Colesterolo: molecola della vita o della morte?


Grassi saturi e transSarà la serata, sarà che è un periodo che sento tutti parlare di colesterolo, sarà che ieri in gelateria una ragazza chiedeva il gelato alla soia, sarà che più parli di nutrizione con chi si dovrebbe occupare di nutrizione e più ti accorgi di quanto deserto ci sia intorno a te. Sarà pure che oggi la mia compagna aprendo il frigo mi ha detto che fine abbiano fatte le uova, perchè lunedì ce ne erano 15 e a venerdì ne era rimasta solamente una. Oppure sarà soltanto perchè oggi ho finito delle slide da presentare a dei genitori e dei bambini dove ci saranno un sacco di uova e formaggi, ma è tutta la sera che penso a lui: il colesterolo, la molecola della morte nell’immaginario collettivo.
Non c’è che dire, chi manipola la salute della gente sa fare il suo lavoro e ci sarebbe solo da stringergli la mano per la bravura a far passare la molecola della vita nella molecola della morte.
Ebbene si, stasera voglio scrivere queste righe per fare un elogio alla vita e farvi aprire un po’ gli occhi, almeno la prossima volta che vedrete nelle analisi il colesterolo a 201 al posto di allarmarvi festeggerete perchè probabilmente godete di ottima salute. Io mi preoccuperei e anche parecchio se il colesterolo scendesse a 150 o 160.
Comunque andiamo per gradi.
Partiamo dalle statine. Il loro ruolo è quello di bloccare la funzione di un enzima: l’HMG-CoA reduttasi. Bloccando il funzionamento di questo enzima non si blocca soltanto la produzione di colesterolo, ma di un sacco di altri metaboliti essenziali per il nostro organismo.
Le cellule della glia, che hanno funzione nutritiva e di sostegno per i neuroni, producono colesterolo e bloccando questa funzione si potrebbe incorrere in danni a livello cerebrale.
Dal colesterolo si producono anche ormoni e una loro diminuzione può portare ad una diminuzione della libido, disfunzione erettile, osteoporosi e perdita di capelli.
Un punto chiave: la produzione di Q10. Se una persona assume statine deve assumere obbligatoriamente un integratore di Q10. Questo non lo dicono nei mega convegni dove parlano di aria fritta e colesterolo, ma poi a pagarne le conseguenze sono certi pazienti. Ma non vi preoccupate, fatto un danno c’è un’altra medicina che ve lo risolve. Il Q10 è un potente antiossidante e tenete sempre presente che nell’eziogenesi dell’arteriosclerosi c’è il danno ossidativo alla base (ma ne riparleremo).
Dal coenzima Q10 si produce una molecola chiamata ATP, è quella che ci da energia e fa lavorare i muscoli. Quindi una diminuzione della sua produzione può portare alla sindrome da stanchezza cronica e danni muscolari. Spero che a qualcuno di voi non sfugga che il cuore non è un ammasso di cellule, ma un muscolo!
Bloccando l’HMG-CoA reduttasi si diminuisce anche la produzione di dolicoli. Senza entrare troppo in dettaglio, questi servono per far funzionare bene il sistema immunitario, nell’identificazione cellulare e nella formazione di neuropeptidi.
Quando si blocca la funzione dell’HMG-CoA reduttasi il corpo aumenta la biosintesi di proteine TAU. Vi consiglio di cercare su internet a quali effetti può portare nel tempo questa cosa. Vi annuncio che ci sono molti studi che dicono che le statine riducono la demenza e l’Alzheimer, chissà perchè, ma io non ci credo. Ovviamente ci sono anche quelli che affermano il contrario.
C’è anche una diminuzione nella sintesi di selenio proteine e una loro carenza può essere associata a miopatie (ricordiamoci sempre che il cuore è un muscolo).
Questo è quello che potrebbe succedere quando si va a lavorare farmacologicamente sull’enzima chiave della produzione del colesterolo.
