Caratteristiche del Clostridium Perfringens
Il Clostridium Perfringens fa parte del genere dei Clostridi. Sono dei batteri ubiquitari, anaerobi, sporigeni, Gram positivi.
Classificazione del Clostridium Perfringens
| Clostridium Perfringens | Gruppo 1 | Gruppo 2 | Gruppo 3 | Gruppo 4 |
| Tipo A |
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| Tipo B |
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| Tipo C |
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| Tipo D |
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| Tipo E |
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Condizioni di crescita del Clostridium Perfringens
Il Clostridium Perfringens cresce in condizioni di assoluta anaerobiosi, cioè in assenza di ossigeno. Il range di temperature per la crescita varia da 15 a 50° C, con un ottimo di crescita di 43 – 45°C. Il PH minimo che consente la crescita del batterio è pari a 5. La Aw (attività dell’acqua o water activity) minima per la crescita del Clostridium Perfringens è di 0,95, mentre la concentrazione di sale (NaCl) massima sopportata dal batterio è del 7 – 8%. Il D100 °C va da 0,01 minuti. Per evitare lo sviluppo del batterio Clostridium Perfringens, gli alimenti dopo cottura dovrebbero essere conservati a temperature inferiori a 10°C, oppure superiori ai 70°C.
Patogenesi della malattia
Alcune cellule batteriche di Clostridium Perfringens, contenute nell’alimento possono sopravvivere al transito nello stomaco e si moltiplicano rapidamente nell’intestino, producendo spore e liberando enterotossine. Le più pericolose e quelle che causano enteriti come già detto sono le tossine alfa e beta.
L’alfa-tossina agisce provocando un aumento della permeabilità capillare, rafforzando il flusso sanguigno nel tenue e provocando diarrea con dolori addominali. La sintomatologia compare dopo circa 8 – 20 ore dall’infezione, e si risolve anche in 24 ore.
La beta tossina invece provoca lesioni necrotiche nell’intestino tenue, consistente in una diarrea sanguinolenta, dolori addominali e ostruzione della mucosa intestinale. Le tossine beta vengono inattivate dalle proteasi intestinali come la tripsina. La patologia, infatti si manifesta in quei soggetti che hanno una diminuita attività proteolitica a livello intestinale. Questa forma di enterite compare dopo 1 – 5 giorni dall’infezione e può risultare fatale.
Alimenti a rischio di contaminazione da Clostridium Perfringens sono:
- Carne cotta;
- Sughi di carne;
- Salse;
- Minestre.
Consigli pratici
Per evitare il contagio da Clostridium Perfringens è importante rispettare le normali norme igieniche, cioè mantenere in buono stato di pulizia la cucina, cuocere bene i cibi e consumarli entro 30 minuti dalla cottura, a meno che non siano conservati in frigo.
Risorse web:
- Clostridium Perfringens e significato sanitario
- Genoma Clostridium Perfringens
- Clostridium perfringens
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tutti i clostridi sono gram positivi non negativi…
Piccolo errore
Grazie per la segnalazione.