, meno pesce, fare una dieta più equilibrata comprando roba di qualità e dalla filiera certificata. Costa di più, ma ne vale la pena.
Ma perché in Italia si crea sempre un bipolarismo spinto? O è bianco o è nero… si deve ragionare sulle cose e non sparare a raffica schierandosi come in un incontro di calcio.
Ragionate, gente… ragionate.
ho contattato, sfogliando pagine internet, questo sito, leggendo un pò tutti i commenti perché ieri sera è successa una cosa che mi ha lasciato un pò interdetto: avevo acquistato tra gli altri dei filetti di pangasio congelati in un negozio specializzato. a cena, preparato il pangasio mangiato altre volte, l’ho mangiato senza problemi particolari finché il cane, barboncino golosissimo di ogni possibile alimento carne pesce verdura, purché commestibile, dopo averlo addentato lo ha rifiutato sputandolo e si è rifiutato di addentarlo di nuovo scoutendo forte la testa come per scrollarsi da dosso l’odore che aveva fiutato. incuriositi glielo abbiamo proposto di nuovo ma ha ripetuto numerose altre volte lo stesso gesto senza più mangiarne fino ad avere un pezzo di pane gustato nel sughetto di cottura.. . direi che se non fosse solo casuale è comunque inquietante
Da qualche mese lavoro in una filiale di una grande catena di supermercati! Anche da noi dal nulla è arrivato questo Filetto di Pangasio Dec. nonostante le notizie che fosse un pesce inquinatissimo!! Io sostengo che se davvero questo pesce fosse inquinato come dice certa gente allora dovrea aver perso già un terzo di clienti che un giorno si e uno no acquistano questo pesce!! Come la mettiamo???
“Il cibo animale, l’abuso del quale si fa ogni giorno più grande, non è un cibo in nessun senso, ma un veleno continuo”. – (Prof. Dr. Huchard).
“Se non fosse per la carne, noi dottori avremmo poco da fare. – (Dr. Allison, esperto in alimentazione).
io sono sempre più per una dieta variata e soprattutto fatta di cibi di qualità…ovviamente a discapito del risparmio: basta col pesce al mercurio/arsenico, la mucca pazza, le mozzarelle blu, etc.! Perchè non iniziare a sensibilizzare la gente sull’acquisto di prodotti BIO, a basso impatto ambientale (non comprando alimenti che arrivano con l’aereo dall’altra parte del mondo!), vi garantisco che sentirete un sapore diverso e questo vale sia per la carne, come per le verdure! In Italia poi abbiamo aziende agro-alimentari dappertutto, come non beneficiarne…Provare x credere.
mi rende perplessa solo una cosa: noi italiani viviamo in un paese circondato dal mare, e pure con un bel bacino idrografico fluviale, perchè diavolo dobbiamo importare pesce dal vietnam?
ma tutta questa attenzione dobbiamo averla solo sul pangasio? qualcuno ha mai considerato cosa danno da mangiare a cinghiali o maiali? considerate che riescono a divorare carogne di altri animali… avete mai considerato dove mangiano l’erba alcune mandrie di animali? fate un salto a ridosso dello stabilimento Ilva di Taranto… pensate che i nostri mari godano tutti della “bandiera blu”? l’unico modo per collaborare sarebbe quello di avvisare gli organi preposti ad effettuare controlli qualora dovessimo accusare malori dopo aver ingerito qualcosa di sospetto… evitando allarmismi e fobie di ogni tipo
Grazie Francesco per questo commento intelligente.
E’ quello che dico pure io, ma fallo capire alla gente se hai coraggio.
C’è da preoccuparsi un pò di tutto quello che si mangia soprattutto in questo paese in cui le truffe sono all’ordine del giorno, ci sono zone con un inquinamento altissimo e poi ci sono tantissime storie che è meglio non raccontare…
Perchè il pesce pangasio no e l altro miglione di pesci esistenti si?
post interessante , in effetti da modo di capire qualcosa in piu’ ..
provo ad andare con il buon senso .
io l’ho acquistato oggi , sono certo che dietro alla cattiva pubblicita’ ci siano interessi economici , magari di concorrenti , questo è fuori dubbio .
l’unica cosa che mi lascia perplesso e’ la provenienza , in effetti non posso pensare che questi luoghi non siano altamente inquinati , e non posso pensare che in quei luoghi i controlli siano fatt in modo professionale ..
detto questo , lo stesso allarmismo deve valere anche per gli altri cibi che consumiamo , perchè gli stessi discorsi sull’inquinamento ecc.. riguardano anche gli altri paesi italia compresa.
io ultimamente sono passato alle verdure , e preferisco non cuocerle ma tolgo la buccia .
