Un po di soia, un diserbante e ti sterilizzo mezzo mondo. La legge di Monsanto. 9


Pesticidi e ogm.

Roundup

Aggiornamento al 22/06/2012. Se leggete l’articolo siete pregati di leggere anche i commenti per completezza dell’informazione.
Mi scuso veramente con tutti se non scrivo molto sul sito, ma purtroppo di cose da fare ne ho molte e oltretutto a breve ci sarà una bellissima novità, che penso farà piacere a tutti voi utenti e non solo, ma che mi sta portando via un’infinità di tempo.
Comunque veniamo all’argomento di oggi: le multinazionali e i conflitti di interesse.
Si voglio parlare delle multinazionali e tra poco capirete perchè.
Per prima cosa guardatevi questi 2 video, sono in spagnolo, ma si capiscono abbastanza bene.
Io non parlo spagnolo, ma bene o male l’ho capito. Volendo hanno aggiunto anche i sottotitoli in inglese. Parlano del veleno della Pampas argentina e noi non ne siamo immuni.

Seconda parte:

Brutte immagini vero?
Comunque veniamo al dunque: la Monsanto per chi non la conoscesse è una multinazionale impegnata nelle biotecnologie (in passato ha prodotto anche la diossina utilizzata nella guerra del Vietnam e di cui ancora si pagano le conseguenze), commercializza un prodotto: il roundup che contiene glifosato.
Il glifosato è un pesticida che è probabilmente il responsabile di tutte quelle malformazioni che avete visto nel video.
Fin qui non c’è nulla di male, ossia ci sarebbe molto da ridire ma il mondo purtroppo è fatto così. Quelli che devono approvare i prodotti e che devono vigilare la nostra salute, non sempre lo fanno in maniera disinteressata.
Come appena detto fin qui non c’è niente di male perchè la Monsanto ha prodotto un pesticida che purtroppo è stato approvato e la colpa non è la sua, ma di chi ne permette la commercializzazione.
Secondo alcune fonti, fin dal 1980 le autorità sapevano che il glifosato provoca aborti e malformazioni agli animali da laboratorio. Ma ad esempio in Europa nel 2011 l’ente tedesco per la sicurezza alimentare, negò l’evidenza degli studi su difetti alla nascita ed esposizione al glifosato. Io vorrei tanto vedere quella gente che ha firmato quei documenti davanti al giudice a spiegare le loro ragioni.
Però questa volta la Monsanto è andata oltre: ha prodotto una soia geneticamente modificata, resistente al glifosato, l’ha distribuita in Argentina e ha accoppiato la vendita di questa semente con il pesticida roundup, che ha un’efficacia grandiosa contro le infestanti; infatti dal loro sito si legge che la dose letale entra in circolo nella pianta solo dopo 60 minuti.
Pensate un po’ a quei poveri contadini che bel regalo hanno ricevuto, gli hanno donato una super pianta: anche se usano un potente pesticida che fa piazza pulita di tutte le erbacce, questa non muore.
Sembra un sogno.
Ma questo sogno purtroppo si è trasformato in incubo e chi ci ha rimesso sono proprio i bambini di questi poveri contadini e anche loro stessi.
Hanno cercato di risollevare l’agricoltura di una nazione appena fallita con “l’oro verde del campo” come la chiamano loro.
La Monsanto comunque ha pubblicizzato a destra e a manca il suo bel diserbante dicendo che era biodegradabile ed ecologico. E tanto per cambiare si è beccata una bella multa per pubblicità ingannevole, soltanto che la notizia non penso la conoscano coloro che sono stati influenzati dalla pubblicità, inoltre la cosa che mi fa rabbia e accade spesso anche con la Danone è che la multa è stata di solo 15000€. La danone ci marcia con queste cose, fa la pubblicità ai suoi yogurtini, poi tutti se li comprano e infine si beccano una piccola multa per pubblicità ingannevole, ma intanto hanno fatto e continuano a fare milioni di euro.
Comunque ritornando alla Monsanto e al roundup, per farvi capire il concetto è come Berlusconi che si faceva le leggi sulla giustizia e le frequenze televisive.
Purtroppo con questa soia transgenica e questo pesticida c’è un forte conflitto di interessi, possibile che a nessuno sia venuto in mente di indagare per bene su come stiano realmente le cose?
A quali danni andranno incontro alcuni abitanti dell’Argentina negli ultimi anni?
Un aumento di casi di sterilità, cancro (dovuto a danni causati al DNA), deformazioni embrionali (i neonati che avete visto nel video), neurotossicità e disfunzioni endocrine.
La soia contiene estrogeni e per molti è un non cibo, ma viene normalmente consumata in sostituzione della carne.
