Anoressia nervosa


anoressia nervosa nelle giovani donne e modelle e società

Storia dell’anoressia

Il termine ANORESSIA deriva dal greco “ANOREXIA” e significa mancanza di appettito, ma in realtà chi soffre di questa disturbo si rifiuta di mangiare pur avendo una intensa fame. L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare (DCA) caratterizzato da una restrizione dell’alimentazione dovuta a una eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee, che si esprime in una continua e ossessiva paura di ingrassare e nella ricerca della magrezza. Si definisce “magrezza” quella condizione caratterizzata da una importante riduzione dei depositi di grasso sottocutaneo tale che la massa adiposa costituisce meno del 5% della massa corporea globale o che il peso corporeo sia inferiore di almeno il 15% al peso teorico o ideale Vari autori hanno studiato il problema dell’anoressia:

  • Nel 1874 Gull definí tale forma una malattia della mente;
  • Nel 1914 Morris Simmonds ricondusse i disturbi anoressici a un fattore organico scatenante: l’atrofia nel lobo anteriore dell’ipofisi e denominò tale patologia Morbo di Simmonds;
  • Lasegue classificò l’anoressia come una forma clinica di altri disturbi psichiatrici quali l’isteria , la schizofrenia…;
  • Verso la fine degli anni ’30 si riparlò di anoressia come di una malattia non riconducibile al morbo di Simmonds o ad altre patologie, riconoscendo all’anoressia una propria autonomia nosografica;
  • Nel 1965 CRISP propose il termine “fobia del peso” per indicare che il carattere fondamentale di questo disturbo risiede nell’esasperata ricerca della magrezza e nel rifiuto di mantenere un peso normale.

I criteri diagnostici per l’anoressia nervosa sono stati stabiliti dal DSM IV ed in sintesi sono rappresentati da tre caratteristiche principali:

  1. Paura morbosa di aumentare di peso;
  2. Perdita di peso grave (per parlare di anoressia nervosa , il calo ponderale deve essere almeno del 25% del peso originale o maggiore del 15% del peso corporeo ideale). Nell’anoressia il peso viene mantenuto a livelli piu’ bassi che nella bulimia con un Indice di Massa Corporea solitamente al di sotto di 17,5.
  3. Amenorrea ( mancanza del ciclo mestruale da almeno 3 mesi).

Il quadro psicopatologico dell’anoressia è caratterizzato da :

  • alterata percezione della propria immagine corporea;
  • Manifestazioni fobiche nei confronti del cibo;
  • Paura di ingrassare;
  • Atteggiamenti ossessivi-compulsivi con forme di iperattività;
  • Disturbi dell’affettività.

Fino a qualche hanno fa l’anoressia era considerata prevalentemente una patologia “al femminile”, ma negli ultimi anni è aumentata l’incidenza di anoressia anche nella classe maschile. Le caratteristiche cliniche dell’anoresia nervosa nel sesso maschile sono simili e i criteri diagnostici sono gli stessi : l’amenorrea viene sostituita dalla perdita della libido e dell’attività eiaculatoria.

Eziologia della malattia anoressica

Come ci si ammala di anoressia?
In principio si riduce la quantità di cibo e si escludono gli alimenti considerati “calorici”, ma a poco a poco la dieta diviene più rigida e cresce la paura di perdere il controllo, fino all’inevitabile sua perdita con la tipica la frase “devo mangiare il meno possibile per non ingrassare”. Si tratta di una sfida che richiede sempre più energie per mantenere l’autocontrollo in quanto la restrizione calorica innesca dei meccanismi biologici di protezione per la sopravvivenza che consistono in un aumento della fame e dell’appetito.
Tale condizione può portare a:

  • Anoressia di tipo bulimico, che presenta oltre alla restrizone calorico-alimentare, anche perdite di controllo (abbuffate) e metodi di compenso come vomito autoindotto, uso esagerato di lassativi;
  • Anoressia di tipo restrittivo che usa solamente controllo del cibo e iperattività;
  • Anoressia da iperattività: caratterizzata da un’attività fisica intensa e incontrollabile, utile per dominare l’ansia del pasto, per cui può non esserci un forte controllo sull’assunzione del cibo.

La fase iniziale della malattia anoressica è sempre caratterizzata da una negazione da parte del paziente della malattia stessa . Dal momento che l’anoressia nervosa , in molti casi , non è riconosciuta come un problema dal soggetto che ne è affetto o dai suoi familiari, la consultazione di un medico viene spesso effettuata tardivamente o per il trattamento di disturbi che non sembrano in relazione con l’anoressia ma che in realtà ne sono la conseguenza.

