
Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare – DCA
Con la dicitura disturbi del comportamento alimentare (DCA), si fa solitamente riferimento ad un disturbo o ad un disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo ed il proprio corpo che compromette la qualità della vita e dai rapporti sociali dei pazienti affetti da questa patologia. Fanno parte dei disturbi del comportamento alimentare (DCA):
- l’anoressia,
- la bulimia,
- disturbi del Comportamento Alimentare non altrimenti specificati.
Le caratteristiche psicopatologiche comuni che si riscontrano in persone affette da disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono:
- Convinzioni distorte nei confronti del cibo e dell’alimentazione;
- Convinzioni distorte nei confronti del peso;
- Convinzioni distorte nei confronti della forma del corpo;
- Atteggiamenti autoprescrittivi riaguardo al cibo.
Eziologia della malattia
I fattori che predispongono un individuo allo sviluppo di un disturbo alimentare, che inducono l’esordio della malattia e che mantengono il disturbo una volta stabilitosi, non sono ancora completamente chiari. L’interazione tra fattori biologici, fattori psicosociali, e fattori culturali contribuisce all’esordio della malattia.
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono in costante aumento. I fattori socio-culturali, i modelli proposti dai media che sempre più esortano alla magrezza, sono imputati nell’incremento dell’anoressia nervosa, ma analizzando la situazione individuale del paziente sembra piu’ importante soffermarsi sulla storia clinica e familiare chiedendosi quanto possa influenzare l’eziopatogenesi e il decorso di tali disturbi alimentari, chiedersi quali caratteristiche o tratti di personalitá accomunano pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare (DCA).
Teorie biologiche dei disturbi del comportamento alimentare (DCA)
Bisogna distinguere tra i fattori biologici che fanno nascere i disturbi alimentari e le anomalie biologiche che risultano dalla malattia.
- Fattori genetici: studi su famiglie e su gemelli suggeriscono che vi è una diatesi genetica sia per l’anoressia che per la bulimia; nell’anoressia vi è il 50% di concordanza tra i gemelli monozigoti e il 7% nei gemelli dizigoti, mentre nella bulimia nervosa vi è il 23% di concordanza tra i gemelli monozigoti e il 9% nei gemelli dizigoti. Sebbene questi studi suggeriscano che certi individui possano essere geneticamente predisposti ai disturbi alimentari, il meccanismo non è ancora compreso. Una predisposizione genetica non significa che una persona è destinata a sviluppare un disturbo alimentare, ma piuttosto che ha un maggior rischio se è presente l’ambiente culturale e psicologico giusto.
- Fattori neuroendocrini: il sistema neuroendocrino (ipotalamo, ipofisi e ghiandole endocrine) è stato per molti anni considerato una “finestra” per poter osservare il funzionamento cerebrale. Per un certo periodo di tempo si è pensato che anomalie neuroendocrine (quali bassi livelli di estradiolo, ridotta secrezione dell’ormone luteinizzante e follicolo-stimolante, alti livelli di ormone della crescita) fossero cause potenziali nell’insorgenza di disturbi nel comportamento alimentare. Ora è stato chiarito che, per la maggior parte, sono delle conseguenze della malnutrizione piuttosto che marcatori di tratto preesistenti.
- Neurotrasmettitori e neuropeptidi: i neurotrasmettitori, come noradrenalina e serotonina, regolano l’appetito, il senso di sazietà e il tono dell’umore. I livelli anomali dei neurotrasmettitori e dei loro metaboliti sono stati evidenziati nel sistema nervoso centrale (SNC) e nella circolazione periferica nelle pazienti con disturbi alimentari e in alcune pazienti guarite. I sistemi serotoninergici e noradrenergici nelle pazienti con bulimia e con anoressia sembrano essere ipoattivi.
- Fatori culturali: i mezzi di comunicazione di massa bombardano il pubblico con immagini di corpi perfetti, con l’implicazione che è questo e soltanto questo, che garantisce la felicità e la soddisfazione. Le immagini delle donne fornite dai mass media suggeriscono che l’apparenza esterna è assai più importante dell’identità della persona. Un’importante caratteristica epidemiologica dei disturbi alimentari è che sembrano essere limitati a certe culture, verificandosi in primo luogo nei paesi sviluppati del Nord America e dell’Europa, così come in Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Il rischio di malattia può essere correlato al grado di assimilazione di una persona alla cultura dominante in un Paese. Sebbene i disturbi alimentari siano comunemente considerati come malattie della classe media e alta delle donne bianche, gli studi hanno documentato in modo crescente la presenza di disturbi del comportamento alimentare (DCA) tra le donne delle minoranze e delle varie classi sociali.
- Fattori psicosociali: nella letteratura, per quanto riguarda l’anoressia nervosa, vengono sottolineate: caratteristiche familiari tipiche: inglobamento, iperintrusione dei familiari, l’iperprotezione dei genitori nei confronti dei figli, la rigida adesione ai ruoli nella famiglia e l’evitamento di conflitti aperti. Conflitto inconscio tra dipendenza e separazione o individuazione rifiutando il cibo, che dovrebbe nutrire il corpo, la paziente blocca le sue capacità di diventare una donna adulta e indipendente.
Incidenza dei disturbi del comportamento alimentare (DCA)
L’incidenza dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) all’interno della popolazione adolescenziale è così ripartita:
- 1% soffre di anoressia;
- Tra l’1% e il 5% soffre di bulimia;
- Tra l’8% e il 15% presenta disturbi alimentari importanti o comportamenti indicatori di rischio;
- L’età d’insorgenza è calcolata in genere tra i 14 e i 18 anni, con una netta prevalenza femminile.
Negli adolescenti l’insorgenza di disturbi del comportamento alimentare (DCA) e la malnutrizione derivante causa anche l’interruzione delle mestruazioni, il che può servire ad alleviare l’ansia in un’adolescente che considera minacciosa la prospettiva della femminilità.
Risorse web:
- AIDAP – Associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso
- OSPE – Azienda ospedaliero universitaria di Ferrara – Disturbi del comportamento alimentare
- Ce.S.Te.P – Centro per lo studio e la terapia delle psicoterapie -Disturbi del comportamento alimentare
- ANAD – National association for anorexia nervosa associated eating disorders bulimia nervosa
- NIMH – Istituto nazionale di salute mentale
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