La cosa che mi fa ridere è che in Argentina hanno delle ottime carni e le sostituiscono con le cotolette di soia; tutta colpa purtroppo della guerra ai grassi saturi e al colesterolo, che chissà se e quando terminerà e quante vittime mieterà prima della fine di tutte queste favole (su questo argomento prometto che ci tornerò presto).
L’Argentina però è lontana, ma non state tanto tranquilli, perchè il roundup viene venduto anche in Italia e impiegato per esempio nella lotta alle infestanti del riso.
Non preoccupatevi, lì il glifosato ha fatto quei danni perchè veniva somministrato con gli aerei e con questo metodo il 60% di esso viene disperso nell’aria dove persiste per 24 ore.
Nel documentario l’ultimo intervistato diceva che il glifosato andava a finire nei semi di soia, non nella cuticola esterna, ma proprio all’interno del seme.
Quindi cari maschietti, iniziamo a preoccuparci della nostra fertilità, poichè come viene evidenziato in questo studio francese:  anche concentrazioni pari a 1 parte per milione di glifosato nei ratti provocano danni endocrini, soprattutto a carico del testosterone, diminuendo la sua produzione del 35%.
Allora smettiamo di mangiar riso?
No, svegliamoci che è meglio. Il glifosato è un contaminante delle acque, quindi anche se non mangi cibi contaminati, anche se mangi biologico non aver paura che non hai via di scampo e concentrazioni come una parte per milione sono praticamente nulle, quindi le trovi ovunque. Ma non disperate, le brutte notizie non finiscono qui, lo studio mostra i danni da un’assunzione acuta, pensate l’esposizione cronica a quali danni può portare. Qualcuno potrà obiettare: ma quelli sono ratti. Si ma a noi non ci renderà impotenti una parte per milione, però il rischio c’è, ed è molto alto.
Secondo voi dopo tutte queste evidenze, che fa la commissione europea?
E’ troppo impegnata in altre cose di poco conto per affrontare problemi seri e “scomodi”, così ha deciso che rivedrà la sua posizione sul glifosato nel 2015, non prima.
Ecco un report che evidenzia i danni del glifosato e le inadempienze governative.
Molto bello è questo pezzo:
“A Commission source who spoke on condition of anonymity confirmed that the real cause of the delay in the review o glyphosate and the 38 other pesticides is a process called Resubmission.
This was instituted in 2008 after the Commission rejected a number o industry pesticide applications on the grounds that the dossiers were incomplete. Industry disagreed and threatened the Commission with lawsuits.Te Commission reached a compromise with industry, offering it a second chance to deliver more complete dossiers while allowing the pesticides to stay on the market or an additional3–4 years. Resubmission is a fast-track procedure with a limited dossier.”
Praticamente se c’è qualche dubbio su un pesticida l’azienda può continuare a commercializzarlo per altri 3 o 4 anni e poi verrà rivisionato il dossier.
Ho scritto questo articolo non tanto per dire che quelli della Monsanto siano dei criminali, si potrebbe dire la stessa cosa di ENI o di tante altre grandi aziende o persone.
Scrivo questo perchè spero che un giorno il mondo si fermi a riflettere su dove siamo arrivati.
Il problema è il conflitto di interessi che c’è tra chi produce una certa sostanza e chi deve approvarla.
Tanto per accontentare Benigni (speriamo non mi legga mai, sennò con tutti gli errori di italiano che faccio mi fa nero!) facciamo un esempio affine con un personaggio politico.
Per esempio questo personaggio viene indagato in un processo per truffa, prende e cerca di fare una legge ad hoc, oppure si paga il miglior avvocato del mondo. Risultato: o viene assolto oppure il processo cade in prescrizione.
Il pensionato che ruba la mortadella al supermercato invece passa i guai.
Vedete, la commissione europea è impegnata a dar la caccia ai pensionati che rubano la mortadella, ma il pezzo grosso lo lasciano in pace, troppi problemi e troppe complicazioni.
Oppure lui paga le donne per fare del Burlesque a casa sua, e non c’è nessuna cosa di strano, uno invece che chiede un’informazione stradale a quelle donne che si trovano lungo i marciapiedi viene multato e può passare parecchi guai.
Spero soltanto che chi nel mondo prende decisioni importanti inizi a farsi un esame di coscienza e pensare che un suo capriccio o debolezza può creare gravi danni alla società e all’esistenza di molte persone.
Qualche politico da noi l’ha fatto fuori la speculazione (gli altri spero il fato), ma alla Monsanto chi ci penserà?
Se volete dare una mano, questi ci stanno provando:
Combatti la Monsanto

