Virus Enterici

virus alimenti Virus Enterici

I virus enterici sono delle particelle sferiche con diametri che vanno da 25-35 nm per il virus dell’Epatite A, a 75 nm per i Rotavirus. Se ne conoscono 120 specie. I virus trasmessi con gli alimenti contengono al loro interno come materiale genetico una sola catena di RNA, protetta dal rivestimento esterno. Invece per i virus enterici contenenti DNA non è stata dimostrata la trasmissione attraverso cibo e acqua. La dose infettante dei virus enterici è molto bassa, e in alcuni casi basta una sola unità virale infettante per causare malattia.

Classificazione dei virus enterici

I virus enterici sono divisi in tre classi:

Virus a trasmissione oro-fecale:

  • Virus dell’Epatite A
  • Virus dell’Epatite B

Virus che causano gastroenteriti:

  • Norovirus (NoV)
  • Saporovirus (SaV)
  • Rotavirus
  • Adenovirus 40 e 41

Virus che replicano nell’intestino, ma che causano patologie in altri organi:

  • Enterovirus

Virus negli alimenti e nei molluschi.

I virus negli alimenti, soprattutto in cozze e vongole, sono più diffusi di quanto si possa pensare, e oltretutto sono di difficile determinazione. Infatti solitamente quando si analizzano gli alimenti, per certificarne la salubrità, di solito non si fanno ricerche di virus, a meno che non ci siano indicazioni specifiche.
Gli alimenti a maggior rischio contaminazione sono i prodotti della pesca e soprattutto i molluschi bivalvi, come le cozze e le vongole, che sono animali filtranti. Essi infatti filtrano l’acqua e concentrano le sostanze in essa contenute, quindi se ad esempio una zona costiera in cui crescono le cozze, le acque sono contaminate dal virus dell’Epatite A, questo si andrà a concentrare in questi molluschi. Quindi i molluschi bivalvi come cozze e vongole sono un importante strumento di trasmissione dei virus enterici. Per questo motivo con il decreto legislativo 530/92 sono state redatte delle norme sanitarie per la produzione e l’immissione sul mercato dei molluschi bivalvi vivi destinati al consumo umano. Si sono stabiliti i limiti di tollerabilità per i contaminanti chimici e biologici (non sono previsti limiti per il contenuto in virus enterici) e le zone di allevamento sono state suddivise in tre fasce:

  1. Zona A (possono essere consumati direttamente)
  2. Zona B (devono essere depurati o trasportati in zona A prima del consumo)
  3. Zona C (Devono essere tabulati in zona A per almeno 2 mesi prima del consumo)

I virus enterici inoltre resistono al congelamento e alla cottura.
Altri alimenti a  rischio di contaminazione sono:

  1. Frutta,
  2. Verdura,
  3. Latte,
  4. Carne.

Questi alimenti, di solito subiscono una contaminazione tramite l’acqua. Infatti se l’acqua per gli animali è contaminata, potremo trovare il virus nella carne e nel latte ad esempio, mentre se laviamo frutta e verdura con acqua non potabile e contaminata da virus enterici, questi ultimi potrebbero restare sulla superficie.

Inoltre altre vie d contaminazione virale possono essere rappresentate da:

  1. Secrezioni di persone infette,
  2. Insetti,
  3. Roditori,
  4. Animali infetti.

Risorse web:

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