Il paradosso genetico


Come il cibo interagisce con il DNA
In questi ultimi anni la nutrigenomica sta prendendo sempre più piede e ogni giorno nascono nuovi test per individuare geni responsabili dell’obesità, della resistenza all’insulina, del cancro, ecc…
Non volendo entrare in merito all’utilità di questi test (a volte lo sono, altre sono completamente inutili), perchè in questo caso sarebbe necessario scrivere un intero libro vorrei porre l’attenzione su un fatto molto importante e un articolo da poco letto mi da lo spunto per presentarlo.
Premesso che i geni interagiscono con l’ambiente e che quindi il profilo genetico è si importante, ma anche il contesto sociale e lo stile di vita lo sono altrettanto; vorrei porre l’attenzione sul fatto che se un individuo possiede un determinato corredo genetico, magari legato alla probabilità di contrarre tumori o diabete, esso ci dice soltanto che ci sono maggiori probabilità rispetto alla media della popolazione di ammalarsi di cancro o di diabete, mentre ciò che fa la differenza è sostanzialmente l’ambiente. Quindi in parole povere se uno ha dei polimorfismi legati al diabete, ma conduce uno stile di vita sano, nel 99% dei casi non si ammalerà mai di diabete, mentre un soggetto che non ha particolari predisposizioni genetiche al diabete se condurrà uno stile di vita sedentario e accumulerà grasso viscerale (a livello della pancia) probabilmente in età avanzata manifesterà sindrome metabolica e diabete. Come esempio di tutto ciò posso riportare i Pima Indians. Questi sono una tribù nativa di indiani d’America che appena hanno preso contatto con la civiltà occidentale sono diventati obesi e diabetici, prima non lo erano. Infatti essi possiedono geni che nel loro ambiente erano vantaggiosissimi, mentre nello stile di vita “occidentale” portano solo guai!
Quindi prima di addentrarci nel paradosso genetico vorrei ricordare che:

  1. i geni contano al 50%
  2. la nutrigenomica è una scienza utilissima, ma molto giovane e che richiederà molti anni di messa a punto, e non dovrete stupirvi se un gene che oggi vi dicono che causa il diabete domani scopriranno che protegge dal cancro.

Il primo punto penso di averlo spiegato, ma quello che mi preme è trattare il secondo punto. Pochi giorni fa su galileo leggo un articolo riguardo un gene dell’obesità che amplifica gli effetti benefici degli omega 3.
Quello dei geni dell’obesità è un bel business, perchè le persone grasse amano dare la colpa della loro situazione a qualcosa o qualcuno: spesso è la tiroide, altre volte una pseudo intolleranza alimentare (e spendono fior di quattrini inutilmente), ultimamente la colpa si sta dando anche alla flora batterica intestinale e ai geni.
Non c’è che dire, il profilo genetico influisce moltissimo sulla capacità del corpo di immagazzinare energia sottoforma di grasso e sulla mobilitazione di questi depositi, però come già detto lo stile di vita è la vera arma segreta.
I nostri geni non possiamo modificarli, ma con il nostro stile di vita possiamo modularli, è quì il segreto.
Comunque come già detto le persone grasse amano dare la colpa della loro situazione a qualcosa o qualcuno e molto spesso la ricerca trova nuovi geni legati all’obesità.
Il gene di cui parla l’articolo è il PLIN4,
Vorrei porre la vostra attenzione su questo studio perchè riporta benissimo il “paradosso genetico”, ossia come un gene apparentemente inutile e dannoso può rivelarsi invece un’ottimo alleato della nostra salute.
Il gene in questione con la sua variante “A” è stato trovato soprattutto in persone con un BMI maggiore rispetto a quelli che avevano la variante “G”.
La mia opinione personale è che bisogna comunque approfondire con altri studi se e quanto effettivamente questo gene sia legato all’obesità, magari il suo contributo sarà dell’ordine del 2% (è una mia interpretazione personale).
A parte questo il fatto interessante che è emerso da questo studio è che questa particolare variante genetica PLIN4 “A” legata all’obesità, amplifica gli effetti benefici degli omega3, un be paradosso, non trovate?

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