Radicali liberi e antiossidanti: una visione personale


radicali-liberi-antiossidantiNel 2005 leggendo alcuni studi sugli antiossidanti e lo sport mi sono fatto una mia idea sull’argomento e ad oggi non è assolutamente cambiata, anzi, di dubbi non ne ho mai avuti molti a riguardo.
L’argomento antiossidanti / radicali liberi è molto complesso e forse un giorno lo affronterò, però ieri sera mi è capitato di leggere un articolo: “una personale visione sui radicali liberi e antiossidanti” scritto da Barry Halliwell.
Dato che è in linea con il mio modo di vedere l’argomento e dato che non penso siate abituati a ragionare in questi termini ho pensato di inserire scrivere questo articolo traducendo l’abstract.
Dato che siamo in tempo di crisi, qualora spendiate grosse cifre in integratori di antiossidanti, il mio scopo è quello di farvi risparmiare soldini. Badate bene: gli integratori sono utili in rare situazioni, quindi se la vostra non è una rara situazione, vedete di risparmiare i soldini per queste cose e donateli a chi ne ha più bisogno.

In questo articolo si analizza il settore dei radicali liberi/antiossidanti dal 1994 e si discute come è progredita negli ultimi 18 anni la ricerca. In alcune aree ci sono stati soltanto piccoli cambiamenti: il ruolo dei radicali dell’ossigeno e di altre specie reattive dell’ossigeno (ROS) nell’origine o progressione della maggior parte delle malattie umane rimane incerta, con il cancro e le malattie neurodegenerative come probabili eccezioni. Anche nelle malattie in cui  sono coinvolti i ROS ci sono stati pochi progressi nello sviluppo di trattamenti antiossidanti efficaci.
Mega dosi di antiossidanti alimentari hanno fallito nell’intento di prevenire le malattie umane, in parte perché non diminuiscono il danno ossidativo in vivo (come rivelato da affidabili biomarkers).
Comunque alcune strategie che sono note per ritardare l’insorgenza della malattia possono agire, almeno in parte, diminuendo i livelli di danno ossidativo.
Tuttavia, molto di più si sa oggi sulle difese antiossidanti endogene e come sono regolate, il che ha portato ad una più profonda comprensione di come alcuni ROS possano agire come molecole di segnalazione.
Aumentare i livelli endogeni antiossidanti (ad esempio, con la fornitura di “pro -ossidanti”) può essere un approccio migliore per curare e prevenire alcune malattie, rispetto al consumare massicce dosi di “antiossidanti nella dieta.”

This article looks back to the antioxidant/free radical field in 1994 and discusses how it has progressed in the past 18 years. In some areas, there has been little change: the role of oxygen radicals and other reactive oxygen species (ROS) in the origin or progression of most human diseases remains uncertain, with cancer and neurodegenerative disease being likely exceptions. Even in diseases in which ROS are involved there has been little progress in developing effective antioxidant treatments. Mega-doses of dietary antioxidants have also generally failed to prevent human disease, in part because they do not decrease oxidative damage in vivo (as revealed by robust biomarkers). However, some strategies that are known to delay disease onset may act, at least in part, by decreasing oxidative damage levels. Nevertheless, far more is known today about endogenous antioxidant defenses and how they are regulated, which has led to a deeper understanding of how some ROS can act as signaling molecules. Increasing endogenous antioxidant levels (e.g., by supplying “pro-oxidants”) may be a better approach to therapeutics and disease prevention than consuming large doses of “dietary antioxidants.”

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