adesso a pensare cio’ che ingurgitavo ..preso dai supermercati ..mi sembra assurdo .. ormai di naturale non esiste piu’ nulla … tutto frutto di lavorazioni e sofisticazioni chimiche .
per esempio il latte non e’ latte se non in piccole quantita’ , ma è acqua bianca frutto di estrazioni di altre lavorazioni . i succhi di frutta sono roba marcia e bucce e quant’altro lavorate frullate e trattate chimicamente ..
ma ce ne sarebbero a centinaia da dire ..recuperano tutto e trattano chimicamente , chiunque abbia mangiato per esempio una mozzarella realmente fatta artigianalmente oppure bevuto un latte di mucca Vero ..oppure ancora l’olio di oliva ..artigianale ….confrontate il gusto e vi renderete immediatamente conto , non hanno sapore ..non hanno gusto , non hanno profumo .. ha senso mangiare oppure bere queste cose ?
purtroppo il brutto arrivera’ fra qualche tempo quando si vedranno gli effetti Estremamente gravi della marea nera… io sono certo che avremo un’emergenza mondiale devastante .
Il Mekong è uno dei 10 fiumi più inquinati al mondo (e comunque è uno dei più inquinati di sicuro). Vi scaricano dentro più di 200 industrie senza impianti di depurazione. Questo fiume ha inquinanti pericolosi per la salute come piombo e arsenico. Ora, mi possono venire a dire tutto quello che vogliono ma IO non lo mangerò mai. Anche perchè non è il massimo della nutrizione (ci sono pesci con più omega 3 ad esempio) quindi non vedo il motivo di mangiarlo. I discorsi che qualcuno ha fatto che ormai un pò tutti gli alimenti non sono completamente sani o genuini, non sta in piedi è come dire “mangiamo già del veleno, allora tanto vale mangiarne altro”. E non sta in piedi anche il discorso di Stefano (che ha un negozio di surgelati) mangiando cibi “inquinati” non è che si muore da un giorno all’altro, ma possono insorgere patologie molto gravi nell’arco di anni. NOn mi convince nemmeno il discorso del “boicottaggio” per non far vendere questo pesce per me il discorso più convincente in assoluto è che è pescato nel Mekong e non lo mangio. Sarebbe come mangiare trote pescate nel Tevere (che è pure più pulito del fiume vietnamita!)io lascerei proprio perdere…
Appena McDonald farà il nuovo Filet O Fish col Pangasio vedrete come tutti lo mangeranno a volontà,tanto garantisce McDonald marchio CocaCola…ma per favore…la solita fobia di massa.
Fobia di massa? Se per te è normale mangiare un pesce pescato in un fiume dove vi scaricano più di 200 industrie senza impianti di depurazione, un fiume carico di metalli dannosi come piombo, mercurio e arsenico, fai pure…Bisogna ragionare con la propria testa. Non bisogna credere alle “fobie di massa” ma nemmeno credere che un prodotto proveniente da una fonte inquinata non possa portare conseguenze gravi con il passare degli anni se assunto regolarmente. Tu mangeresti ortaggi coltivati in una discarica? Mi possono dire tutto quello che vuoi (che non fanno male, che i metalli contenuti sono in quantità a norma di legge ecc..) ma IO non li mangerei! Il discorso che “ormai tutto fa male” è un discorso banale, è proprio perchè ormai non c’è più nulla di genuino che bisognerebbe evitare gli alimenti che si sa con certezza che provengono da fonti fortemente inquinate! Ma è così essenziale il pangasio per tanti di voi? Manco fosse il pesce più nutriente di questo mondo (è il contrario), manco vi avessero detto che è pescato nei fiordi norvegesi! E per fortuna, come hanno detto già altri, che siamo in un paese circondato dal mare! C’è bisogno di andare a prendere un pesce non nutrientissimo in un fiume inquinato del Vietnam?? Bhà, meglio spendere qualche soldo in più e comprare pesce “meno dannoso” e di una provenienza più sicura, comunque ognuno è libero di fare ciò che vuole, io ai miei figli non lo darei mai..
mma scuate ma la robaccia ke ci propina MC DONALDS credete sia meglio…………
passateci vicino e sentriere la puzza di olio fritto…………………………
ricordate ke le cose piu condite e piu cotte hanno un buon sapore e quindi piu gradevole…….
e poi noi simao come le pecore………dove va la pubblicità corriamo ……
quindi pensate bene a cosa mangiate e cosa bevete
la famigeratoa coca cola i militari ci puliscono i cannoni pensate cosa possa fare nel vostro stomaco(io nn la bevo).
a buon inenditor
Salve,
Io personalmente non lo mangerò più, l’ho comprato una due volte, l’ho assaggiato e non sa di nulla!
