Celiachia


Cos’è la celiachia

La celiachia si caratterizza per l’induzione da parte di alcuni aminoacidi contenuti all’interno della gliadina del glutine, i quali provocano danno della mucosa intestinale, che alla fine porta ad atrofia dei villi intestinali. I villi intestinali dal punto di vista anatomico sono presenti nell’intestino tenue, e partono dalla seconda porzione duodenale. Questi villi sono presenti anche nel digiuno e tutto l’ileo. Non ci sono nella valvola cecale e nel colon. La funzione è quella di aumentare l’area di scambio dei nutrienti. Nella malattia celiaca (celiachia) c’è un’alterata risposta immunitaria nei confronti della gliadina.

Diagnosi di celiachia

Uno dei metodi per diagnosticare la malattia celiaca (celiachia)è infatti quello di effettuare un prelievo di sangue e dosare gli anticorpi, che sono diversi: prima si misuravano gli anticorpi antigliadina Ig A e IgG, ora si è visto che anche soggetti sani possono dare risposta positiva. Questo test è molto sensibile, ma poco specifico. Adesso sono stati individuati anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio, che danno una sensibilità e una specificità intorno al 95-99%. La risposta anticorpale antigliadina è quindi di primaria importanza sia nella patologia che nella diagnosi di malattia celiaca. Ultimamente quindi si fa una diagnosi senza esami invasivi, come la Esofago-Gastro-Duodeno-Scopia (EGDS), per diagnosticare la celiachia basta un prelievo di sangue. La conferma comunque va sempre fatta con l’Esofago-Gastro-Duodeno-Scopia (EGDS), con un autopsia nella seconda porzione del duodeno. All’analisi istologica vedremo atrofia e appiattimento dei villi, ipertrofia delle cripte e ipercellularità della lamina propria (aumenta l’infiltrato della lamina propria, c’è uno stato infiammatorio, aumentano i monociti, linfociti).
Ciò che varia nella celiachia è il danno: può andare dall’atrofia all’appiattimento dei villi e poi quello che varia è l’estensione del danno. Di solito i pazienti hanno atrofia nel duodeno e parte dell’ileo. Per vedere l’estensione si utilizza il bario e si fa un esame radiografico. Ad una completa atrofia si ha un quadro di malassorbimento molto grave.

Prevalenza della celiachia

La prevalenza della celiachia in Italia è di 1 su 250 persone. Ma questa prevalenza, non è altro che una punta di un iceberg, infatti la maggior parte delle diagnosi si stanno facendo su pazienti quasi asintomatici, o con sintomatologia aspecifica. La prevalenza aumenta con la familiarità: i parenti di persone affette da celiachia, avranno una maggior probabilità di essere affetti da questa malattia, rispetto al resto della popolazione.
La prevalenza è molto aumentata in questi ultimi anni, ma non perché la malattia celiaca (celiachia) sta prendendo sempre più piede, ma piuttosto perché i test sono sempre più specifici, semplici da utilizzare e non invasivi. Prima si pensava che i pazienti che avevano celiachia presentassero solo i sintomi legati al malassorbimento, quali: calo ponderale, diarrea, osteoporosi, osteomalacia, ecc…
La diarrea sarà di tipo osmolare, perché essendoci un malassorbimento le sostanze presenti nel lume intestinale causano un richiamo d’acqua e un aumento del peso fecale. Un test da fare è il test del digiuno. Infatti ci sono vari tipi di diarrea, che possono essere dovuti a malattie infiammatorie o a microrganismi patogeni, e se in caso di celiachia il paziente è messo a digiuno, la diarrea cesserà, mentre negli altri casi no.

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