Complicazioni dell’anoressia

Ostuzzi e Luxardi descrivono con precisione tutte le complicazioni della patologia a livello medico . Complicazioni classiche della denutrizione anoressica sono:

  • Oligomenorrea (diradazione dei cicli mestruali);
  • Amenorrea (assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi e scomparsa del ciclo mestruale per lunghi periodi).
  • Si associa ad una ridotta secrezione di gonadotropine che presentano livelli tipici dell’età prepuberale e puberale. Nell’uomo riduzione dei livelli circolanti di testosterone.
  • Anemia (diminuzione dei globuli rossi del sangue),
  • Leucopenia ,
  • Debolezza muscolare con ipotrofia ed ipotonia del tessuto muscolare (i muscoli si riducono enormemente e perdono la loro forza.),
  • Insonnia,
  • Perdita dei capelli,
  • Ipertricosi (aumento della peluria corporea),
  • Secchezza della pelle che tende a diventare giallastra per ipercarotenemia ,
  • Disidratazione, ipersensibilità al rumore e alla luce.
  • Osteoporosi (assottigliamento ed aumento della fragilità ossea causata da una diminuzione di calcio ed estrogeni. Contribuisce anche il fatto che dopo aver esaurito la massa adiposa e muscolare, si ha un consumo della matrice ossea scheletrica.)

Nell’anoressia si riscontrano inoltre ripercussioni sul sistema cardiocircolatorio con comparsa di :

  • Bradicardia (con valori di 60 battiti al minuto) dovuta ad ipertono vagale;
  • Ipotensione legata probabilmente al diminuito spessore delle pareti ventricolari , alla ridotta contrattilità miocardica e alla disidratazione con ipovolemia e riduzione delle cavità cardiache (nei casi piu’ gravi si può avere prolasso mitralico con episodi sincopali e turbe del ritmo cardiaco).

Nei soggetti anoressici il volume gastrico è normale o ridotto, lo svuotamento gastrico è rallentato sia per i cibi solidi che per i liquidi.
Nell’anoressia si presenta anche una sofferenza epatica che si manifesta con epatomegalia, incremento delle transaminasi, LDH, gamma GT, fosfatasi alcalina e riduzione di proteine plasmaiche. Riduzione della secrezione degli enzimi pancreatici e della sintesi di proteine pancreatiche con un aumento dell’amilasi indicativa proprio di una sofferenza pancreatica. Valori superiori alla norma dei livelli basali di ormone della crescita (GH) e riduzione dei livelli di somatomedina C. I livelli di cortisolo plasmatici ed urinari aumentati; i livelli di ormone stimolante l atiroide (TSH) circolante nei limiti, livelli ridotti di T3, normali livelli di T4 e livelli aumentati di T3 invertita. Nell’anoressia si hanno anche anomalie del metabolismo dei carboidrati: il fabbisogno di glucosio e amminoacidi viene assicurato dalle riserve di glicogeno epatico e generalmente i livelli glicemici a digiuno sono ridotti. Negli anoressici si presentano aumenti del colesterolo LDL per ridotta eliminazione fecale di acidi biliari e steroli. Altri problemi che insorgono con l’instaurarsi dell’anoressia sono: riduzione dei livelli di proteine plasmatiche come il fibrinogeno e la transferrina; squilibri elettrolitici quali:

  • Riduzione del potassio per gli episodi di vomito e l’abuso di lassativi e diuretici;
  • Riduzione del sodio corporeo per il digiuno prolungato;
  • Riduzioni del magnesio per la diarrea e il vomito il quale puó determinare una perdita di acidi con conseguente alcalosi metabolica ipocloremica ed ipokaliemica.

Nell’anoressia si verifica inoltre iperazotemia causata da una riduzione del filtrato glomerulare e ad un aumentato catabolismo proteico. Si verificano anche modificazioni psichiche come la diminuita capacità di concentrazione, diminuita capacità di pensiero astratto, diminuzione della memoria e di giudizio critico, apatia, depressione, ansia, irritabilità e rabbia, labilità, episodi psicotici, cambiamenti di personalità e isolamento sociale.

Generalmente le problematiche internistiche si risolvono con il recupero ponderale e col ripristino dell’alimentazione. La componente corporea è modificata: Il decremento ponderale riguarda sia la massa grassa che la massa magra (sia quella viscerale che quella muscolare scheletrica); si ha un’espansione del compartimento extracellulare. Nella malnutrizione derivante dall’anoressia si ha inoltre un cambiamento del dispendio energetico in relazione al ridotto apporto energetico e alle modifiche della composizione corporea: riduzione del metabolismo basale (MB).

Anoressia e mortalità

  • Mortalità: 5-6% per decade;
  • Mortalità totale con terapia: circa 10%;
  • Cause di morte: cardiache, polmonari, renali , denutrizione grave…..

Trattamento dell’anoressia

Il cardine del trattamento dell’anoressia nervosa rimane la terapia nutrizionale con il ripristino di un adeguato peso e indice di massa corporea, che potrebbero determinare un aumento delle concentrazioni della leptina endogena e la somministrazione di estrogeni. l Inoltre, le pazienti con anoressia nervosa possono, pur recuperando peso, rimanere amenorroiche per qualche periodo e avere difficoltà a mantenere il peso recuperato, alternando fasi bulimiche.

Risorse web:

  • Profster.ch – Anoressia
  • ABA – Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari
  • Web4health – Anoressia nervosa: rischi, prevenzione, trattamento, primi sintomi, diagnosi e cause
  • Womenshealth – Anorexia nervosa
  • AIDAP – Anoressia Bulimia Obesità Disturbi alimentari – AIDAP – (Associazione Italiana Disturbidell¹Alimentazione e del Peso) – forum

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