Carenza di omega 3 e omega 6


Omega 3 e omega 6Correva l’anno 1938 e poi tutti ce ne siamo dimenticati.
In questo anno venne effettuato uno studio in cui un volontario adulto sano (soltanto con la pressione arteriosa alta) si è sottoposto per un periodo di 6 mesi ad un regime alimentare privo di grassi.
Lo scopo dello studio era quello di valutare i sintomi di carenza da acidi grassi essenziali e se questi si verificavano negli adulti, dato che anni prima nel 1919 e nel 1935 erano stati effettuati studi di questo tipo, ma soltanto su bambini e come si può ben immaginare hanno esigenze nutrizionali diverse dagli adulti e infatti in questi soggetti si verificarono casi di eczema e oltretutto carenze in vitamina D.
Comunque fino al 1938 non era mai stato eseguito uno studio di questo tipo su un adulto umano.
La dieta era composta da succo di arancia, zucchero, amido di patate, vitamina A, vitamina C, latte scremato, fiocchi di latte ottenuti dal latte scremato e altri componenti per garantire l’apporto vitaminico.
Passiamo alla sintesi e alle conclusioni.
1 . Un soggetto umano adulto è stato mantenuto per un periodo di 6 mesi con una dieta quasi priva di grassi ( meno di 0,03g di grasso per chilogrammo di peso corporeo al giorno ), senza nessun danno dimostrabile .
2 . Ratti giovani collocati sulla stessa dieta hanno invece sviluppato la classica sindrome da carenza di acidi grassi essenziali.
3 . Gli unici effetti clinici oggettivi della dieta sul soggetto umano sono stati una graduale perdita di peso corporeo durante i primi 3 mesi: da 69 a 62 kg e una coincidente riduzione della pressione arteriosa che prima dello studio era elevata.
4 . Soggettivamente gli effetti più eclatanti sono stati:
a) scomparsa della sensazione di un sentimento sperimentato in precedenza di stanchezza alla fine della giornata di lavoro,
b) la scomparsa degli attacchi ricorrenti di emicrania di cui il soggetto soffriva da alcuni anni prima della data del presente esperimento .
5 . Il quoziente respiratorio a seguito di un grande pasto della dieta sperimentale è salito a 1.04 , 1.11 e infine a 1.14 su differenti occasioni durante il sesto mese di dieta a basso contenuto di grassi, e che in condizioni identiche, prima e dopo tale periodo, non è mai salito sopra 0.97 e 0.99 rispettivamente. Riguardo il QR, l’effetto della dieta sul soggetto umano è lo stesso che nei ratti.
6 . Determinazioni ripetute del metabolismo basale effettuate prima e dopo il periodo di sperimentazione hanno dato variazioni nei valori variabili tra il 9 e il 12 % , mentre durante il sesto mese di dieta a basso contenuto di grassi è stato al 2%.
7 . Il numero di iodio degli acidi grassi totali del siero durante il digiuno nei campioni di sangue sono diminuiti da una media che va da 123 prima del periodo dietetico speciale a una media di 93
durante il periodo . Allo stesso tempo, l’acido linoleico del siero è stato trovato essere diminuito dal 5,7 al 3,2 % del totale degli acidi grassi e l’acido arachidonico dal 3,2 all’1,8 % .
8 . La diminuzione gli acidi grassi insaturi come risultato del regime senza grassi indica la probabilità che anche il normale soggetto umano adulto, come il ratto, non è in grado di fabbricare gli acidi grassi insaturi, che dovrebbero pertanto essere forniti nella dieta .
9 . Alla luce di quest’ultima osservazione , non può essere presumibile che il soggetto umano possa sopravvivere indefinitamente in una dieta completamente priva di acidi grassi insaturi (Questo lo aggiungo io: ma non si  è riusciti a dimostrare nemmeno sia vero il contrario, è un’osservazione).

Perchè ho voluto proporre questo studio?
Perchè si sente tanto parlare di integrazione di omega 3, omega 6 e compagnia bella quando in un adulto ottenere una carenza è quasi impossibile, anzi da quello che si è visto nello studio un bel periodo in carenza di acidi grassi essenziali (EFA) potrebbe essere anche vantaggioso, infatti il soggetto in esame oltre ad aver avuto benefici sul peso corporeo e sulla pressione ha avuto enormi miglioramenti sull’emicrania e sulla stanchezza di fine giornata e penso che questi siano i mali più comuni nella società moderna.
Lo scopo di questo articolo è proprio quello di far riflettere su questo punto con uno studio datato 1938 che non è stato seguito da altri studi simili per quanto mi risulta (se è vero il contrario vi prego di comunicarmelo nei commenti, aggiornerò l’articolo).
Nel tempo abbiamo iniziato a sbilanciare tantissimo la nostra alimentazione verso il consumo di grassi polinsaturi senza una reale motivazione e anche per quanto riguarda le raccomandazioni delle RDA siamo veramente sicuri che siano realmente così alte?
Qualcuno potrà obiettare parlando di infiammazione, rapporti e via dicendo. Prometto che in futuro parlerò anche di questo.

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