Staphylococcus Aureus

I batteri del genere Staphylococcus aureus sono dei cocchi Gram-positivi e formano delle colonie di color oro (dovuto alla presenza massiccia di carotenoidi), disposti a grappoli, sono privi di capsula evidente, sono asporigeni, ed immobili.
Nel metabolismo sono dei batteri aerobi ed anaerobi facoltativi, catalasi-positivi e fermentanti il glucosio.

Patogenicità

I batteri del genere Staphilococcus Aureus hanno la caratteristica di acquisire facilmente resistenze agli antibiotici, grazie ai plasmidi e producono numerose tossine ed enzimi.
I fattori di virulenza dello stafilococco aureus, sono molteplici, oltre agli antigeni di superficie (antigene capsulare e antigeni parietali), il batterio può produrre esotossine, citolisine, leucocidina (una tossina che uccide i globuli bianchi) ed altri esoenzimi.
I più pericolosi fattori di virulenza dello staphylococcus aureus sono le enterotossine, le quali hanno la caratteristica di essere estremamente resistenti, infatti resistono alla cottura e sono inattivate a temperature di 110°C per 50 minuti e 120°C per oltre 20 minuti. Inoltre resistono all’azione degli enzimi gastro‑intestinali, sono cronoresistenti (cioè dopo la loro formazione possono persistere negli alimenti anche fino a 18 mesi), sono crioresistenti (resistono al congelamento) e sono acido-resistenti. Nell’uomo le enterotossine agiscono sui visceri addominali, dove producono uno stimolo che raggiunge i nervi simpatici e il vago, causando al mal capitato vomito. Il vomito sopraggiunge dopo circa 1 – 6 ore dall’ingestione e talvolta può essere accompagnato da diarrea.

Alimenti a rischio

Di solito i generi alimentari più a rischio di contaminazione da stafilococco aureus sono quei cibi ad elevato contenuto proteico (come la carne), molto manipolati, poco acidi , il pesce, il latte e i suoi derivati e le uova e derivati, ed i prodotti di gastronomia sottoposti a salagione.

Consigli pratici

Nel prevenire la contaminazione dei cibi da parte dello stafilococco aureus è necessario consumare i cibi poco dopo la loro cottura, ed evitare tempi troppo lunghi tra la cottura e il consumo. Nella cottura raggiungere sempre elevate temperature e se i cibi devono essere mantenuti caldi, mantenerli a temperature superiori a 70°C, le quali impediscono la moltiplicazione dello staphylococcus aureus. Se i cibi dopo cottura devono essere conservati in frigo, assicurarsi che raggiungano velocemente e mantengano temperature inferiori ai 7°C.

Risorse web:

Non ci sono articoli correlati.

Commenti

  1. Vitagliano Filippa says:

    La pediatra appene le ho letto telefonicamente che nel tampone tonsillare c’era lo staphilococcus aerus mi ha detto che non è niente e che non si deve curare con antibiotico. Ma è vero? Non capisco più nulla dato che invece su internet si dice e si spiega che può anche essere pericoloso! E’ possibile avere risposta? Grazie in anticipo

    • Buongiorno Filippa, purtroppo io non sono in grado di darle una risposta a questa domanda.
      In genere alla gola è lo streptococco quello che è pericoloso e che da preoccupazioni.
      In parole povere si fidi della sua pediatra, non è lo streptococco.
      Magari per scrupolo se vuole può far eseguire un antibiogramma, ma senta la dottoressa.
      Se il problema non è grave non ha senso preoccuparsi inutilmente.
      Le cose che ha letto in questo articolo sono riferite all’infezione alimentare, che è tutt’altra cosa.

  2. barbara says:

    ciao mia figlia ha preso staphilococcus aureus era piena di puntine piene di materia nel petto e sul braccio l’ho curata con antibiotico e pomata

Lascia un commento