Complicanze del diabete

zucchero Complicanze del diabete

Dopo alcuni anni dall’inizio della malattia, nel soggetto diabetico si verificano diverse complicanze che possono essere acutecroniche. Le complicanze acute sono quelle che si verificano a carattere ematologico (iperglicemiche e ipoglicemiche) interessando poi tutto l’organismo, quelle croniche interessano invece il sistema cardiovascolare e quello nervoso.

Complicanze Acute

Iperglicemiche

Nell’iperglicemia si mettono in competizione gli acidi grassi liberi con il glucosio per le esigenze energetiche delle cellule muscolari. Nel digiuno va bene che gli acidi grassi siano privilegiati dal muscolo, ma se questo avviene anche fuori dal digiuno gli acidi grassi competono con il glucosio che non viene utilizzato neanche quando dovrebbe e l’iperglicemia postprandiale aumenta ed il fegato continua a produrre glucosio anche fuori dal digiuno. La complicanza iperglicemica più frequente, soprattutto nei soggetti diabetici di tipo I è la chetoacidosi diabetica; essa si manifesta poiché, non essendo utilizzabile il glucosio per la carenza insulinica, si attiva l’ossidazione degli acidi grassi, che causa unaccumulo di corpi chetonici (acido acetacetico, β–idrossibutirrato e acetone), originando così un quadro di acidosi (diminuzione del ph sanguigno). Questi corpi chetonici sono molto volatili e vengonoeliminati con il respiro, determinando un cattivo odore dell’alito. Di solito il glucosio viene riassorbito completamente dai reni, ma in certi casi, quando supera i valori di 500 mg/dl, si ha una notevole eliminazione dello zucchero con le urine, causando una eccessiva perdita di acqua ed uno stato didisidratazione, da cui si osserva secchezza della cute e delle mucose. Altre complicazioni sono la riduzione della pressione arteriosa e l’aumento della frequenza cardiaca (tachicardia). Spesso questi sintomi sono accompagnati da nausea e vomito, dolori addominali.

Ipoglicemiche

Frequentissima, ricordiamo l’ipoglicemia acuta. Le cause sono: stress, vomito, attività fisica estrema, ritardo o mancanza di alimentazione, o anche la somministrazione in dosi errate di insulina esogena. Il soggetto presenta una grave riduzione della glicemia, al di sotto di 60 mg/dl (30-60 mg/dl). Normalmente l’organismo ha bisogno di mantenere un livello di glucosio circolante al di sopra degli 80 mg/dl per garantire il funzionamento ottimale degli organi e soprattutto del cervello, che è l’organo che risente maggiormente dell’ipoglicemia.sintomi legati a questa complicanza sono: fame improvvisa, sudorazione fredda, tachicardia, tremore, dolori addominali, sdoppiamento della vista, confusione mentale. Lo stato di ipoglicemia viene in genere avvertito dal soggetto con un certo anticipo, ma i sintomi non devono mai essere sottovalutati, poiché a volte si possono manifestare sottoforma di coma. Appena il soggetto avverte i sintomi dell’ipoglicemia dovrebbe subito introdurre zuccheri a rapido assorbimento, all’incirca 20 grammi di zucchero oppure un cucchiaio di miele. Il problema quando si verifica il coma è l’impossibilità di assumere direttamente gli zuccheri tramite l’alimentazione.

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