Vitamina D 3


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La Vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile che nel nostro organismo è presente sotto due forme:

  • Colecalciferolo (D3), deriva dal 7-deidrocolesterolo, ed è sintetizzata negli organismi animali. Si trova in maggiori quantità nell’olio di pesce e nel tuorlo dell’uovo, e il nostro organismo è in grado di sintetizzarla a livello cutaneo ad una lunghezza d’onda di 290-310 nm. Il colecalciferolo subisce due idrossilazioni, la prima nel fegato (dove viene conservata la vitamina) che lo trasforma in 25-idrossicolecalciferolo e la seconda nel rene dove viene attivato e trasformato in 1,25-diidrossicolecalciferolo (la forma attiva della vitamina D)
  • Ergocalciferolo (D2), deriva dalle piante e dai lieviti, anche in questo caso si forma quando i raggi del sole colpiscono il suo precursore: l’ergosterolo.

La forma attiva della vitamina D (1,25-diidrossicolecalciferolo) è un ormone steroideo ed

esplica le sue funzioni prevalentemente legandosi ad uno specifico recettore intracitoplasmatico (VDR). La vitamina D viene conservata nel fegato, e nel periodo invernale consumiamo gran parte della vitamina D prodotta durante l’esposizione al sole estiva e primaverile.

La sintesi di vitamina D, viene regolata indirettamente dalla concentrazione plasmatica di calcio, e direttamente dall’azione del paratormone (PTH). Questo processo ha inizio dalla concentrazione plasmatica di calcio, se essa è bassa, si avrà una stimolazione delle paratiroidi a produrre ed immettere in circolo paratormone (PTH). Il paratormone agisce a livello renale attivando l’1-alfa idrossilasi renale, la quale trasforma il 25-idrossicolecalciferolo in 1,25-diidrossicolecalciferolo (la forma attiva della vitamina D). A questo punto la vitamina D è libera di esplicare i suoi effetti nell’organismo.

Funzioni della Vitamina D

La vitamine D, esplica le sue funzioni principali in 3 organi: intestino, rene ed ossa.

  • A livello intestinale, aumenta l’assorbimento di calcio e fosforo
  • Nelle ossa aumenta il riassorbimento osseo
    • La vitamina D è necessaria per la normale mineralizzazione ossea, perché mantiene costanti i livelli di calcio e fosforo.
  • A livello renale aumenta il riassorbimento del calcio.
    • Questo organo è importante anche per il meccanismo di feed-back, infatti se diminuisce la quantità di calcio, il rene metabolizza più vitamina D.

In parole povere, il ruolo della Vitamina D è quello di aumentare la concentrazione plasmatica degli ioni calcio.

Fonti alimentari di vitamina D

Gli alimenti con un maggior contenuto in vitamina D sono il fegato, gli oli di pesce (soprattutto l’olio di fegato di merluzzo), i pesci grassi come salmone e sardine, il latte e i derivati (soprattutto il burro), e le uova.

Dopo la sua assunzione alimentare la vitamina viene assorbita nel tenue e necessita della presenza della forma attiva della vitamina D: l’1-25 diidrossicalciferolo. Essa induce le cellule epiteliali del tenue a produrre una proteina legante il calcio: la calbindina D-28K.

La maggior parte della vitamina D comunque non ci viene fornita dall’alimentazione, ma dall’esposizione alla luce solare.

Livelli di assunzione di vitamina D

Poiché la maggior parte della vitamina D viene autonomamente sintetizzata dalla cute con l’esposizione solare, per gli adulti non possono essere fatte raccomandazioni nutrizionali in base alla vitamina D. Solo in casi di aumentato fabbisogno o ridotta sintesi si può intervenire con supplementazione che mantengano i livelli di vitamina D tra i 10 e i 40 ng/ml.

I gruppi a rischio nutrizionale per la vitamina D sono i neonati, i bambini, le donne in gravidanza e in allattamento e gli anziani.

  • Nei neonati l’apporto deve essere maggiore a 10 µ g/die.
  • Nei bambini da 1 a 3 anni non adeguatamente esposti al sole l’apporto in vitamina D deve essere superiore a 10 µ g/die.
  • Bambini con età superiore a 3 anni e per tutta la durata dell’accrescimento, se non adeguatamente esposti al sole l’apporto nutrizionale deve essere di 10 – 15 µ g/die.
  • Alle donne specialmente nel terzo trimestre di gravidanza si consiglia un apporto dietetico in vitamina D pari a 10 µ g/die.
  • Anche negli anziani, specialmente se poco esposti al sole, si raccomanda un apporto dietetico di circa 10 µ g/die di Vitamina D.

Carenza di vitamina D

Inizialmente una carenza di vitamina D porta ad una diminuzione sierica di calcio e fosforo, poiché diminuisce il loro assorbimento a livello intestinale. Iperparatiroidismo secondario, dovuto alla diminuzione del calcio sierico e alla continua stimolazione delle paratiroidi a produrre paratormone (PTH). Successivamente si assiste ad un’inadeguata mineralizzazione dell’osso (rachitismo nei bambini e osteomalacia negli adulti), debolezza muscolare, dolori, fragilità ossea, diminuzione della densità ossea e deformazioni alle ossa.
Intossicazioni da Vitamina D a livello dietetico sono assai improbabili, dato il relativo contenuto di questa vitamina negli alimenti. I sintomi di un intossicazione da eccesso di vitamina D sono ipercalcemia, nausea, diarrea, e calcificazione dei tessuti molli.

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