In questo sito potete trovare il blog della giornalista francese intervistata: Marie Monique Robin.

Photo by: Crop spraying near St Mary Bourne (Brian Robert Marshall) / CC BY-SA 2.0


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9 commenti su “Un po di soia, un diserbante e ti sterilizzo mezzo mondo. La legge di Monsanto.

  • Alberto Guidorzi

    Mi dispiace Massimo ma qui sei male informato ed hai scelto a suffragio del tuo dire lavori successivamente screditati e solo di propaganda.

    Ti ricordo che in Argentina la Monsanto non ha nessun conflitto d’interessi perchè gli argentini non pagano nessuna roialtyes perchè non riconoscono il brevetto, importano la soia di contrabbando. Dunque se fosse vero quello che dici tu loro ne sono i soli colpevoli.

    Tuttavia quello che hai detto è totalmente fuorviante e di nessuna obiettività.

    • Massimo Gentili L'autore dell'articolo

      Ciao Alberto, ho letto anche il tuo altro commento e apprezzo molto che legga il mio sito gente come te.
      Purtroppo io ho visto quel video e ne sono rimasto scandalizzato.
      Poi ho iniziato a fare ricerche e ad approfondire il tema e mi sa che ho fatto qualche errore: sono andato a senso unico, ma sinceramente lavori che indicassero il contrario non ne ho trovati.
      In tal caso potresti postare qualche link?
      E quei lavori in caso si sa chi li ha finanziati?
      Nel mio lavoro e nella vita cerco di interpretare la realtà nel modo più oggettivo possibile, ma spesso lo faccio da solo, perchè non trovo molti interlocutori (o in un modo o nell’altro TUTTI purtroppo hanno pregiudizi ed è difficile instaurare un discorso serio), e questo come puoi ben immaginare non è il massimo, quindi contributi come il tuo ben vengano, sempre se ben documentati.

  • Alberto Guidorzi

    Cominciamo dal dire cos’e la Monsanto.

    La Monsanto è stata un ditta chimica come tante altre che durante la Guerra del Vietnam ha ricevuto l’ordine di produrre un diserbante di tipo ormonico (già usato in agricoltura ed ancora oggi usato) E’ il diserbante più usato nelle coltivazioni cerealicole (colpisce solo le piante dicotiledoni, a foglia larga). In Vietnam era chiamato “agente Orange” ed era composto da una miscela di 2,4-D e 2,4,5-T, mentre in agricoltura fin dal 1947 i principi attivi erano usati singolarmente.
    Si trattava quindi di una commessa militare che quindi non doveva avere la purezza e la selettività di quando lo si produceva per l’agricoltura, in quanto ciò comportava prezzi superiori ( sono cinico lo so, ma in guerra uccidere il nemico con una pallottola o con il napalm e con la diossina poco importa, quando poi si affrontano due eserciti dove uno dietro ha un’opinione pubblica molto sensibile alla morte di un cittadino, mentre nell’altro esercito non vi è questa pressione il discorso fatto prima è più “comprensibile”).
    L’esercito americano si serviva di questo diserbante per defogliare i percorsi di spostamento dei soldati vietnaamiti per per usare meglio la sua supremazia aerea e si è fatto rifornire da ben sei fornitori diversi uno di questi è stata la Monsanto.
    Mi sai dire perchè solo la Monsanto è colpevole e non tutte le altre ditte chimiche fornitrici, mai citate. La Monsanto doveva essere colpita perchè è stata quella che più ha creduto nella creazione di piante GM e quindi bisognava screditarla nel senso che se aveva prodotto diossina una volta non aveva mai smesso di farlo anche quando aveva cambiato diserbante.