Ma comprendo che ad alcune persone forse puo’ piacere e forse il costo contenuto può risultare interessante …
Non basterebbe informare MEGLIO i consumatori della provenienza dei prodotti? Saranno poi loro a scegliere cosa voler fare della loro scelta alimentare .
questo significa educare, portare le persone a ricercare, studiare riflettere e lasciarle poi decidere da sole.
Questo a suo tempo farà di conseguenza l’andamento del mercato .
Di schifezze ne abbiamo troppe , oggi nei paesi industrializzati si muore per troppo cibo non per fame
Poco tempo fa, Licia Colò in uno dei suoi programmi televisivi invitò a parlare del pangasio un esperto nutrizionista che non ne ha parlatio affatto male, mettendo in luce che alcuni colossi della germania stanno coltivando il pangasio nel fiume giallo utilizzando validi sistemi di bonifica che ne garantiscono la qualità.
Io, mi fido e a dirla tutta è buono come il merluzzo ed altri pesci e costa meno della metà. Aggiungo che, se ci facessero pagare il giusto per il nostro buon pesce forse non sarebbe necessario ricorrere a quello del vietnam.
date uno sguardo, e fatevi un’idea
http://www.youtube.com/watch?v=N6N2SX51d7w
http://www.youtube.com/watch?v=yrzIZ85UTx4
http://www.43zero58.com/pangasio-quello-che-dovete-sapere-462
Io sta roba non la mangio
Il problema é quando te lo servono cotto, dicendoti che é altra cosa: come si fa?
Idem per i preparati a base di pesce (bastoncini ma non solo)
Dove vivo io (Repubblica Dominicana) il “filete de basa” é sempre piú diffuso, e molto piú conveniente del quasi identico “filete de mero” (cernia, proveniente dai mari tropicali).
Come potró mai distinguerli, una volta fritti e serviti?
Anch’io ho acquistato l’altro giorno per la prima volta il filetto di pangasio e per caso leggengo una ricetta proprio su internet sono venuta a conoscenza della sua provenienza.Non so se in futuro avro’ più voglia di comprarlo ma credo che qualsiasi alimento se consumato sporadicamente non faccia male.
Io lo mangio con molto llimone, ed è buonissimo. a me piace tanto.
E’ incredibile come esistano ancora tanti lavandini. Definisco come lavandino uno che ingoia qualsiasi cosa senza capire o apprezzare quello che ingoia.
Io mangio pangasio in quantità e trovo che sia il migliore tra i pesci che si trovano congelati nei supermercati non solo come prezzo ma anche come sapore. Dapprima lo mangiavo condito con spezie, poi mi è venuto il dubbio che la bontà che denunciavo fosse dovuta alle spezie. Ho provato a farlo cuocere in padella senza aggiungere nulla assolutamente nulla. E’ ancora ottimo.
Un consiglio: lo dovete far scolare e liberare dall’acqua che contiene in tutti i modi possibili, non sono io che devo insegnarvi. Il peso iniziale di un Kg. si riduce a 700 gr, A questo punto lo potete cucinare.
Ripeto, sono esterrefatto da come tante persone si lascino plagiare da qualche affermazione lanciata da qualche cretino senza alcun fondamento.
L’ho preso proprio oggi e, cercando una ricetta su internet, sono venuto a conoscenza della sua provenienza ………….
……….. il fiume Mekong ?!?!?
Vabbè va, intanto lo tengo sotto osservazione (stasera senza luce voglio vedere se è fosforescente) e poi sabato passano per l’umido.
Io mi fido del barboncino !
Perchè non parliamo allora del cefalo che si nutre in prevalenza di detrito organico (ossia cacca)? E’ messo in bella mostra sui banchi delle pescherie nostrane!!!
Credo che se il Pangasio è arrivato sin nei nostri negozi, è sicuramente stato controllato e lo sarà sempre dagli organi preposti.
Piuttosto che prendervela con il Pangasio, prendetevela con la nostra filiera che fà lievitare i prezzi in un modo vergognoso!!!!!
Conoscevo la provenienza del pangasio ma non mi era venuta la curiosità d’indagare più di tanto perchè non mi sarebbe mai venuto in mente di acquistarlo e meno che mai mangiarlo (tra tutti i cibi poco sicuri che inconsapevolmente e quotidianamente ingurgitiamo, almeno evitiamo di nu- trirci con quelli di così dubbia origine . . .). Dunque non l’avevo mai visto.