Bisogna imparare a gestire questo enzima con il cibo e lo stile di vita e non con la pasticchina, che da una parte rende tutto più semplice, ma dall’altra ha parecchi effetti indesiderati. E anche per quanto riguarda l’alimentazione per come la vedo io è vero esattamente il contrario di quello che leggete in giro.
Non tratto qui il discorso alimentare perchè è complesso e pieno di varianti, nel senso che un certo tipo di alimentazione può andare bene per una persona ma può essere completamente sbagliato per un’altra (e questo dovrebbe insospettirvi anche su quelle piramidi che vi propinano ogni anno).
Ma andiamo a vedere un po’ che cos’è questo colesterolo e cosa fa.
Punto primo è una molecola antiossidante. Dato che l’arteriosclerosi deriva da un’infiammazione e da un’ossidazione non vedo quali colpe possa avere il colesterolo.
Il problema sono le LDL che mutano e si ossidano. Ma il problema è: perchè si ossidano? La risposta sta nella loro composizione, ma non è il colesterolo. Vi invito a cercare di approfondire la cosa, in fondo lo spunto ve l’ho dato; troverete un bel paradosso.
Comunque la cosa migliore che possiamo fare per prevenire l’arteriosclerosi è cercare di tenere a bada l’infiammazione e di mantenere il nostro corpo con un’ottima difesa antiossidante. Tutte queste cose si fanno con l’alimentazione e il movimento, non servono integratori.
L’unico problema è che dovete farvi una vera cultura alimentare e non leggere le indicazioni su un articoletto, non ha senso.
Poi oltre al ruolo antiossidante il colesterolo e in questo caso il cattivissimo LDL, nel mitocondrio si lega all’ormone tiroideo T3 e da origine al pro ormone pregnenolone. E da questo si originano gli ormoni: progesterone, DHEA, testosterone e cortisolo. Ognuno di questi ormoni ha funzioni importantissime nel nostro organismo. Questo mix tra ormoni tiroidei, colesterolo e nascita di ormoni sessuali per me è una sintesi perfetta della vita e negatemi il contrario se ne siete così convinti.
Inoltre il colesterolo si inserisce nelle membrane cellulari modulandone la fluidità. Anche questa funzione è importantissima e da non sottovalutare. Pensate un po’ alla struttura delle case, se non è ben gestita quando passa il terremoto cosa succede? Così avviene per la cellula, può andare tutto in bene e in meglio, ma quando arriva l’evento avverso? Capito il concetto? Quindi il colesterolo è bene non averne troppo ma nemmeno troppo poco.
Per comprendere meglio il concetto vi faccio presente che nel 1990, un gruppo di ricercatori provenienti da 19 studi in tutto il mondo si sono incontrati in un seminario in Maryland, e hanno unito i loro risultati in tabelle che hanno messo in relazione i livelli di colesterolo totale e la mortalità per tutte le cause. Le tabelle sono state calcolate separatamente per uomini e donne, e i soggetti sono stati categorizzati in quattro categorie, con punti di divisione a 160, 200 e 240 mg / dl.
Gli uomini avevano valori ottimali sui 160 e 200, con un forte aumento della mortalità per valori > 240. Tuttavia, la mortalità era ancora più elevata per il gruppo il cui colesterolo era anormalmente basso (sotto i 160). Per le donne, i risultati sono stati ancora più drammatici dal fatto che per i superiori a 200 hanno tassi di mortalità buoni e ottimale. La mortalità era più alta per coloro il cui colesterolo era tra 160 e 200, e ancora più elevato per coloro il cui colesterolo era sotto i 160. Quindi, sia per gli uomini che per le donne, il gruppo a più elevata mortalità è stato quello al di sotto dei 160mg/dl.
Vi lascio con un articolo che ho visto proprio oggi, che prende in esame un campione di un milione e mezzo di persone (non 10 come sui test degli integratori per capelli) e afferma che alti livelli di colesterolo totale e lipoproteine a bassa densità ( LDL) sono associati ad un minor rischio di ictus emorragico.
P.S. Se avete il colesterolo basso non disperate: fegato, frutta e miele sono un’ottima arma per alzarlo.

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