    Qui sta l’inganno più riprovevole, infatti le fotografie che tu hai presentato non sono altro che quelle che provoca la diossina, ma l il glifosate non contiene diossina e questi effetti non li provoca. Siamo quindi di fronte a falsità in cui molti sono incorsi e si sono lasciati impressionare (giustamente se fosse stato vero in quanto non si è più in guerra).

    Monsanto quindi aveva anche una branca di prodotti per l’agricoltura e ad un certo punto btrovò un diserbante totale che eliminaca molti inconvenienti di altri in uso, era ecologicamente più sostenibile, si tratta appunto del roundup a base di glifosate. Nel contempo fece anche una sclta strategica, abbandonò la chimica di base e si dedicò all’agricoltura credendo negli OGM e pensando di poter sfruttare il glifosato quasi in esclusiva. Per fare questo chiese capitali in borsa s’indebitò, rischiò di fallire, ma poi finalmente la sua scelta fu coronata da successo nel senso che riuscì a trasferire il gene che produceva le tosine Bt e a trovare il modo di rendere certe colture tollerante al glifosate, salto enorme di qualità nel diserbo delle coltivazioni di grande estensione. Tutto ciò l’ha coperto da brevetti assegnati da istituzioni pubbliche dopo controlli accurati. In altri termini ha preso dei soldi privati da persone che vogliono dividendi (non solo i grandi capitalisti che investono in borsa, ma anche i piccoli risparmiatori) e ha impostato una strategia nuova. I soldi, e tanti, gli sono serviti a comprare a destra e a manca ditte sementiere perchè la trasngenesi senza buone piante su cui inserire i geni non vale nulla.
    Io, da uomo delle sementi, non ho mai condiviso questo accentramento di germoplasma in poche mani, ma tant’è che molte ditte sementiere tradizionali si sono spaventate dai costi che man mano andava incontro la ricerca genetica ed hanno preferito vendere (hanno preso 10 volte il loro fatturato per vendere).

    Quindi la Monsanto vive sul mercato ha cambiato il settore di attività e deve rispondere ai suoi azionisti, non solo ma alle istituzioni americane che non sono tenere in fatto di controlli, che poi debba usare le armi che usano tutti i suoi concorrenti questo è pacifico, come si dice, negli affari occorre farsi crescere il pelo sullo stomaco e non si può fare il chierichetto.

    Con ciò quindi viene meno il tuo essere colpito dalla drammaticità delle foto che hai riprodotto, vi è totalmente malafede in chi le ha diffuse, si riferiscono ai danni dalla diossina e non del glifosate. Il glifosate a contato con il terreno si decompone (se ho tempo ti spiego anche come.

    Ho finito la prima puntata, la prossima riguarderà MMR (Marie Monique Robin) e Seralini.

  • Alberto Guidorzi

    Massimo Gentili
    Ti avevo promesso di risponderti circa la credibilià di Marie Monique Robin (conosciuta per l’acronimo MMR), lo faccio qui dove trovi le spiegazioni e tutte le fonti. La “giornalista” è diventata famosa per il reportage “Voleurs d’yeux” ed anche di questo si parla

    http://www.pseudo-sciences.org/spip.php?article832

    Se lo desideri posso fare lo stesso lavoro per Seralini che tu anche citi.

  • Alberto Guidorzi

    Ecco parte dei lavori di Gilles Eric Seralini con annessa critica da parte di enti e colleghi.

