
Il diabete mellito (dal greco Diabete: “dia”=attraverso “bete”=passare) è una malattia metabolica, nella quale, per assenza dell’ormone insulina (normalmente secreto dalle cellule β del pancreas) o per ridotta azione della stessa sugli organi bersaglio (ovvero fegato, muscoli, e tessuto adiposo) viene reso parzialmente o totalmente impossibile il metabolismo del glucosio, che persistendo quindi nel circolo ematico, causa una condizione di iperglicemia cronica. Il diabete in passato è stata una malattia abbastanza rara finché lo zucchero non è diventato un genere alimentare a basso costo e di largo consumo all’incirca negli anni ‘50. Ora invece il diabete mellito è una malattia molto comune, presente in circa il 5% della popolazione. In questa percentuale sono inclusi i casi determinati da pancreopatie, endocrinopatie, diabete gestazionale, e altre forme rare su base genetica. I sintomi più evidenti di questa patologia sono: glicosuria (presenza di zucchero nelle urine, determinata dal superamento della soglia di filtrazione renale), poliuria (emissione di urina in quantità maggiore di 2,5 Litri al giorno causata dal “richiamo” di acqua da parte del glucosio presente nelle urine), polidipsia (necessità di bere per compensare l’eccessiva eliminazione di acqua), astenia e polifagia (ovvero stanchezza e fame eccessiva, dovute all’incapacità delle cellule di metabolizzare il glucosio). Vengono distinte tre sottoclassi cliniche di diabete mellito, ovvero di tipo I, di tipo II e di altri tipi.
Risorse web:
Non ci sono articoli correlati.

La tua opinione in nutrizione