Ieri, trovandomi fuori la zona di mia abituale spesa, sono entrata in un grande negozio di pro- dotti surgelati per comprare dei “fiori” di merluzzo; scoprire – proprio accanto – i filetti di panga- sio, è stata proprio una sgradevole sorpresa: ERANO IDENTICI e NON RICONOSCIBILI se non fos- se stato per i nomi sui cartellini. Allora, ferma restante la mia volontà di scelta, mi chiedo: co- me faccio a capire se un commerciante disonesto, per super-lucrare, non mi vende l’uno per l’al- tro??? Per non parlare dei controlli (a campione “sic”) e fatta salva l’etica di pochi o molti impor- tatori, distributori e negozianti, c’è da fidarsi?
Cucinato al formo è squisito.. molto leggero.. Poi per quanto riguarda la provenienza, si potrebbe discutere. Però NON ha un sapore di arsenico o mercurio. Preferisco mangiare il pesce cotto da me piuttosto che mangiarlo in un ristorante. Comunque la preoccupazione c’è, ma non più di tanto; variare è il segreto come dice il dott.re e i problemi sono altri, come per esempio il rincaro dei prodotti a causa di filiere lunghe (un processo quasi voluto).
http://www.youtube.com/watch?v=shhNLQKN0gE
Un pesce che non sa di pesce esula già da sé dal concetto di “buonissimo”. Viene la pelle d’oca a constatare come si stia perdendo il gusto e l’abitudine ai sapori tradizionali. Sono appena uscita da quasi 6 mesi senza sentire gusti ed odori, e l’idea di cercare volutamente roba stopposetta ed insipida (me l’hanno rifilato senza dirmi cos’era, e senza pregiudizi mi è sembrato insulso) mi fa senso.
Le patatine fritte… certo che fanno male. Ma non ha senso paragonare un pesce, che viene fatto mangiare “per forza” ai bambini perché fa bene, e un cibo sfizioso e gratificante, da elargirsi come “premio” una volta tanto. Il punto è di educazione alimentare: non ci si dovrebbe nutrire di patatine, bensì considerarle un optional ogni tanto.
A parte queste considerazioni personali… vedo una contraddizione di fondo fra l’attuale situazione in cui ci si lamenta della precarietà del lavoro e della disoccupazione, poi si corre ad acquistare su mercati esterni. NOn si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. O ci convinciamo che occorre spendere un po’ di più per mantenere l’occupazione e quindi lo stesso tenore di vita, magari risparmiando sul superfluo, oppure continueremo a vedere industrie che chiudono, campi abbandonati perché non convenienti e prodotti nostrani con prezzi alle stelle perché ormai rari e di nicchia.
Bisognerebbe anche meditare ad una scala un pelo più ampia del proprio singolo essere al mondo, visto che comunqur facciamo parte di una società e di un Paese.
Questo indipendentemente dal fatto che il pangasio sia o non sia meno valido di altri pesci.
Comunque non sa da niente…
Anche io sono stato suggestionato dalla pubblicità negativa contro il Pangasio che prima mangiavo volentieri e ritengo sia indispensabile una voce di verità ufficiale. D’altra parte non vedo particolare accanimento verso alcuni tipi di tonno (manipolato e pericoloso e costoso). Il 60 % (mi pare) del pesce è importato e la maggior parte dello stesso viene da allevamenti del Pacifico o dell’oriente. Quanto al pesce nazionale sarebbe utile conoscerne le modalità di allevamento e la località da cui proviene, anche se i rivenditori possono offrire sufficienti garanzie sulla genuinità dei prodotti. Qui si parla di pesce, ma si pensi davvero alle modalità di allevamento dei polli, alla qualità delle uova, alla provenienza dei maiali e dei loro derivati, degli additivi…. A pesci e funghi provenienti da località disastrate per millenni a venire dalle contaminazioni radioattive…. ci saranno controlli in questo senso ? E, comunque, 9 milioni di famiglie italiane vivono con un reddito inferiore a 1000 euro al mese, altri 4 milioni non superano i 1200….. e non hanno alternativa all’acquisto di Pangasio, pollo gonfiato, maiale di dubbia provenienza e vedure irrorate di ogni tipo di veleno che garantisce la massima produzione e il costo più basso, olio da 2 euro al litro, latti rigenerati in formaggio da quattro soldi e via dicendo…. Per molti non c’è alternativa al pangasio e alle mozzarelle tendenti al blu notte, peraltro molto romantico… Io riprenderò a nutrirmi poco e con prodotti dal costo sospetto perché l’alternativa è non telefonare, non accendere il riscaldamento, non mangiare una schifezza di pizza, non comprare scarpe confortevoli (visto che ormai ci si può muovere solo a piedi)… Quindi….mi piace tanto il pangasio.