    1) Gilles-Eric Séralini, Dominique Cellier, Joël Spiroux de Vendomois, 2007. New Analysis of a
    Rat Feeding Study with a Genetically Modified Maize Reveals Signs of Hepatorenal Toxicity.
    Arch. Environ. Contam. Toxicol. 52 : 596–602

    In questa pubblicazione i ricercatori del CRIIGEN rianalizzano i dati sperimentali di tossicologia ottenuti da Monsanto sul Mais MON 863 (resistente ai coleotteri).
    La pubblicazione è apparsa su una rivista il “factor impact” è abbastanza basso (1,864).
    La pubblicazione è stata presa in esame dal panel OGM dell’EFSA (il solo organismo che risponde ai quesiti della Commissione dell’UE. Le conclusioni sono state che la nuova analisi non ha apportato nulla di nuovo circa la presunta tossicologia del Mon 863.

    2) Gilles-Eric Séralini, Joël Spiroux de Vendômois, Dominique Cellier, Charles Sultan,
    Marcello Buiatti, Lou Gallagher, Michael Antoniou, Krishna R. Dronamraju, 2009. How
    Subchronic and Chronic Health Effects can be Neglected for GMOs, Pesticides or Chemicals.
    International Journal of Biological Sciences 5(5): 438-443

    Questa pubblicazione in realtà è una discussione dei metodi usati per la valutazione tossicologica delle piante introdotte in agricoltura e dei nuovi prodotti.
    I dati scientifici citati in questa pubblicazione sono quelli dell’analisi fatta sui risultati tossicologici sperimentali ottenuti da Monsanto e ricanalizzati dall’equipe di Seralini.
    La pubblicazione è apparsa su una rivista che non ha “impact Factor”, in quanto non recensita tra le riviste a fattore d’impatto dell’ISI (International Statistical Institute).
    La rivista dunque non è dunque ritenuta valida dalla comunità scientifica internazionale.
    Ciò sta a significare che gli autori non hanno trovato una rivista più prestigiosa che gli pubblicasse il lavoro. Notare che vi è accomunato anche il nostro Buiatti che fa scuola in Italia

    3) Joël Spiroux de Vendômois, François Roullier, Dominique Cellier, and Gilles-Eric Séralini,
    2009. A Comparison of the Effects of Three GM Corn Varieties on Mammalian Health.
    International Journal of Biological Sciences 5(7): 706-726.
    Questo articolo riprende integralmente I dati di cui alla pubblicazione del punto 1 ai qualil aggiunge I dati sperimentali tossicologici ottenuti da Monsanto sul MON 810 (mais reistente aghli attacchi di lepidotteri)e NK 603 (mais resistente all’erbicida glifosate) e vengono rianalizzati esattamente come nella pubblicazione n° 1. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista senza fattore d’impatto di cui si è parlato nel n° 2

    In conclusione

    E’ totalmente non etico fare una pubblicazione nel 2007 sull’analisi statistica di dati tossicologici, vedersela squalificata (EFSA e HCB) ad alto livello e riprenderla due anni dopo aggiungendo altri dati e rifacendo la stessa analisi statistica e con gli stesi metodi già precedentemente non ritenuti validi.

    Questo modo di pubblicare a dispetto dei santi è un modo subdolo di voler influenzare opinione pubblica e decisori politici senza apportare fatti nuovi, inoltre le citazione bibliografiche sono alquanto poco pertinenti e infine non si ritiene di citare e cercare di confutare tutti i pareri negativi espressi sui lavori pubblicati.

    Il CRIIGEN (« Comité de Recherche et d’Information Indépendantes sur le génie Génétique ») si dichiara apertamente anti-OGM ed inoltre è stato creato con il contributo di Carrefour, la catena di distribuzione francese che si fa vanto di vendere OGM-free e di giustificare il tutto con i lavori di Seralini. Eppure Seralini in ogni lavoro dichiara di non avere interessi sui risultati.

  • antonio

    Molto bello il blog… però aspetto nuovi post, è da troppo tempo che non ci sono aggiornamenti. Vabbè, intanto mi sono iscritto ai feed RSS, continuo a seguirvi!

    • Massimo Gentili L'autore dell'articolo

      Sai, scrivo un articolo a settimana in media, poi lo cancello e non lo pubblico, non lo so nemmeno io il perchè.
      Entro 15 giorni ne inserirò uno nuovo di articolo, prometto.